Cassazione Penale, Sentenza n. 318/2022 del 10/01/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha chiesto la revisione della condanna (reati collegati all'immigrazione clandestina e al trattenimento del passaporto di una vittima, Ionela Baesu) sostenendo che nuove testimonianze, in particolare quella di Gheorghe Mates, attesterebbero la falsità delle accuse rese da Baesu: secondo il ricorrente Baesu sarebbe stata corrisposta dai cugini omonimi (Baghiu Constantin e Baghiu Ion) per incolparlo, e dunque la sua identificazione in dibattimento sarebbe stata il frutto di subornazione. La seconda istanza di revisione era fondata su elementi nuovi diversi rispetto alla prima istanza, e mirava a dimostrare non solo l'inattendibilità ma la preordinata falsità della deposizione di Baesu.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Pur riconoscendo che la falsità delle accuse di Baesu può essere rilevante ai sensi dell'art. 630, comma 1, lett. c) e che una nuova istanza può riproporre tematiche già trattate se sorrette da "elementi diversi" (art. 641), il Collegio ha ritenuto che: a) il verbale delle dichiarazioni di Mates allegato al ricorso differisce dalle dichiarazioni come riportate nell'istanza (mancano passaggi essenziali che avrebbero comprovato la subornazione); b) anche assumendo la veridicità delle dichiarazioni così come lamentate, esse non sarebbero, di per sé, idonee a determinare un proscioglimento ai sensi dell'art. 631 cod. proc. pen., ma soltanto a giustificare ulteriori accertamenti istruttori (attività esplorativa vietata in sede di revisione); c) la testimonianza indiretta e generica (senza sicura fonte diretta) si presta a valore esplorativo e può risultare inutilizzabile ex art. 195, ultimo comma, cod. proc. pen.; d) omissioni della Corte territoriale su alcuni atti (denuncia del ricorrente e dichiarazioni dei cugini) non sono decisive perché quegli elementi non avrebbero avuto la necessaria idoneità a scardinare la condanna. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile e il ricorrente è condannato alle spese e al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Richiamato come norma riferita al concorso di persone nel reato nella sentenza di condanna originaria; usato per inquadrare la responsabilità del ricorrente insieme ad altri coindagati
artt. 12, commi 3 e 3-bis, d.lgs. 286/1998
Norme del testo unico sull'immigrazione relative all'organizzazione di ingressi/trasporto di stranieri privi di titolo; richiamate come fattispecie attinenti alla condanna originaria
art. 629 cod. proc. pen. e segg.
Norme che disciplinano il procedimento di revisione; invocate per la procedura di riapertura fondata su elementi nuovi
art. 630, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.
Individua come causa di revisione la falsità delle testimonianze su cui si è fondato il giudizio: la Corte riconosce la rilevanza della falsità delle accuse anche in assenza di accertamento penale della falsa testimonianza, purché emergano elementi nuovi idonei
Stabilisce il criterio di ammissibilità sostanziale: gli elementi nuovi devono essere tali che, se accertati, determinerebbero il proscioglimento; la Corte ha applicato questo principio per escludere che le dichiarazioni di Mates avrebbero da sole portato al proscioglimento
La Corte interpreta la norma nel senso che una nuova istanza può riprendere lo stesso "tema" già trattato purché sia sostenuta da "elementi diversi", cioè prove nuove non già da mere riprese
Disposizione sull'assunzione di prove e sull'attività istruttoria esplorativa; la Corte ha richiamato il divieto di usare la revisione per mera attività esplorativa e ha ritenuto le dichiarazioni indirette e generiche (senza fonte diretta) inutilizzabili o comunque insufficienti per la revisione
Riguarda il delitto di false dichiarazioni o subornazione di testi: invocato nel quadro della tesi del ricorrente che Baesu sarebbe stata corrotta, ma la Corte ha precisato che la mancanza di accertamento non esclude la rilevanza, sebbene gli elementi prodotti siano insufficienti
Richiamato tra le norme connesse contestate nella fase originaria; la sentenza non sviluppa un'interpretazione autonoma ma lo collega alla contestazione originaria
Norma che consente alla Corte di cassazione di condannare il ricorrente al pagamento delle spese e ad una somma alla Cassa delle ammende per ricorso inammissibile o colpevole: applicata per irrogare la sanzione pecuniaria di Euro 3.000
Massime di principio
- Per ottenere la revisione sulla base di nuove prove occorre che tali elementi, se accertati, siano idonei a determinare il proscioglimento (art. 631): non sono sufficienti prove che solo giustificherebbero ulteriori accertamenti.
- È possibile riproporre in una nuova istanza di revisione lo stesso "tema" già trattato in precedenza, purché sia sostenuto da "elementi diversi" e nuovi rispetto alle istanze anteriori (art. 641).
- Testimonianze indirette, generiche o prive di indicazione della fonte diretta hanno valore assai limitato in sede di revisione e possono essere considerate meri stimoli per attività istruttoria esplorativa (art. 195), incompatibile con la funzione della revisione.
- La mancanza, nel verbale o nella documentazione, di passaggi fondamentali indicati nella domanda di revisione (ad es. dichiarazioni chiave attribuite a un teste ma non materialmente riportate) indebolisce decisamente la domanda e può portare all'inammissibilità.
- Omissioni motivazionali su elementi non decisivi non comportano l'annullamento della decisione: per essere rilevanti devono riguardare dati con chiaro carattere decisivo per l'esito del giudizio.
- Il ricorso in cassazione giudicato infondato o inammissibile può comportare condanna alle spese e sanzioni pecuniarie (art. 616), quindi è essenziale valutare preliminarmente la concreta capacità delle nuove prove di ribaltare il giudizio di colpevolezza.
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