Cassazione Civile, Ordinanza n. 09266/2025 del 08/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La controversia origina dall'impugnazione, da parte della contribuente, di un provvedimento di irrogazione di sanzioni emesso per il mancato pagamento del maggior contributo unificato dovuto in relazione a un precedente procedimento dinanzi alla C.T.P. di Prato. La C.T.P. aveva accolto il ricorso della società, e la C.T.R. della Toscana aveva rigettato l'appello dell'Amministrazione, ritenendo che, nella quantificazione della sanzione, dovessero operare i criteri generali dell'art. 7 del d.lgs. n. 472/1997, senza automatismi e con valutazione della gravità della violazione, della condotta e delle condizioni soggettive del contribuente. Il Ministero ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: (1) violazione e falsa applicazione degli artt. 36 e 248 T.U.S.G., 71 d.P.R. n. 131/1986 e 7 d.lgs. n. 472/1997, sostenendo che la disciplina del recupero del contributo unificato omesso o parziale è speciale e si fonda sul combinato disposto degli artt. 16 e 248 T.U.S.G., con sanzione graduata in base al mero ritardo nel pagamento e massima oltre il novantesimo giorno o in caso di mancato pagamento; (2) violazione dell'art. 16, comma 2, d.lgs. n. 472/1997, per avere la CTR ritenuto carente la motivazione dell'avviso, mentre, secondo il ricorrente, era sufficiente il richiamo all'invito al pagamento e alla disciplina speciale, essendo la circolare ministeriale conoscibile dal contribuente e fissando il criterio di quantificazione.
La decisione
La Corte ha accolto entrambi i motivi del ricorso. Ha ritenuto che la disciplina sanzionatoria applicabile all'omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato sia quella speciale dettata dall'art. 16, comma 1-bis, T.U.S.G., che rinvia all'art. 71 d.P.R. n. 131/1986, e non la disciplina generale dell'art. 7 d.lgs. n. 472/1997. Ne consegue che la sanzione si quantifica in base al ritardo nel pagamento, entro la forbice 100%-200%, secondo il criterio esplicitato dalla circolare ministeriale n. 1/DF del 2011, senza necessità di valutare personalità, condizioni economiche o altri parametri soggettivi del contribuente. Ha inoltre affermato che, una volta richiamato l'invito al pagamento e applicata la disciplina speciale, l'avviso di irrogazione è congruamente motivato per relationem. Poiché non era contestato che il pagamento non fosse intervenuto prima dello spirare del novantesimo giorno dalla notifica, la Corte ha cassato la sentenza impugnata senza rinvio e, decidendo nel merito, ha rigettato l'originario ricorso della contribuente. Ha inoltre condannato la società contribuente alle spese del giudizio di legittimità, compensando quelle dei gradi di merito.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
è il parametro processuale utilizzato per denunciare la violazione e falsa applicazione di norme di diritto
artt. 36 e 248 T.U.S.G.
richiamati dal ricorrente come parte della disciplina del recupero del contributo unificato omesso o parziale
art. 16 T.U.S.G.
norma speciale che disciplina l'omesso o parziale pagamento del contributo unificato e rinvia alla sanzione prevista dall'art. 71 d.P.R. n. 131/1986
art. 16, comma 1-bis T.U.S.G.
"In caso di omesso o parziale pagamento del contributo unificato, si applica la sanzione di cui all'articolo 71 del testo unico delle disposizioni concernenti l'imposta di registro di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, esclusa la detrazione ivi prevista"
costituisce la base della disciplina sanzionatoria speciale; il richiamo all'art. 71 d.P.R. n. 131/1986 determina la misura della sanzione tra 100% e 200%
indicato come norma di rinvio per la quantificazione della sanzione, nella forbice dal 100% al 200% del tributo dovuto
ritenuto non applicabile in via generale alla sanzione per omesso pagamento del contributo unificato, perché prevale la disciplina speciale del T.U.S.G.
art. 16, comma 2, d.lgs. n. 472/1997
invocato per contestare la motivazione dell'avviso; la Corte lo reputa non decisivo, essendo sufficiente il richiamo per relationem nell'ambito della disciplina speciale
consente la cassazione senza rinvio e la decisione nel merito quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto
art. 14, comma 1, d.P.R. n. 115/2002
richiamato per affermare che il contributo unificato va versato contestualmente all'iscrizione a ruolo
richiamato nel confronto con il ritardo nel versamento di altri tributi, per evidenziare la diversità rispetto al contributo unificato
Corte costituzionale n. 73 del 2005
richiamata per la natura di entrata tributaria erariale del contributo unificato collegata alla spesa per il servizio giudiziario
Corte costituzionale n. 78 del 2016
richiamata per confermare la natura tributaria del contributo unificato e la sua destinazione a finanziare i servizi generali della giustizia
Massime di principio
- La disciplina sanzionatoria per l'omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato è speciale e prevale sulla disciplina generale delle sanzioni tributarie: la quantificazione va effettuata secondo l'art. 16, comma 1-bis, T.U.S.G. e il rinvio all'art. 71 d.P.R. n. 131/1986.
- In tale materia la gravità della violazione è desunta in via oggettiva dal ritardo nel pagamento, secondo la modulazione indicata dalla disciplina speciale e dalla prassi amministrativa richiamata, senza necessità di considerare i parametri soggettivi previsti dall'art. 7 d.lgs. n. 472/1997.
- Quando la disciplina speciale determina la misura della sanzione in base a criteri oggettivi conoscibili dal contribuente, l'avviso di irrogazione può ritenersi sufficientemente motivato anche mediante richiamo per relationem all'invito al pagamento e alla normativa applicabile.
- Se non è contestato che il pagamento sia avvenuto oltre il termine decisivo previsto dalla disciplina speciale, la Corte può cassare senza rinvio e decidere nel merito, rigettando l'originario ricorso del contribuente.
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