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Cassazione Civile, Ordinanza n. 40294/2021 del 15/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Due soggetti privati avevano citato un comune davanti al Tribunale per ottenere l'accertamento dell'acquisto per usucapione di due porzioni di terreno confinanti con il loro immobile: una porzione di 139 mq e un diverso tratto di strada vicinale denominata "del Quaiotto". Il Tribunale aveva accolto la domanda ritenendo provata la sdemanializzazione tacita dei beni. Il comune aveva proposto appello e la Corte d'appello aveva accolto parzialmente il gravame, confermando l'usucapione solo per la porzione di 139 mq e negandola per il tratto di strada vicinale, ritenuto ancora pubblico e quindi inusucapibile. Le ricorrenti hanno proposto quattro motivi: 1) violazione del giudicato e dell'acquiescenza, sostenendo che il comune non avesse impugnato una autonoma ratio decidendi del primo giudice relativa alla mancata prova della natura pubblica della strada; 2) nullità della sentenza per errata qualificazione della strada vicinale come strada comunale/pubblica e per violazione delle regole sull'onere della prova; 3) violazione delle norme sulla demanialità e sulla sdemanializzazione tacita, per avere escluso quest'ultima; 4) illegittimità della compensazione integrale delle spese e della ripartizione degli esborsi di c.t.u., con richiesta di restituzione di quanto corrisposto.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha escluso l'acquiescenza o il giudicato interno, rilevando che l'appello del comune investiva complessivamente la decisione di primo grado e che questa era sorretta da un'unica ratio decidendi. Ha poi confermato il giudizio di merito sulla strada vicinale, osservando che la Corte territoriale aveva accertato la natura pubblica del tratto stradale, la sua visibilità materiale e, soprattutto, la mancata prova di atti o fatti univoci incompatibili con la volontà dell'ente di conservarne la destinazione pubblica; pertanto non vi era stata sdemanializzazione tacita e il bene restava inusucapibile. Infine ha ritenuto adeguata la compensazione delle spese, anche in considerazione dell'accoglimento solo parziale delle domande originarie. Nessuna pronuncia sulle spese del giudizio di legittimità, per difetto di attività difensiva del comune intimato; poste a carico delle ricorrenti le conseguenze sul contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2909 c.c.

    viene evocato dalle ricorrenti per sostenere la formazione del giudicato interno, ma la Corte esclude che vi fosse un capo autonomo non impugnato.

  • art. 324 c.p.c.

    richiamato per sostenere l'intangibilità del capo non impugnato; la Corte nega la sua operatività nel caso concreto.

  • art. 329 c.p.c.

    invocato per l'acquiescenza parziale; la Corte ritiene che l'appello abbia investito l'intera ratio della decisione di primo grado.

  • art. 115 c.p.c.

    richiamato nella censura sulla valutazione della prova; la Corte non ravvisa violazioni idonee a ribaltare l'accertamento di merito.

  • art. 2697 c.c.

    invocato sulla ripartizione dell'onere probatorio circa natura pubblica e sdemanializzazione; la Corte valorizza l'accertamento di fatto della mancata prova della volontà dismissiva dell'ente.

  • art. 822 c.c.

    la Corte richiama la nozione di demanio stradale e afferma che il tratto di strada pubblico non era usucapibile in difetto di sdemanializzazione.

  • art. 824 c.c.

    richiamato nel motivo sulla demanialità/sdemanializzazione dei beni pubblici.

  • art. 829 c.c.

    richiamato nel motivo sulla demanialità/sdemanializzazione dei beni pubblici.

  • art. 281-sexies c.p.c.

    menzionato solo per indicare la forma della sentenza di primo grado.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    norma di riferimento per i motivi di violazione di legge proposti in ricorso.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    norma di riferimento per i motivi di nullità della sentenza/procedimento.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    richiamato per il deposito della memoria in vista della decisione camerale.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    la Corte dà atto dei presupposti per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato a carico delle ricorrenti.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato come parametro del contributo unificato aggiuntivo dovuto in caso di rigetto.

Massime di principio

  • Per configurare un giudicato interno o un'acquiescenza parziale non basta isolare singoli passaggi motivazionali: occorre che il capo della sentenza sia effettivamente autonomo e non investito dall'impugnazione complessiva.
  • La strada rientra tra le vie vicinali pubbliche quando risulti il passaggio esercitato iure servitutis publicae da una collettività qualificata, la concreta idoneità al soddisfacimento di un interesse generale e un titolo idoneo a sorreggere l'uso pubblico.
  • La sdemanializzazione di una strada può avvenire anche tacitamente, ma solo se emergono atti o fatti univoci e incompatibili con la volontà della pubblica amministrazione di mantenere la destinazione al pubblico passaggio; in difetto, il bene resta demaniale e quindi inusucapibile.
  • In cassazione non è sindacabile la valutazione di merito sorretta da motivazione sufficiente e non illogica circa la natura pubblica del bene e l'assenza di prova della volontà dismissiva dell'ente.
  • La compensazione delle spese può essere confermata quando la controversia presenti una particolare complessità fattuale o giuridica e l'esito del giudizio sia solo parzialmente favorevole alla parte ricorrente originaria.

Come è indicizzato

MateriePossessoGiudicatoSpese di lite
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiGiudicatoOnere della prova

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