Cassazione Civile, Ordinanza n. 15412/2022 del 13/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (proprietario)
La controversia
La controversia nasce da un'azione di regolamento di confini tra fondi finitimi. In primo grado il tribunale aveva accolto la domanda di accertamento del confine proposta dalla proprietaria attrice, pur riconoscendo in parziale accoglimento della riconvenzionale dei convenuti l'intervenuta usucapione dell'area da essi occupata. La corte d'appello, invece, ha accolto l'impugnazione dei convenuti e ha riformato la decisione di primo grado. La soccombente ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato violazione e falsa applicazione dell'art. 950 c.c. e della circolare n. 5/89 del Ministero delle Finanze, sostenendo che la corte territoriale non avrebbe considerato i titoli di provenienza prodotti; con il secondo ha dedotto omesso esame di un fatto decisivo, lamentando che le tolleranze previste dalla circolare sarebbero state applicate solo allo sconfinamento dei convenuti e non anche alla traslazione verificatasi sull'opposto confine del proprio fondo.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che i due motivi fossero esaminabili congiuntamente ma entrambi inammissibili, perché la corte d'appello aveva effettuato un apprezzamento complessivo delle risultanze istruttorie, inclusi titoli, frazionamenti, accatastamenti e le due consulenze tecniche d'ufficio, giungendo alla conclusione che non fosse possibile individuare con certezza il confine solo sulla base dei documenti prodotti. Quanto al vizio ex art. 360 n. 5 c.p.c., la Cassazione ha ribadito che esso riguarda l'omesso esame di un fatto storico decisivo e non la mancata considerazione di singoli elementi istruttori quando il fatto sia stato comunque valutato. La ricorrente è stata condannata alle spese e, ricorrendone i presupposti, è stato disposto il raddoppio del contributo unificato.
Norme richiamate
Richiamato come norma violata nel motivo di ricorso in tema di regolamento di confini; la Corte non entra nel merito della sua applicazione perché il ricorso è dichiarato inammissibile.
Indica il vizio di violazione e falsa applicazione di legge dedotto nel primo motivo.
Riguarda l'omesso esame di un fatto decisivo; la Corte richiama il perimetro rigoroso del vizio, limitato al mancato esame di un fatto storico decisivo.
art. 366, primo comma, n. 6, c.p.c.
Il ricorrente deve indicare specificamente il fatto storico omesso e il dato da cui esso risulti.
art. 369, secondo comma, n. 4, c.p.c.
Richiamato insieme all'art. 366 c.p.c. per l'onere di specifica indicazione e produzione degli atti rilevanti.
La memoria depositata in prossimità della camera di consiglio è stata ritenuta meramente reiterativa dei motivi di ricorso.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
La Corte dà atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002
È il parametro richiamato per quantificare l'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.
circolare n. 5/89 del Ministero delle Finanze
Invocata dalla ricorrente in relazione alle tolleranze catastali/di misurazione, ma non decisiva ai fini dell'ammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- Nel ricorso per cassazione, il vizio di cui all'art. 360 n. 5 c.p.c. non consente di censurare la semplice mancata valorizzazione di singoli elementi istruttori, quando il fatto storico rilevante sia stato comunque preso in considerazione dal giudice di merito.
- Per dedurre validamente l'omesso esame di un fatto decisivo occorre indicare specificamente il fatto storico, il dato da cui esso risulta, il momento in cui è stato discusso tra le parti e la sua decisività; in difetto la censura è inammissibile.
- Quando il giudice di merito ha compiuto un apprezzamento complessivo di titoli, consulenze tecniche e altri elementi probatori, la censura in cassazione non può risolversi in una richiesta di nuova valutazione del materiale istruttorio.
- Nel regolamento di confini, la verifica giudiziale può fondarsi sulla complessiva valutazione delle risultanze documentali e tecniche; se tali elementi non consentono di individuare con certezza il confine, la censura che pretenda una diversa lettura delle prove non supera il vaglio di ammissibilità.
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