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Cassazione Penale, Ordinanza n. 19470/2026 del 28/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha conseguentemente condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Nola che aveva confermato la decisione del Giudice di pace di Nola, con cui era stato ritenuto responsabile del reato di minaccia ex art. 612 c.p. e condannato alla pena ritenuta di giustizia. Con l'unico motivo deduceva la violazione dell'art. 606, lett. b), c.p.p. in relazione al reato contestato, sostenendo in sostanza un errore di diritto nella definizione della fattispecie e, correlativamente, contestando la valutazione compiuta dai giudici di merito sulle fonti probatorie. La Corte ha però rilevato che, nei ricorsi avverso le sentenze di appello rese per reati di competenza del giudice di pace, il sindacato di legittimità è ammesso per sola violazione di legge ai sensi dell'art. 606, comma 2-bis, c.p.p. e dell'art. 39-bis d.lgs. n. 274/2000; ha quindi ritenuto che la doglianza, così formulata, mirasse in realtà a ottenere una rivalutazione del materiale probatorio, senza indicare specifici travisamenti, atti decisivi e incompatibilità radicali della motivazione.

Norme richiamate

  • art. 612 c.p.

    norma incriminatrice della minaccia, quale reato per cui l'imputato era stato ritenuto responsabile nei giudizi di merito

  • art. 606, lett. b), c.p.p.

    il ricorrente l'ha invocato per censurare l'erronea applicazione della legge penale; la Corte ha osservato che il motivo, nella sostanza, tendeva a contestare anche la motivazione e la valutazione del fatto

  • art. 606, comma 2-bis, c.p.p.

    nei ricorsi avverso sentenze di appello relative a reati di competenza del giudice di pace il controllo di legittimità è ammesso per sola violazione di legge

  • art. 39-bis d.lgs. n. 274/2000

    richiamato come norma che, insieme all'art. 606, comma 2-bis, c.p.p., limita il ricorso per cassazione ai soli motivi di violazione di legge nei procedimenti per reati di competenza del giudice di pace

  • d.lgs. 6 febbraio 2018, n. 11

    indicato come fonte introduttiva della disciplina richiamata sul perimetro del ricorso per cassazione

  • art. 616 c.p.p.

    norma implicata nella condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Avverso le sentenze di appello relative a reati di competenza del giudice di pace, il ricorso per cassazione è consentito soltanto per violazione di legge; non è quindi deducibile, come tale, un vizio di motivazione.
  • Quando il ricorrente prospetta un errore di diritto ma, in concreto, mira a ottenere una rivalutazione delle prove o dei fatti accertati nei giudizi di merito, il motivo è inammissibile se non denuncia uno specifico travisamento probatorio.
  • Il travisamento della prova, per essere dedotto utilmente in cassazione, deve essere allegato in modo rigoroso: occorre indicare l'atto processuale, il dato fattuale incompatibile con la motivazione, la sua verità e la decisività dell'errore rispetto alla tenuta complessiva della decisione.
  • La mera allegazione che un atto processuale sia stato trascurato o interpretato diversamente dai giudici di merito non basta a superare il controllo di ammissibilità del ricorso, se quell'atto non ha carattere di decisività.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniMinacce
RamiProcesso penaleDelitti contro la persona
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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