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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31885/2022 del 30/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Milano del 20/09/2021 che aveva confermato la condanna (pronunciata con rito abbreviato il 16/09/2019) per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza (decreto Tribunale di Potenza 6/3/2018, notifica 23/3/2018). Il ricorrente ha proposto quattro motivi: (1) nullità per mancata presenza del difensore di fiducia e nomina errata di difensore d'ufficio (artt. 178, 179 e 97 c.p.p.); (2) vizio di motivazione per non aver considerato una consulenza difensiva che attestava uno stato di disagio psicologico (alopecia) che avrebbe influenzato la condotta; (3) mancata valutazione e applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.); (4) errata applicazione dell'art. 133 c.p. per mancata riduzione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di specificità dei motivi e per proponimenti che non superano i limiti del sindacato di legittimità (tentativo di rivalutazione del merito). Il primo motivo è stato ritenuto generico perché il ricorrente non ha contestato efficacemente la risultanza del verbale di arresto che attestava la nomina del difensore d'ufficio in assenza dell'avvocato di fiducia; il secondo motivo è stato ritenuto una diversa valutazione delle prove già compiuta dalla Corte territoriale, non sindacabile in Cassazione; il terzo e il quarto motivo sono stati anch'essi inammissibili perché la Corte di merito ha compiuto la valutazione complessiva richiesta per escludere la tenuità e ha motivato la congruità della pena anche in rapporto ai precedenti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende di euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 75, comma 2

    Disciplina la violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale; la condotta contestata (allontanamento dal comune di residenza) rientra nella fattispecie sanzionata dal decreto di applicazione della misura di prevenzione.

  • codice di procedura penale, art. 178, comma 1, lett. c)

    Norma richiamata in relazione alle nullità; la Corte evidenzia l'obbligo di specificità delle censure e che l'assenza di contestazione del verbale impedisce la dichiarazione di nullità.

  • codice di procedura penale, art. 179

    Richiamato congiuntamente alle regole sulle nullità: le censure devono essere specifiche e correttamente riferite agli atti impugnati.

  • codice di procedura penale, art. 97, comma 1

    Prevede la nomina del difensore d'ufficio quando il difensore di fiducia è impossibilitato a partecipare; la Corte territoriale ha ritenuto legittima la nomina d'ufficio sulla base del verbale di arresto.

  • codice penale, art. 131-bis

    La causa di non punibilità per particolare tenuità richiede valutazione complessiva e congiunta di fattori quali modalità della condotta, grado di colpevolezza e danno/pericolo; la Corte ha ritenuto che, per le modalità (allontanamento di oltre 800 km per più giorni) e i precedenti, i presupposti non sussistessero.

  • codice penale, art. 133

    Stabilisce i criteri per la determinazione della pena; la Corte d'appello ha motivato la congruità della pena applicata, e la Cassazione non ha ritenuto fondata la censura per mancata riduzione.

  • codice di procedura penale, art. 591, comma 1, lett. c)

    Disposizione richiamata in sede di giustificazione dell'inammissibilità per aspecificità delle censure: la mancanza di correlazione tra doglianze e motivazione della decisione impugnata conduce all'inammissibilità.

  • codice di procedura penale, art. 616

    Norma che dispone la condanna alle spese del procedimento e la possibilità di comminare un'ammenda in favore della Cassa delle ammende; applicata per irrogare al ricorrente il pagamento delle spese e di euro 3.000,00.

  • Sezioni Unite, n. 13681 del 25/02/2016 (Tushaj)

    Giurisprudenza di riferimento che precisa i criteri per la valutazione della particolare tenuità: richiesta di valutazione complessa e congiunta delle peculiarità fattuali; richiamata per confermare l'esame compiuto dalle corti di merito.

Massime di principio

  • In Cassazione il ricorso deve essere specifico: occorre indicare esattamente i punti della decisione impugnata e spiegare gli elementi fattuali e giuridici a fondamento delle censure; la genericità comporta inammissibilità.
  • La Suprema Corte non è sede per la rinnovazione o la diversa valutazione del merito probatorio: risultati di fatto e valutazioni di merito compiute dalla Corte d'appello, debitamente motivate, non possono essere riesaminate in Cassazione.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) richiede una valutazione complessiva e mirata delle modalità della condotta, del grado di colpevolezza e dell'entità del danno o del pericolo; l'esistenza di allontanamenti ingiustificati e precedenti penali può escluderne l'applicabilità.
  • La mera presentazione di elementi medico-psicologici (es. disagio per alopecia) non esclude automaticamente la responsabilità penale: è necessario dimostrare l'incapacità di controllare la condotta o l'impossibilità di adottare misure alternative adeguate.
  • Se si contesta la regolarità di documenti (es. verbali) su cui si basa la decisione, il ricorrente deve proporre adeguata impugnazione o querela di falso; l'assenza di contestazione rende il documento idoneo a fare prova fino a querela di falso.
  • Il giudice può condannare al pagamento delle spese processuali e disporre versamenti alla Cassa delle ammende quando il ricorso è infondato o inammissibile, salvo che non risulti la mancanza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

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