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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42849/2023 del 19/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso per cassazione deduceva: 1) vizio di motivazione e violazione di legge per la mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche; 2) carenza di motivazione con riferimento alla revoca del divieto di espatrio e al ritiro della patente di guida (misure accessorie applicate in materia di stupefacenti).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo ritenendolo manifestamente infondato: la Corte territoriale aveva adeguatamente motivato la mancata concessione delle circostanze generiche richiamando la gravità dei fatti, i consistenti quantitativi di stupefacente e i precedenti specifici dell'imputato. Ha invece accolto il secondo motivo: le misure accessorie di divieto di espatrio e ritiro della patente previste per i reati in materia di stupefacenti sono facoltative e discrezionali (art. 85 DPR 309/1990) e richiedono motivazione specifica; in mancanza la sentenza va annullata limitatamente a quei punti. Perciò la sentenza è stata annullata in parte e rinviata alla Corte d'appello di Bari, altra Sezione, per nuovo giudizio esclusivamente sui provvedimenti accessori; resta irrevocabile l'affermazione di responsabilità (declarata irrevocabile ai sensi dell'art. 624 cod. proc. pen.).

Norme richiamate

  • art. 133 cod. pen.

    La Corte territoriale può prendere in esame, fra gli elementi indicati dall'art. 133, quello che ritiene prevalente per valutare le circostanze attenuanti generiche; anche un solo elemento rilevante può giustificare il riconoscimento o l'esclusione dell'attenuante.

  • art. 85 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Le pene accessorie come il divieto di espatrio e il ritiro della patente, nel contesto dei reati in materia di stupefacenti, hanno natura facoltativa e discrezionale; la loro irrogazione richiede motivazione specifica e, in assenza di essa, la statuizione va annullata.

  • art. 624 cod. proc. pen.

    La Corte ha pronunciato l'annullamento limitato alle misure accessorie mantenendo irrevocabile l'affermazione di responsabilità dell'imputato, come consentito dalle norme sul decorso del giudizio.

Massime di principio

  • In materia di circostanze attenuanti generiche (art. 133 c.p.) il giudice può basare la valutazione anche su un singolo elemento ritenuto prevalente; non è necessario esaurire tutti gli elementi elencati se uno solo giustifica la decisione.
  • Le misure accessorie (es. divieto di espatrio, ritiro patente) nei reati di stupefacenti sono discrezionali: la loro applicazione impone una motivazione specifica e distinta rispetto alla motivazione sulla responsabilità penale.
  • Se il giudice di merito omette di motivare le misure accessorie, la cassazione annulla la statuizione limitatamente a quelle misure e rinvia per un nuovo esame, senza necessariamente rimettere in discussione la condanna principale.
  • La cassazione può dichiarare irrevocabile l'affermazione di responsabilità salvaguardando l'annullamento parziale relativo a provvedimenti accessori: ciò comporta che la condanna sostanziale rimane operativa mentre le misure accessorie sono riesaminate dal giudice di rinvio.
  • In impugnative simili, il difensore dovrebbe specificamente contestare la mancanza di motivazione delle misure accessorie e documentare gli elementi di personalità o fattispecie che giustificherebbero la non applicazione delle stesse.
  • La Corte di merito, nel riequilibrare pena principale e attenuanti, può legittimamente valorizzare precedenti specifici e la quantità della sostanza per escludere attenuanti generiche; tali valutazioni sono sindacabili dalla cassazione solo se manifestamente illogiche o non motivate.

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