Cassazione Civile, Ordinanza n. 24759/2023 del 17/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (ente locale)
La controversia
I proprietari di più terreni occupati d'urgenza e poi in gran parte espropriati per interventi emergenziali successivi al terremoto del 6 aprile 2009 hanno impugnato la decisione della Corte d'appello che aveva determinato l'indennità di espropriazione e di occupazione temporanea applicando l'art. 2, comma 6, del d.l. n. 39/2009, cioè considerando le destinazioni urbanistiche anteriori al sisma. I ricorrenti hanno sostenuto che tale criterio valesse solo per l'indennità provvisoria e solo nella fase amministrativa, non per la determinazione giudiziale dell'indennità definitiva; hanno inoltre affermato che la valutazione doveva avvenire con riferimento al momento del decreto di esproprio ex art. 32 d.P.R. n. 327/2001, che la Corte costituzionale avrebbe confermato tale criterio, che l'interpretazione accolta snaturerebbe il legame con il valore di mercato e con la potenzialità edificatoria del bene, e che il comma 8 dell'art. 2 del d.l. n. 39/2009 avrebbe mostrato una disciplina diversa per le occupazioni senza titolo.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto infondato l'unico motivo di ricorso e lo ha respinto. Ha confermato l'interpretazione della Corte d'appello secondo cui, per le espropriazioni connesse all'emergenza sisma Abruzzo, l'indennità di espropriazione e di occupazione temporanea va determinata tenendo conto delle destinazioni urbanistiche esistenti prima del 6 aprile 2009, in deroga al criterio generale dell'art. 32, comma 1, d.P.R. n. 327/2001. Ha ritenuto irrilevanti gli argomenti dei ricorrenti sulla limitazione alla sola fase amministrativa, sulla pretesa violazione dei principi costituzionali ed EDU e sul richiamo al comma 8 della medesima norma, evidenziando la diversa fattispecie di occupazione senza valido titolo. Ha compensato integralmente le spese del giudizio di legittimità tra ricorrenti e Comune dell'Aquila; nessuna statuizione è stata resa sulle spese nei confronti della Presidenza del Consiglio, rimasta intimata.
Norme richiamate
è stato invocato quale parametro del motivo per violazione e falsa applicazione di legge.
la norma va interpretata prima di tutto secondo il criterio letterale; solo se il significato non è chiaro si ricorre al criterio logico per ricostruire l'intenzione del legislatore dal testo esaminato.
costituisce la regola generale di determinazione dell'indennità di espropriazione sulla base delle caratteristiche del bene al momento dell'accordo di cessione o del decreto di esproprio, salva la diversa disciplina speciale.
art. 2 d.l. n. 39/2009 convertito in L. n. 77/2009
il comma 6 deroga alla regola generale e impone di tener conto delle destinazioni urbanistiche anteriori al 6 aprile 2009; il comma 8 disciplina una fattispecie diversa, di occupazione in assenza di valido titolo o di provvedimento di localizzazione, disposta in somma urgenza dal Commissario delegato.
riconduce alla determinazione giudiziale dell'indennità nell'ambito dell'opposizione all'autorità giudiziaria.
art. 2 Cost.
i doveri inderogabili di solidarietà sono richiamati a supporto della legittimità della disciplina emergenziale derogatoria.
art. 43 Cost.
richiamato tramite la giurisprudenza costituzionale sul criterio di commisurazione dell'indennizzo espropriativo al momento della privazione del bene.
Convenzione E.D.U.
richiamata dai ricorrenti e considerata non ostativa, nel caso concreto, alla disciplina speciale emergenziale.
comma 1-quater; comma 1-bis
è stato applicato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.
Massime di principio
- Nelle discipline speciali emergenziali in materia espropriativa, il criterio di determinazione dell'indennità può legittimamente derogare alla regola generale e riferirsi a una data anteriore all'evento calamitoso, quando ciò emerga chiaramente dal testo e dalla finalità della norma.
- L'interpretazione della legge deve muovere dal dato letterale; la ratio legis può essere utilizzata per confermare l'esito interpretativo, ma non per sovrapporsi a un testo già univoco.
- Quando una disposizione speciale richiama espressamente le destinazioni urbanistiche antecedenti a un evento straordinario, tale riferimento vale sia per la stima dell'indennità di occupazione sia per quella di espropriazione, se la norma non distingue in modo diverso.
- La comparazione con altre previsioni speciali o con fattispecie diverse non consente di estendere alla norma interpretata significati incompatibili con la sua struttura letterale e sistematica.
- In sede di legittimità, la censura che mira a sostituire una diversa lettura della norma a quella adottata dal giudice di merito è infondata se la soluzione accolta è coerente con il testo, con il sistema e con la finalità della disciplina speciale.
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