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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31877/2022 del 30/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava per cassazione la sentenza d'appello che aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato di incendio (capo A) e aveva rideterminato la pena per il capo B in mesi otto di reclusione. I motivi di ricorso erano essenzialmente due: 1) vizio di motivazione e violazione dell'art. 606, comma 1, lett. d) c.p.p. per la mancata assunzione della deposizione del consulente tecnico della difesa nominato dopo la produzione delle registrazioni (sostenendo che la sua audizione sarebbe stata prova decisiva, soprattutto alla luce di presunte contraddizioni del teste Capussotto e della perizia basata su fotogrammi di data diversa); 2) manifesta illogicità della statuizione relativa alla provvisionale riconosciuta alla parte civile in appello, nonostante la difesa avesse rilevato la revoca della costituzione della parte civile tra primo e secondo grado.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. In particolare: - ha confermato che non v'era obbligo di esaminare il consulente tecnico della difesa quando questi non aveva svolto attività dirette in sede di conferimento dell'incarico o durante le operazioni peritali e quando il contenuto delle memorie scritte non era stato contestato dalle parti; - ha ritenuto non decisiva la presunta contraddittorietà del teste e ha considerato congrua la valutazione sulla compatibilità tra il soggetto ripreso nei fotogrammi e l'imputato, con motivazione sufficientemente logicamente collegata anche alla valutazione sull'inidoneità dell'alibi fornito dalla coniuge; - ha affermato l'inammissibilità del motivo relativo alla provvisionale, richiamando che la concessione e la quantificazione di una provvisionale in sede penale è decisione discrezionale non impugnabile in cassazione e che la costituzione della parte civile resta operante salvo formale e provato atto di revoca. Conseguentemente il ricorso è respinto e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • legge 497/74 (norme sugli esplosivi)

    La bottiglia molotov è stata qualificata come materiale esplodente ai sensi della legge; la norma è richiamata per la qualificazione del capo di imputazione relativo al porto di materiale esplodente.

  • art. 606, comma 1, lett. d), cod. proc. pen.

    Richiamato come causa di nullità/motivazione insufficiente: il giudice di legittimità ha ritenuto il motivo infondato perché l'omessa assunzione della prova del consulente non era obbligatoria ove il consulente non avesse svolto attività nel conferimento dell'incarico o nelle operazioni peritali e il contenuto scritto non fosse stato contestato.

  • art. 230 cod. proc. pen.

    Richiesto nel ragionamento sulla necessità o meno di esaminare i consulenti di parte: la Corte ha richiamato la disciplina che regola l'esame del consulente nominato dalle parti e le modalità in cui il suo intervento diventa obbligatorio.

  • artt. 233 e 121 cod. pen. (come citati nel testo)

    Citati in relazione alla possibilità di produrre memorie scritte dai consulenti di parte: la Corte ha osservato che tali memorie possono essere lette in udienza ed utilizzate in decisione anche in mancanza dell'esame orale, se non contestate dalle parti e se il giudice le ritiene superflue da integrare con l'esame.

  • art. 76 cod. proc. pen.

    Riferito al principio di immanenza delle conclusioni della parte civile: la Corte ha ricordato che le conclusioni della parte civile, se rese in primo grado, rimangono valide in ogni grado salvo formale revoca.

  • art. 523 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto della mancata presentazione di conclusioni scritte da parte della parte civile in appello: la Corte ha precisato che la mancata presentazione non equivale automaticamente a revoca della costituzione.

Massime di principio

  • L'omesso esame del consulente tecnico di parte non costituisce automaticamente vizio se il consulente non ha svolto attività pratiche nel conferimento dell'incarico o durante le operazioni peritali: il giudice non è obbligato ad esaminarlo dopo l'esame del perito d'ufficio quando le memorie scritte non sono contestate e il suo apporto non risulta necessario.
  • Le memorie scritte dei consulenti di parte possono essere lette e valutate in udienza e utilizzate ai fini della decisione anche in assenza dell'esame orale del consulente, purché il loro contenuto non sia stato contestato e il giudice ritenga superflua l'ulteriore assunzione della prova orale.
  • Per censurare in cassazione la motivazione di merito occorre dimostrare in modo concreto che l'omissione probatoria o la valutazione dei fatti abbia avuto carattere decisivo e abbia determinato un vizio rilevante nella determinazione del convincimento: mere ipotesi alternative non sono sufficienti.
  • La qualificazione e la valutazione di elementi di prova tecnici (es. fotogrammi di video) rientrano nella discrezionalità del giudice di merito e possono essere confermate in cassazione se la motivazione è logicamente collegata e coerente con gli altri elementi probatori.
  • La prescrizione estingue il reato anche se non si è giunti ad una assoluzione nel merito; la dichiarazione di estinzione per prescrizione è sindacabile in cassazione solo nei limiti delle regole ordinarie di impugnazione.
  • La statuizione su provvisionali in sede penale è decisione discrezionale e difficilmente impugnabile in cassazione; la costituzione della parte civile permane salvo formale e provato atto di revoca, e la semplice assenza in appello o la mancata presentazione di conclusioni scritte non equivalgono a revoca.

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