Cassazione Civile, Ordinanza n. 06752/2026 del 20/03/2026
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
L'Agenzia delle entrate aveva emesso due avvisi di accertamento IRPEF per gli anni d'imposta 2006 e 2007, recuperando a tassazione un maggior reddito sulla base dell'accertamento sintetico ex art. 38 d.P.R. n. 600/1973, fondato sul possesso di beni indice di capacità contributiva (un immobile e due autovetture). La contribuente aveva sostenuto di essere esonerata dalla presentazione della dichiarazione dei redditi ai sensi dell'art. 1 d.P.R. n. 600/1973 e, quindi, che l'Ufficio non potesse procedere ad accertamento d'ufficio o sintetico. La CTP aveva respinto il ricorso per mancata produzione documentale; la CTR aveva confermato. In cassazione la contribuente deduceva: 1) omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360, n. 5, c.p.c., identificato nel contratto di comodato delle autovetture; 2) violazione dell'art. 1, comma 4, lett. b-bis, d.P.R. n. 600/1973 per non avere la CTR considerato l'esonero dalla dichiarazione; 3) violazione dell'art. 41 d.P.R. n. 600/1973, assumendo che in assenza di obbligo dichiarativo non fosse possibile l'accertamento d'ufficio; 4) violazione dell'art. 38, comma 4, d.P.R. n. 600/1973, contestando la legittimità del redditometro. La Corte ha dichiarato inammissibile il primo motivo, ritenendo non specificato il fatto storico decisivo e non superato il limite della doppia conforme, oltre al mancato deposito/localizzazione del contratto di comodato; ha ritenuto infondati i motivi dal secondo al quarto perché l'assenza di una dichiarazione non equivale a esonero dall'obbligo dichiarativo e, anzi, il redditometro può essere utilizzato anche in caso di omessa dichiarazione, espressamente consentito dall'art. 41, comma 5, d.P.R. n. 600/1973. Il ricorso è stato integralmente rigettato, con condanna alle spese e applicazione dell'ulteriore contributo unificato.
La decisione
La Corte ha rigettato integralmente il ricorso della contribuente. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo per difetto dei presupposti del vizio di omesso esame di un fatto decisivo e per mancanza di specifica indicazione del deposito del contratto di comodato, evidenziando inoltre la doppia conforme. Ha ritenuto infondati i motivi di violazione di legge sul presunto esonero dalla dichiarazione e sull'illegittimità dell'accertamento sintetico, chiarendo che l'omessa dichiarazione non implica esonero e che il redditometro è applicabile anche nei confronti di soggetti che non abbiano presentato dichiarazione. La ricorrente è stata condannata alle spese di legittimità e, ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002, al pagamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.
Norme richiamate
consente l'accertamento sintetico del reddito sulla base di elementi e circostanze indice di capacità contributiva; il suo ambito applicativo non è escluso dall'omessa presentazione della dichiarazione.
prevede espressamente che, in caso di omessa dichiarazione, i redditi possano essere determinati mediante accertamento sintetico.
non è stato ritenuto, nel caso concreto, fonte di un esonero tale da impedire l'accertamento; la mera mancata presentazione della dichiarazione non prova l'esonero dall'obbligo.
art. 360, comma primo, n. 5, c.p.c.
il vizio è denunciabile solo nei limiti dell'omesso esame di un fatto storico decisivo e discusso tra le parti; non è consentito censurare la sufficienza della motivazione o l'omesso esame di elementi istruttori.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
in caso di rigetto del ricorso sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.
Massime di principio
- Nel giudizio di cassazione, il vizio di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. richiede l'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, decisivo e discusso tra le parti; non è deducibile la mera insufficienza della motivazione né l'omesso esame di singoli elementi istruttori, se il fatto storico è stato comunque valutato dal giudice di merito.
- Quando le decisioni di primo e secondo grado sono conformi nella ricostruzione dei fatti, il ricorrente che denunci il vizio di omesso esame deve specificare la diversità delle ragioni fattuali poste a base delle due sentenze; in difetto, il motivo è inammissibile.
- L'assenza di una dichiarazione dei redditi non equivale, di per sé, a esonero dall'obbligo dichiarativo: l'esonero deve risultare da una specifica previsione normativa e deve essere provato dalla parte che lo invoca.
- L'accertamento sintetico (redditometro) può essere utilizzato anche in caso di omessa dichiarazione, poiché l'omissione della dichiarazione non preclude all'Ufficio di ricostruire d'ufficio il reddito imponibile.
- La contestazione della legittimità dell'accertamento tributario non può fondarsi unicamente sull'assunto che il contribuente non abbia presentato dichiarazione, se la norma consente espressamente la determinazione sintetica del reddito in tale ipotesi.
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