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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 25477/2021 del 21/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La CONSOB ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del Consiglio di Stato che aveva riconosciuto la giurisdizione del giudice amministrativo in relazione all'impugnazione di atti regolamentari e presupposti del procedimento sanzionatorio (Regolamento sanzioni CONSOB). CONSOB deduceva difetto assoluto di giurisdizione del giudice amministrativo per le domande di annullamento di atti presupposti alla irrogazione di sanzioni che devono essere decise dal giudice ordinario con riguardo alla tutela della posizione soggettiva del destinatario della sanzione.

La decisione

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso della CONSOB; hanno cassato la sentenza del Consiglio di Stato e hanno dichiarato la sussistenza della giurisdizione del giudice ordinario (A.G.O.) anche sulla cognizione relativa agli atti amministrativi e regolamentari presupposti all'irrogazione di sanzioni da parte della CONSOB. La Corte ha ritenuto che, per ragioni di unità funzionale del procedimento e di concentrazione della tutela, il giudice che decide sulla sanzione deve poter conoscere anche degli atti presupposti, ivi inclusi quelli regolamentari; ha compensato le spese di lite in Cassazione.

Norme richiamate

  • Costituzione della Repubblica Italiana

    I principi costituzionali sulla tutela giurisdizionale e sul riparto delle funzioni giurisdizionali sono richiamati per valutare quale giudice sia competente a garantire la tutela effettiva del destinatario della sanzione

  • D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF)

    art. 187-septies; art. 195, quarto comma

    La disciplina sulle sanzioni in materia finanziaria e le norme processuali collegate sono state valutate nel quadro della ripartizione della giurisdizione; in particolare l'art.195 è centrale nell'individuare il rimedio giurisdizionale contro le sanzioni e la Corte ha ritenuto che la cognizione sugli atti presupposti segua la giurisdizione sulla sanzione

  • D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 (codice del processo amministrativo)

    art. 133, primo comma, lett. I); art. 134, primo comma, lett. c); art. 135, comma 1, lett. c)

    Le norme che avevano attribuito competenza al giudice amministrativo sono state esaminate alla luce dell'intervento della Corte costituzionale; la Corte di Cassazione interpreta la necessità di assicurare la concentrazione delle tutele e di tutelare la posizione soggettiva del destinatario delle sanzioni, preferendo la cognizione del giudice ordinario

  • Sentenza Corte Costituzionale

    n. 162 del 27 giugno 2012

    La sentenza costituzionale ha dichiarato incostituzionali parti del d.lgs. 104/2010 che attribuivano al giudice amministrativo competenze estese in materia di sanzioni CONSOB; la Cassazione richiama tale quadro nel valutare la ripartizione di giurisdizione

  • Cassazione, Sezioni Unite

    sent. n. 24609 del 2 ottobre 2019

    Precedente delle Sezioni Unite che ha affermato, con riferimento alla Banca d'Italia, che il giudice che decide sulla sanzione deve conoscere anche degli atti regolamentari presupposti; la Corte applica lo stesso principio alle sanzioni CONSOB

Massime di principio

  • Se si impugna una sanzione amministrativa irrogata da CONSOB davanti al giudice ordinario, tale giudice può conoscere anche degli atti presupposti al procedimento sanzionatorio, inclusi atti regolamentari, quando questi incidono sulla posizione soggettiva del destinatario
  • La concentrazione della tutela e l'unita funzionale del procedimento sanzionatorio giustificano che la cognizione sugli atti presupposti segua la cognizione sulla sanzione finale
  • La tempestività dell'impugnazione del regolamento prima o durante la notifica della sanzione è, di per sé, irrilevante: l'interesse ad ottenere l'annullamento degli atti presupposti è collegato all'interesse ad ottenere l'annullamento della sanzione
  • Il giudice ordinario può disapplicare atti regolamentari illegittimi rispetto al singolo caso concreto; l'annullamento erga omnes di un regolamento rimane tipicamente materia del giudice amministrativo
  • In situazione analoga, conviene proporre il gravame davanti al giudice che tutela direttamente la posizione soggettiva les a (di regola il giudice ordinario per le sanzioni pecuniarie in materia finanziaria), avendo cura di dedurre anche l'illegittimità degli atti presupposti e dei profili di violazione del giusto processo

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