Cassazione Penale, Sentenza n. 31887/2022 del 30/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza di appello che aveva confermato la condanna per omicidio aggravato, lamentando erronea applicazione della legge penale e vizio di motivazione: sostiene che mancava l'anímus necandi e che i fatti erano al più preterintenzionali, argomentando che lo strangolamento non era particolarmente violento, che l'imputato si era addormentato accanto al corpo e aveva poi confessato, elementi che secondo il ricorrente escluderebbero l'intenzione di uccidere.
La decisione
Il ricorso è dichiarato inammissibile. La Corte di legittimità ha ritenuto corretta e coerente la valutazione del giudice di merito, che aveva escluso la preterintenzionalità alla luce di elementi oggettivi: frattura del corno sinistro della cartilagine laringea, durata dello strangolamento, ematomi da ripetuti impatti cranici, resistenza della vittima attenuata dall'alcol, e minacce via messaggi. Tali elementi sono stati ritenuti sintomatici dell'anímus necandi. La Corte ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato, liquidate con separato decreto.
Norme richiamate
Norma che disciplina il reato di omicidio; utilizzata per inquadrare il fatto come omicidio volontario quando è presente l'anímus necandi.
art. 577, secondo comma, cod. pen.
Richiama le circostanze aggravanti (nel testo contestuale si indica l'aggravante applicata alla fattispecie per i rapporti tra le parti o altre aggravanti pertinenti al caso).
Norma invocata per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento in caso di ricorso inammissibile.
Norme che regolano la liquidazione delle spese di difesa e la rifusione a favore dello Stato per la parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato; usate per disporre il pagamento a favore dello Stato della somma liquidata alla parte civile.
Corte cost. n. 186 del 13/06/2000
Richiamata per il principio che, ai fini della condanna alle spese per ricorso inammissibile, occorre valutare l'assenza di colpa nella proposizione del ricorso; nel caso non sussistono elementi che escludano la responsabilità.
Giurisprudenza: Sez. 1, n. 35369 del 04/07/2007 (Zheng)
Principio riportato sulla distinzione fra omicidio volontario e preterintenzionale: criterio distintivo è l'elemento psicologico (anímus necandi vs volontà di percuotere/ferire senza previsione della morte).
Giurisprudenza: Sez. 6, n. 22256 del 26/04/2006 (Bosco)
Principio secondo cui prospettazioni alternative basate su una "mirata rilettura" degli elementi probatori non possono sostituirsi alla valutazione del giudice di merito; la Corte di legittimità non procede a nuovo giudizio di merito.
Massime di principio
- La distinzione tra omicidio volontario e omicidio preterintenzionale si fonda sull'elemento psicologico: l'anímus necandi si accerta con riferimento a elementi oggettivi desunti dalle modalità della condotta.
- Lesioni anatomo-forensi indicative di strangolamento prolungato (es. frattura della cartilagine laringea, ematomi) possono essere ritenute sintomatiche dell'intenzione di uccidere.
- Minacce precedenti e modalità dell'aggressione (durata, mantenimento della morsa, ripetuti impatti) costituiscono elementi rafforzativi dell'esistenza del dolo intenzionale.
- La Corte di legittimità non è sede per rinnovare la valutazione della prova: valutazioni alternative dei fatti già oggetto di motivazione coerente non giustificano l'annullamento della decisione di merito.
- Se un ricorso è manifestamente basato su una lettura alternativa della prova e non su vizi giuridici, può essere dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato alle spese e a somme a favore della Cassa delle ammende.
- In presenza di parte civile ammessa al patrocinio a spese dello Stato, le somme liquidate a titolo di rifusione delle spese sono disposte a favore dello Stato con decreto del giudice competente.
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