Cassazione Penale, Sentenza n. 42605/2023 del 19/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso l'ordinanza del G.i.p. che aveva disposto il sequestro preventivo per equivalente della somma di euro 139.004,50 riconducibile al patrimonio di Di Battista Daniele e della Del Gatto Silvia, indagati per truffa aggravata, autoriciclaggio e riciclaggio. Il ricorso contestava: (1) carenza e illogicità della motivazione sul fumus commissi delicti e sulla attribuzione delle condotte fraudolente al ricorrente, ritenendo generiche le dichiarazioni dell'ex dipendente che avrebbe indicato un ruolo di "amministratore di fatto"; (2) mancata considerazione sulla possibilità di sequestro diretto delle somme provento della truffa, essendo stato disposto il sequestro per equivalente senza logica argomentazione sull'impossibilità del sequestro diretto; (3) carenza di motivazione sul periculum in mora, dato il lungo intervallo temporale (oltre 4 anni) tra i fatti e la misura cautelare e la circostanza che le somme furono comunque poi reperite in sede di esecuzione della misura.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché formulato per motivi non consentiti (art. 606 c.p.p.) e, comunque, manifestamente infondato. Ha ritenuto che: la censura sulla motivazione qualificabile come mera illogicità non è consentita in cassazione salvo che la motivazione sia del tutto assente o meramente apparente; il provvedimento impugnato ha descritto dettagliatamente le modalità della frode e gli elementi documentali che individuano i beneficiari sostanziali (bonifici immediatamente successivi agli accrediti fraudolenti), sufficiente a fondare il fumus; l'impossibilità di sequestro diretto delle somme sul patrimonio personale è pacifica essendo i proventi confluiti in società riferibili all'indagato; l'onere motivazionale sul periculum in mora va modulato secondo la categoria e le caratteristiche dei beni; il denaro, per la sua elevata attitudine alla rapida dispersione, giustifica in generale il sequestro finalizzato alla confisca e, nel caso, il Tribunale ha adeguatamente riferito al carattere complesso e insidioso delle condotte distraenti. Conseguentemente il ricorso è inammissibile e l'attore è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen.
Limita i motivi di ricorso per cassazione alle violazioni di legge; le doglianze di semplice illogicità o incompletezza della motivazione, se non attengono a una motivazione del tutto assente o meramente apparente, non sono motivo consentito di ricorso
art. 616 c.p.p.
Consente alla Corte, in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato, di condannare il ricorrente al pagamento di somme (qui 3.000 euro) a favore della Cassa delle ammende, valutando profili di colpa
Sezioni Unite, n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)
il parametro della "esigenza anticipatoria" della confisca a dovere fungere da criterio generale cui rapportare il contenuto motivazionale del provvedimento
Stabilisce che l'onere motivazionale relativo al periculum in mora deve essere graduato in rapporto alla tipologia dei beni e alla loro suscettibilità di dispersione; richiede che il giudice spieghi perché non sia possibile attendere la decisione definitiva quando la confisca è subordinata al giudicato
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (es. Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017; Sez. 6, n. 6589 del 10/01/2013)
Conferma che il ricorso per cassazione contro provvedimenti di sequestro è ammissibile solo per violazione di legge o per motivazione del tutto carente/meramente apparente; non è invece consentito rivalutare la logica o la completezza della motivazione sotto il profilo meramente critico
Massime di principio
- In sede di cassazione contro ordinanze di sequestro, non sono consentite censure basate solo sull'asserita illogicità o incompletezza della motivazione; è necessario invocare una violazione di legge o dimostrare che la motivazione sia del tutto assente o meramente apparente
- Quando i proventi del reato sono stati trasferiti su soggetti o società diverse dalla persona fisica indagata, il sequestro per equivalente è ragionevole e spesso l'unica misura efficace, perché il sequestro diretto sul patrimonio personale può risultare impraticabile
- L'onere di motivare il periculum in mora è modulato in funzione della natura del bene: il denaro è intrinsecamente più esposto a rapida dispersione e ciò giustifica, di regola, il ricorso al sequestro finalizzato alla confisca, con motivazione adeguata sulle modalità di dispersione e sulle condotte distraenti
- La difesa, in casi simili, dovrebbe concentrarsi sulla prova fattuale precoce (documenti che dimostrino l'assenza di collegamento fra transazioni e imputato o la disponibilità diretta delle somme) e proporre istanze e mezzi istruttori in gradi di merito; in cassazione è inefficace una mera rivalutazione critica degli elementi di fatto già valutati dal giudice
- Il giudice deve esprimere una motivazione che colleghi fattualmente i trasferimenti bancari e i beneficiari sostanziali agli indagati; per il ricorrente è utile indicare elementi concreti che rendano implausibile la tesi della dispersione o che dimostrino la possibilità di sequestro diretto
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