Cassazione Penale, Sentenza n. 31678/2024 del 02/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della confisca di euro 640 disposta con la sentenza di primo grado. Il ricorrente ha dedotto la violazione dell'art. 240 cod. pen.: la fattispecie accertata era mera detenzione di stupefacenti (art. 73, comma 5, DPR 309/1990) e non cessione/vendita, per cui mancava il nesso di pertinenzialità/causalità tra il reato per cui è stato condannato e la somma sequestrata. Inoltre ha osservato che l'art. 73, comma 5, non costituirebbe reato presupposto per la confisca allargata ex art. 240-bis cod. pen., come indicato dall'art. 85-bis DPR 309/1990, chiedendo l'annullamento della confisca del denaro.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla confisca del denaro. Ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 240 cod. pen., la confisca richiede che il denaro costituisca il provento del reato per il quale l'imputato è stato condannato; nel caso di specie la condanna riguarda mera detenzione, quindi manca il nesso causale con la somma sequestrata e la confisca non può essere disposta sotto tale rubrica. Tuttavia ha rilevato che la modifica normativa (art. 4, comma 3-bis, d.l. 15/09/2023, n.123, convertito) ha esteso l'ambito dell'art. 85-bis DPR 309/1990 includendo i delitti di cui all'art. 73 tra i reati presupposto per l'applicazione dell'art. 240-bis (confisca per sproporzione). La Corte ha inoltre affermato che la modifica si applica retroattivamente nei limiti dell'art. 200 cod. pen., valutando la legge vigente al momento dell'emissione della sentenza di primo grado; poiché la sentenza impugnata è del 22/12/2023, la nuova disposizione è applicabile. Di conseguenza la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla confisca del denaro e ha rinviato al Tribunale di Foggia, in diversa composizione, per nuovo giudizio sul punto (valutare la sproporzione tra beni e redditi e l'assenza di giustificazioni credibili sulla provenienza). Ha dichiarato l'irrevocabilità della declaratoria di responsabilità.
Norme richiamate
La confisca ai sensi di questo articolo riguarda le cose che costituiscono il profitto del reato, cioè il vantaggio economico di diretta e immediata derivazione causale dal reato per cui si procede; pertanto è necessaria una relazione causale fra il reato accertato e il patrimonio sequestrato.
art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma che punisce la detenzione illecita di sostanze stupefacenti; la Corte ha rilevato che l'accertamento di mera detenzione non equivale a condanna per cessione/vendita, quindi non giustifica automaticamente la confisca come "provento" del reato ai sensi dell'art. 240.
art. 85-bis d.P.R. 309/1990 (modificato)
Con la modifica introdotta dal d.l. 15/09/2023, n. 123 (conv. poi in legge) è previsto che, in caso di condanna o applicazione della pena su richiesta (art. 444 c.p.p.) per taluno dei delitti previsti dall'art. 73, si applica l'art. 240-bis cod. pen.; dunque l'art. 73 è stato esplicitamente incluso tra i reati presupposto della confisca per sproporzione.
Disciplina la "confisca per sproporzione" (cd. confisca allargata): può essere applicata quando vi sia sproporzione fra valori posseduti e redditi dichiarati/proventi leciti o manchi una giustificazione credibile circa la provenienza; con la modifica normativa può ora essere invocata anche per reati previsti dall'art. 73, se ricorrono i presupposti.
Principio di retroattività della legge penale più favorevole e regole sui limiti temporali di applicazione delle norme in materia di misure: la Corte ha precisato che la confisca è regolata dal principio di retroattività nei limiti dettati dal primo comma dell'art. 200, pertanto per individuare il regime applicabile si considera la legge vigente al momento dell'emissione della decisione di primo grado.
Richiamato come modalità di applicazione della pena su richiesta (patteggiamento); la modifica normativa fa riferimento alle ipotesi di applicazione della pena secondo questa procedura ai fini dell'applicazione dell'art. 240-bis.
art. 236, comma 2 cod. pen. (richiamato in motivazione giurisprudenziale)
Citato nell'argomentazione sulla regola temporale di applicazione della confisca, in relazione al richiamo all'art. 200 cod. pen., per spiegare come si identifica il momento rilevante per la legge applicabile alla confisca.
Massime di principio
- La confisca ai sensi dell'art. 240 cod. pen. richiede un nesso di causalità diretto tra il reato per cui si condanna e i beni ritenuti profitto: se l'imputato è condannato per mera detenzione, la somma di denaro non può essere automaticamente considerata il provento di quel reato senza prova del collegamento.
- La confisca "allargata" ex art. 240-bis può essere applicata anche ai reati di cui all'art. 73 DPR 309/1990 dopo la modifica normativa del 2023; tuttavia l'applicabilità dipende dalla data di emissione della decisione di primo grado (si applica la legge vigente alla data della sentenza di primo grado, nei limiti dell'art. 200 cod. pen.).
- Se la norma che estende l'ambito della confisca allargata era in vigore al momento della sentenza di primo grado, il giudice di merito deve verificare la sproporzione tra beni posseduti e redditi/proventi leciti e l'assenza di una giustificazione credibile sulla provenienza per poter disporre la confisca per sproporzione.
- In casi simili, per il difensore è strategico contestare il nesso di pertinenzialità e richiedere che la confisca sia valutata solo se il denaro sia provato come provento del reato oggetto della condanna; per l'accusa è importante qualificare la condotta come cessione/vendita quando si intende collegare beni a proventi del reato.
- Se vi è incertezza sull'applicabilità della normativa modificata, è probabile il rinvio per nuovo esame sulla confisca affinché il giudice di merito appuri proporzione e legittimità della provenienza dei beni.
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