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Sentenza

Sentenza n. 1057/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento dell'ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi, n. 01/E.U./2023 - Reg. Gen. Ord. N. 01/2023, notificata in data 18.01.2023, relativa alle presunte opere abusive, realizzate in Amalfi alla Via Carammone n. 3 sugli immobili, identificati al C.F. del Comune di Amalfi al foglio 11, p.lla 239, sub n. 22 e n. 23, nonché di ogni ulteriore atto preordinato, connesso e consequenziale, comunque lesivo degli interessi dei ricorrenti tra cui, per quanto possa occorrere e per quanto di ragione, del verbale di sopralluogo, prot. 16305 del 5.11.2019, ivi richiamato;

Giustizia amministrativa202300661

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a due tettoie, modifiche di prospetto, trasformazioni di soppalchi in solai e frazionamento interno di unità immobiliari

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza comunale sostenendo, con riferimento alle due tettoie, la violazione degli artt. 6, lettera e-quinquies, 10 e 31 d.P.R. 380/2001, del d.m. 2 marzo 2018, dell'art. 3 l. 241/1990 e dell'art. 97 Cost., nonché eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione, erronea valutazione, irragionevolezza e violazione del giusto procedimento. Hanno dedotto che le tettoie, per dimensioni, caratteristiche e funzione di riparo di terrazzi e ballatoio, avrebbero potuto rientrare nell'edilizia libera o, al più, essere soggette a SCIA, sicché il Comune avrebbe dovuto accertare in concreto se superassero i limiti delle opere pertinenziali leggere. Con una seconda censura hanno sostenuto che tutte le opere, comprese la trasformazione di una porta in finestra, la modifica e sostituzione dei soppalchi con solai e la chiusura di una porta interna con conseguente frazionamento, rientrassero nella manutenzione straordinaria di cui all'art. 3, comma 1, lett. b), d.P.R. 380/2001, soggetta a SCIA ai sensi dell'art. 22, con applicazione della sanzione pecuniaria ex art. 37 anziché della demolizione ex art. 31. È stata inoltre dedotta la violazione degli artt. 167, commi 4 e 5, d.lgs. 42/2004, assumendo che le opere non avessero inciso su superficie, volumetria, destinazione d'uso o carico urbanistico e non fossero incompatibili con il vincolo paesaggistico.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto dirimente che gli immobili ricadessero nel territorio di Amalfi, sottoposto a vincolo paesaggistico, e che le opere fossero state realizzate senza il necessario titolo, anche sotto il profilo paesaggistico. In area vincolata, qualsiasi intervento idoneo ad alterare lo stato dei luoghi o l'aspetto esteriore deve essere previamente autorizzato paesaggisticamente; in mancanza, la demolizione è doverosa anche quando l'intervento sia astrattamente riconducibile a opere soggette a DIA o SCIA, a edilizia libera o a pertinenza. Il giudice ha quindi escluso che il Comune dovesse svolgere l'istruttoria pretesa dai ricorrenti per dimostrare se le tettoie rientrassero nell'edilizia libera o nella SCIA, poiché la presenza del vincolo paesaggistico e l'assenza del pertinente titolo rendevano applicabile la sanzione demolitoria. Ha inoltre rilevato che l'ordinanza descriveva le opere e ne accertava l'abusività, risultando sufficientemente motivata; l'interesse pubblico alla rimozione dell'abuso è stato ritenuto implicito nella realizzazione di opere prive dei necessari titoli in area vincolata. Il TAR ha escluso anche la qualificazione delle opere come mera manutenzione straordinaria: le tettoie costituiscono aggiunta di elementi strutturali, modificano il prospetto e incidono sull'assetto edilizio preesistente; inoltre, le opere dovevano essere valutate unitariamente e non atomisticamente, considerando il complessivo impatto della trasformazione dei luoghi. Nulla è stato disposto sulle spese, stante la mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 6 d.P.R. 380/2001

    Nessuna citazione testuale autonoma oltre al richiamo alla lettera e-quinquies

    La riconducibilità di una tettoia all'edilizia libera non esclude la necessità del titolo paesaggistico quando l'intervento altera lo stato dei luoghi in area vincolata.

  • art. 10 d.P.R. 380/2001

    La qualificazione edilizia dell'intervento e il titolo edilizio astrattamente necessario non impediscono, in area paesaggisticamente vincolata, l'adozione della demolizione per assenza del pertinente titolo paesaggistico.

  • art. 22 d.P.R. 380/2001

    Anche gli interventi astrattamente soggetti a DIA o SCIA, se realizzati senza autorizzazione paesaggistica in area vincolata, possono essere assoggettati a demolizione.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La sanzione demolitoria è applicabile alle opere abusive realizzate in area sottoposta a vincolo paesaggistico, indipendentemente dalla classificazione edilizia astratta dell'intervento.

  • art. 37 d.P.R. 380/2001

    La sanzione pecuniaria prevista per gli interventi eseguiti in assenza o difformità da SCIA non opera quando la realizzazione abusiva in area vincolata impone il ripristino ai sensi della disciplina paesaggistica ed edilizia.

  • art. 3, comma 1, lett. b), d.P.R. 380/2001

    “interventi di manutenzione straordinaria”

    La manutenzione straordinaria riguarda il rinnovo o la sostituzione di parti dell'edificio e non la costruzione di una tettoia quale nuovo elemento strutturale con modifica del prospetto.

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    In area sottoposta a vincolo paesaggistico, impone l'adozione della demolizione per opere comunque realizzate senza il pertinente titolo, anche se soggette, sul piano edilizio, a DIA o SCIA.

  • art. 167 d.lgs. 42/2004

    Le opere realizzate senza autorizzazione paesaggistica in territorio vincolato sono sottoposte alle misure ripristinatorie, anche se astrattamente qualificabili come pertinenze o opere di modesta entità.

  • art. 3 l. 241/1990

    L'ordinanza di demolizione è sufficientemente motivata mediante la descrizione delle opere e l'accertamento della loro abusività alla luce della disciplina applicabile, senza necessità di una motivazione ulteriore sull'interesse pubblico alla demolizione.

Massime di principio

  • In area sottoposta a vincolo paesaggistico, qualsiasi intervento edilizio idoneo ad alterare lo stato dei luoghi o l'aspetto esteriore deve essere previamente autorizzato paesaggisticamente; in mancanza del pertinente titolo, la demolizione può essere ingiunta anche se l'intervento è astrattamente soggetto a DIA o SCIA, rientra nell'edilizia libera o presenta natura pertinenziale.
  • La classificazione dell'intervento ai fini del titolo edilizio non esclude l'applicazione della sanzione demolitoria prevista per opere eseguite senza titolo in area vincolata: la disciplina paesaggistica opera autonomamente rispetto alla distinzione tra permesso di costruire, SCIA ed edilizia libera.
  • Un'ordinanza di demolizione è adeguatamente motivata quando descrive le opere contestate e accerta la loro abusività in relazione alla situazione di fatto e alla disciplina applicabile; non è necessaria una specifica motivazione sull'interesse pubblico, normalmente implicito nell'esigenza di ripristinare la legalità violata.
  • La qualificazione di manutenzione straordinaria non comprende la realizzazione di una tettoia quale nuovo elemento strutturale che modifica il prospetto e incide sull'assetto edilizio preesistente.
  • La valutazione dell'abuso edilizio deve considerare unitariamente l'insieme delle opere realizzate e il loro complessivo impatto sul territorio, evitando una scomposizione artificiosa dei singoli interventi finalizzata a ricondurli separatamente a categorie edilizie meno gravose.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniAutorizzazione paesaggisticaSanatoria paesaggistica
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggio
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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