Cassazione Penale, Sentenza n. 41051/2025 del 22/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza del Tribunale di Roma che li aveva dichiarati colpevoli del reato previsto dagli artt. 110 cod. pen. e 256, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 152/2006. Denunciano: (i) nullità del decreto di citazione per generica e indeterminata enunciazione del fatto (violazione art. 522 c.p.p.); (ii) apoditticità e manifesta illogicità della motivazione circa la loro responsabilità per la cessione di rifiuti prodotti dalle società di cui sono amministratori, con specifica contestazione, da parte di Tiziana, dell'incoerenza fra l'attribuzione di responsabilità e la circostanza che la società fosse gestita di fatto dal fratello; (iii) mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto legittima e sufficientemente precisa l'enunciazione del fatto (la natura mista dei rifiuti non rendeva il capo indeterminato, anche perché gli atti di causa fornivano elementi integrativi). Ha confermato la responsabilità per la cessione a soggetto non autorizzato, richiamando il principio della "culpa in eligendo" e gli obblighi di verifica del cedente. Ha escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per tenuità, rilevando implicitamente l'insussistenza dei presupposti alla luce dell'entità della pena patrimoniale e del quantitativo di rifiuti. Ha inoltre dichiarato che il reato non è prescritto, applicando la disciplina sulla sospensione della prescrizione (riferendosi alla normativa e alla giurisprudenza sul periodo temporale di vigenza della legge n.103/2017). Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Richiamato per il concorso di persone nel reato: i ricorrenti sono stati ritenuti concorrenti in un disegno criminoso relativo alla gestione illecita di rifiuti.
art. 256, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 152 del 2006
Norma incriminatrice sulla gestione illecita di rifiuti; la Corte ha interpretato che la consegna di rifiuti a soggetti non autorizzati integra il reato e impone obblighi di verifica sul cedente (culpa in eligendo).
Richiesto dai ricorrenti per censurare la genericità del capo d'imputazione; la Corte ha affermato che l'enunciazione del fatto è adeguata se gli elementi strutturali sono descritti e gli atti di causa consentono il pieno esercizio della difesa.
Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto: la Corte ha ritenuto che l'esclusione possa risultare anche da motivazione implicita e che nel caso concreto i presupposti erano assenti per l'entità dell'offesa e della pena applicata.
Norma sulla prescrizione e sui suoi effetti: la Corte ha applicato la disciplina sulla sospensione del corso della prescrizione vigente per i reati commessi nel periodo interessato dalla legge n.103/2017, rilevando che il reato non è prescritto.
Rilevante per la disciplina della sospensione della prescrizione applicabile ai reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019; la Corte ha seguito l'indirizzo della giurisprudenza di legittimità in proposito.
Citata nel quadro delle modifiche normative successive; la Corte ha rilevato che tale legge non ha abrogato con efficacia retroattiva la disciplina della sospensione stabilita dalla legge 103/2017.
legge 27 novembre 2021, n. 134
Citata come parte del quadro normativo sull'ulteriore riforma della prescrizione; la Corte ha specificato quale regime si applica ai reati commessi in relazione alle diverse finestre temporali.
Massime di principio
- La descrizione del fatto nel capo di imputazione non deve necessariamente contenere ogni dettaglio tecnico se gli atti nel fascicolo consentono comunque alla difesa di conoscere i fatti e di esercitare il contraddittorio; la genericità formale è valutata insieme al contenuto del fascicolo.
- Chi conferisce rifiuti a terzi ha l'obbligo di verificare l'affidabilità e le autorizzazioni del gestore: la violazione di tali obblighi integra responsabilità penale per "culpa in eligendo" anche se il destinatario appare come centro di raccolta.
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) può essere esclusa con motivazione implicita quando la valutazione complessiva del fatto e della pena non è compatibile con la tenuità; l'entità della sanzione applicata e la consistenza del fatto pesano sul giudizio.
- La commistione di rifiuti prodotti da più società che condividono sedi o impianti può fondare la responsabilità penale di entrambe se gli elementi di prova (es. imballaggi, natura dei rifiuti) permettono di ricondurre i materiali alle rispettive attività.
- La determinazione della prescrizione dipende dal momento di commissione del reato e dalle specifiche riforme legislative intervenute; le modifiche normative sulla sospensione della prescrizione vanno interpretate alla luce dell'orientamento della Corte di Cassazione circa la loro applicabilità temporale.
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