Cassazione Civile, Sentenza n. 25509/2021 del 21/09/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Disputa sulla validità del perfezionamento del contratto di assicurazione e sull'efficacia liberatoria del pagamento del premio. Generali deduceva che il premio non era mai pervenuto alla compagnia, non essendovi quietanza della Direzione, e che il versamento era stato effettuato su conto di terzi (società collegata all'agente Bellafronte) e non sul conto della compagnia, sicché il pagamento non poteva essere considerato liberatorio. La questione verteva inoltre sulla qualificazione della società che ha ricevuto il pagamento come "creditore apparente" e sulla buona fede del debitore ai sensi degli artt. 1188 e 1189 c.c.; furono invocate anche le norme sul perfezionamento del contratto di assicurazione (art. 1882 c.c. e condizioni generali di polizza) e sulla prova (art. 2697 c.c.). Parallelamente, il resistente aveva chiesto l'annullamento del decreto ingiuntivo e la conferma che il contratto fosse valido per effetto della consegna della polizza contestualmente al pagamento.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso di Generali e ha quindi confermato la sentenza della Corte d'appello di Roma che aveva accolto l'appello di Ventrelli. Il giudice di legittimità ha ritenuto corretta la valutazione del merito secondo cui, alla luce degli elementi (comunicazioni dell'agente, versamento sul conto indicato, consegna della polizza sottoscritta dall'agente e dal capo servizio), la società che ha ricevuto il pagamento poteva essere considerata creditore apparente e l'assicurato ha agito in buona fede e senza colpa. Pertanto il pagamento è stato ritenuto liberatorio nei confronti della compagnia; la sentenza di merito ha inoltre accolto la domanda di manleva di Generali nei confronti degli eredi di Bellafronte, e la Cassazione non ha revocato tale statuizione. Il ricorso incidentale condizionato è stato assorbito; la ricorrente è stata condannata alle spese di giudizio e al contributo unificato dovuto.
Norme richiamate
Richiamata in relazione al perfezionamento del contratto di assicurazione; la Corte ha valutato il rapporto tra consegna della polizza e pagamento del premio nel contesto delle condizioni contrattuali specifiche e degli elementi probatori, ritenendo che la consegna della polizza con le sottoscrizioni e le comunicazioni dell'agente integrassero gli elementi necessari per ritenere perfezionato il contratto
art. 1362 e ss. cod. civ.
Richiamati in ordine all'interpretazione delle condizioni generali di polizza; la Corte territoriale ha interpretato l'art. 1 delle condizioni come subordinante il perfezionamento alla consegna della polizza contro il pagamento, alla luce delle circostanze concrete
La controversia sulla prova del pagamento è stata risolta con valutazione complessiva degli elementi probatori; la Corte ha ritenuto sufficiente la documentazione e le circostanze (comunicazioni, versamento indicato, consegna della polizza) per escludere l'onere di fornire una quietanza formale proveniente dalla Direzione
Richiamato con riferimento alla ratifica da parte del creditore e ai presupposti per l'efficacia liberatoria del pagamento effettuato a un soggetto diverso dal creditore; la Corte ha ritenuto che la questione attiene ai rapporti interni tra compagnia e agente e non possa nuocere al solvens che abbia agito in buona fede
Applicato il principio per cui il pagamento al rappresentante o creditore apparente libera il debitore se questi ha confidato senza colpa nella situazione apparente; la Corte ha valutato la buona fede del debitore e la ragionevolezza della sua convinzione, anche in considerazione del nome della compagnia nella ragione sociale della società ricevente e della consegna della polizza
Norma citata nella domanda subordinata (responsabilità della compagnia per illecito dell'agente). La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso incidentale assorbito e, di fatto, non ha deciso nel merito la domanda risarcitoria per ragioni procedurali legate alla vittoria completa in appello del resistente
art. 360 n. 3 e n. 5 c.p.c.
Richiamati come norme sulla motivazione del ricorso per cassazione: n. 3 (violazione di norme di diritto) invocato dal ricorrente principale; n. 5 (omessa decisione) invocato nel ricorso incidentale, quest'ultimo però assorbito
art. 13 comma 1 d.P.R. n. 115/2002
Richiamato in ordine all'obbligo del versamento del contributo unificato supplementare a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso
Massime di principio
- Il pagamento del premio di polizza a una società o a un soggetto diverso dall'assicurazione può essere liberatorio se la società ricevente può essere ritenuta "creditore apparente" e il debitore ha agito in buona fede, ossia ha avuto una ragionevole fiducia nella corrispondenza tra apparenza e realtà
- La consegna della polizza contro il pagamento, insieme ad elementi fattuali idonei (comunicazioni dell'agente, conti indicati, sottoscrizioni), può costituire prova complessiva del perfezionamento del contratto anche in assenza di una quietanza formale della Direzione
- Eventuali irregolarità o appropriazioni interne tra agente e compagnia concernono i rapporti interni aziendali e non sono opponibili al solvens che ha pagato in buona fede secondo le istruzioni apparenti
- L'onere della prova sulla buona fede del debitore e sulla ragionevolezza della sua apparente convinzione grava sul soggetto che invoca l'efficacia dell'apparenza (il solvens), il quale deve dimostrare anche che l'apparenza sia derivata da comportamento colposo o attentamente fuorviante del soggetto apparente
- Un precedente giudicato tra le stesse parti non è automaticamente preclusivo se le circostanze di fatto essenziali differiscono: il giudicato opera solo quando le stesse premesse fattuali e giuridiche siano comuni e decisive
- Un ricorso incidentale condizionato è assorbito quando la parte che lo propone risulta pienamente vittoriosa in grado di appello; in tal caso il giudice di legittimità può non decidere le domande subordinate per ragioni procedurali
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