Cassazione Penale, Sentenza n. 41054/2025 del 22/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di appello di Reggio Calabria del 31/10/2024. Le censure principali sono: 1) per Antonio e Salvatore Campiti e per Versace, contestazione della responsabilità per il reato di cui all'art. 452-quaterdecies c.p. (gestione/ movimentazione abusiva di rifiuti) e doglianze sulla motivazione; 2) questioni sulla determinazione della pena, sul mancato riconoscimento della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. e sul bilanciamento di recidiva e attenuanti; 3) per la Locafer S.r.l., impugnazione della confisca dei beni ritenuti strumentali alla commissione dei reati e contestazione della qualificazione dell'ente come assoggettato al vantaggio; 4) per Diano, contestazioni sul trattamento sanzionatorio e mancata applicazione piena delle attenuanti. Alcuni motivi erano genericamente rivendicativi o valutativi, altri richiedevano riesame della valutazione probatoria (intercettazioni, videosorveglianza, ruoli dei singoli soggetti nell'attività illecita).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi manifestamente infondati e/o inammissibili e ne ha disposto la reiezione/conferma delle statuizioni di merito. In particolare: è stato ritenuto congruamente dimostrato dalle sentenze di merito che la Locafer S.r.l. ha movimentato ingenti quantità di rifiuti senza autorizzazione e che Antonio e Salvatore Campiti, Versace e Diano hanno ruoli diversi ma integranti la condotta illecita; le doglianze generiche sulla mancanza di dolo o sulla motivazione non hanno scalfito il compendio probatorio fondato su intercettazioni e videosorveglianza; le censure sulla pena sono state ritenute aspecifiche o ricadenti nella valutazione discrezionale del giudice di merito; la confisca dei beni è stata ritenuta legittima perché collegata all'uso aziendale e non è stato provato il contrario; il tentativo di introdurre nuovi motivi o di eccepire in cassazione questioni non dedotte in tempo utile (es. applicazione art. 131-bis) è risultato inammissibile. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati alle spese del procedimento e le statuizioni di merito (condanne, prescrizione per taluni capi, confisca) sono state sostanzialmente confermate.
Norme richiamate
art. 452-quaterdecies cod. pen.
Norma contestata per il reato di gestione/movimentazione abusiva di rifiuti. La Corte ha ritenuto provata la sussistenza del reato in relazione all'attività continuativa e organizzata della società e dei soggetti coinvolti, sulla base degli elementi probatori (intercettazioni, videosorveglianza, modalità di conferimento).
art. 256 d.lgs. n. 152/2006
Richiamato nella riqualificazione di taluni capi (reati ambientali). La Corte ha usato la norma per qualificare alcune condotte come reato ambientale e valutare estinzione per prescrizione ove applicabile.
art. 5 d.lgs. n. 231/2001
Riferimento alla responsabilità amministrativa degli enti; utilizzata per valutare l'assoggettamento della Locafer S.r.l. alle conseguenze amministrative e alle misure patrimoniali.
art. 25-undecies d.lgs. n. 231/2001
Richiamato per contestare l'illecito amministrativo dell'ente in relazione ai reati ambientali; la Corte ha ritenuto provato l'asservimento dei beni dell'ente all'attività illecita.
art. 452-quattordecies cod. pen.
Norma penale richiamata in relazione alla condotta aziendale; menzionata nel contesto della qualificazione del fatto e della responsabilità dell'ente.
art. 260 TUE (d.lgs. n. 152/2006)
Richiamato implicitamente nel confronto sulla continuità delle condotte illecito (es. per distinguere posizioni come quella di Carmelo Campiti, assolto per mancata continuità); la Corte ha applicato il requisito della continuità per escludere la responsabilità in specifici casi.
art. 131-bis cod. pen.
La Corte ricorda che la richiesta o la deduzione della causa di non punibilità prevista dall'art. 131-bis deve essere proposta già in sede di merito e che di regola non può essere sollevata per la prima volta in cassazione se la norma era già in vigore al momento della deliberazione del giudice d'appello.
art. 133 cod. pen.
Richiamato in relazione al giudizio di determinazione della pena: la Corte sottolinea che la valutazione comparativa delle circostanze attenuanti e aggravanti è insindacabile in cassazione se adeguatamente motivata e non arbitraria.
art. 606, comma 3, cod. proc. pen.
Ricordata come ostativa alla doglianza in cassazione su questioni non dedotte in appello quando la norma invocata era già vigente al momento della deliberazione della sentenza impugnata.
art. 585, comma 4, cod. proc. pen.
Richiamato per dichiarare l'inammissibilità dei motivi nuovi proposti da soggetti non titolati nel ricorso, con riferimento ai motivi aggiuntivi proposti nella memoria a nome anche di FerroSud.
art. 616 cod. proc. pen.
La norma cui la Corte si richiama per imporre ai ricorrenti l'onere delle spese del procedimento in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186 del 13/06/2000
Richiamata in relazione ai criteri per valutare la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte di Cassazione la considera nel respingere l'istanza di esonero dalle spese per mancata colpa.
Massime di principio
- Le valutazioni di fatto compiute dal giudice di merito basate su un compendio probatorio (intercettazioni, videosorveglianza, documentazione) sono difficili da scalfire in Cassazione se i ricorrenti formulano censure generiche o rivalutative.
- Le eccezioni generiche circa l'assenza del dolo o la presunta illogicità della motivazione non sono sufficienti: il ricorrente deve confrontarsi specificamente con gli argomenti probatori esposti in motivazione.
- La sezione di Cassazione non può accogliere per la prima volta deduzioni sulla causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. se la norma era vigente al tempo della deliberazione della sentenza di appello: tali questioni devono essere tempestivamente dedotte in sede di merito.
- La confisca dei beni aziendali può essere confermata se emerge che i beni erano strumentali o asserviti all'attività illecita indipendentemente dalla data di acquisto; l'onere di provare il contrario grava sull'ente.
- Il giudizio di comparazione tra circostanze aggravanti e attenuanti e la determinazione della pena sono valutazioni discrezionali della cognizione di merito e sono sindacabili in Cassazione solo se carenti di sufficiente motivazione o manifestamente illogiche.
- L'introduzione di nuovi motivi o di nuovi soggetti nel ricorso per cassazione è soggetta a strette regole di ammissibilità: motivi nuovi proposti tardivamente o da soggetti non titolati rischiano l'inammissibilità e l'addebito delle spese.
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