Cassazione Penale, Sentenza n. 42280/2024 del 18/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Tribunale di Parma aveva rimesso in via pregiudiziale alla Corte di cassazione la questione della competenza per territorio con riguardo a numerosi reati (associazione e plurime corruzioni, peculati, falsi) contestati a diversi imputati, ritenendo non uniformi le determinazioni precedenti e non manifestamente infondate le eccezioni difensive che chiedevano la competenza dei Tribunali di Lecco, Firenze e Roma. In particolare la rimessione verteva su: (i) l'esistenza del nesso di connessione teleologica ex art. 12 lett. c) cod. proc. pen. fra il reato associativo e le corruzioni cui è connesso Fanelli; (ii) la regula iuris applicabile alle corruzioni configurate come "stabile asservimento della funzione" (distinzione fra art. 318 e art. 319 c.p. e conseguenze sulla competenza in caso di reato permanente) e quindi quale momento/luogo prendere in considerazione (prima dazione/inizio consumazione vs ultima dazione).
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile la rimessione e, decidendo, ha accolto in parte i rilievi del Tribunale remittente. Ha affermato la sussistenza della connessione teleologica ex art. 12 lett. c) fra il reato associativo (capo 1) e le varie corruzioni realizzate mediante lo stabile asservimento delle funzioni pubbliche di Fanelli, stabilendo che, per i reati connessi, la competenza va attribuita al giudice del reato piu' grave ai sensi dell'art. 16 cod. proc. pen. (e, in caso di pluralità, al primo reato temporale). Individuata la corruzione piu' remota rilevante (capo 30.5, vicenda Angelini, con prime dazioni nel 2010 a Cernusco Lombardone), la Corte ha dichiarato l'incompetenza del Tribunale di Parma per i reati e gli imputati indicati (elenchati nell'ordinanza) e ordinato la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Lecco. Ha però escluso la connessione teleologica con alcuni reati (peculati, falsi e la corruzione capo 62 che ha autonomia rispetto al programma associativo) e ha quindi confermato la competenza del Tribunale di Parma per quei capi. Ha inoltre chiarito che, quando la corruzione ha natura di stabile asservimento e si realizza come reato permanente, la competenza territoriale si determina con riferimento al luogo e al momento della prima dazione (art. 8, comma 3, cod. proc. pen.), mentre la qualificazione fra art. 318 e 319 c.p. dipende dalle conseguenze effettive (compimento di atti contrari ai doveri d'ufficio). Infine ha disposto gli stralci e la trasmissione degli atti a Lecco per i reati riconosciuti competenti a quell'ufficio.
Norme richiamate
Consente al giudice di rimandare alla Corte di cassazione la decisione sulla competenza per territorio; la Corte conferma che la rimessione non è un mezzo di impugnazione ma una richiesta di decisione preventiva e definitiva.
Richiamato come norma procedurale della fase dedicata all'esame delle questioni preliminari in cui il Tribunale ha disposto la rimessione.
art. 12 lett. c) cod. proc. pen.
Disciplina la connessione teleologica fra reato "mezzo" (associazione) e reati "fine" (corruzioni); la Corte ha ritenuto che la connessione opera sul piano oggettivo dei reati e non richiede identità di autori, ma la consapevolezza dell'autore del reato-mezzo della finalità di commettere i reati-fine.
Stabilisce che, in presenza di connessione, la competenza spetta al giudice del reato più grave o, in caso di pari gravità, del primo reato; applicata per assegnare la competenza al Tribunale competente per la prima corruzione piu' grave.
art. 8 comma 3 cod. proc. pen.
Regola la competenza per i reati permanenti indicando il luogo in cui è iniziata la consumazione (prima dazione); la Corte l'ha applicata alle corruzioni considerate reato permanente.
art. 9 comma 1 cod. proc. pen.
Regola suppletiva per individuare la competenza in base all'ultimo luogo noto in cui è avvenuta parte dell'azione/omissione; utilizzata per ricondurre alcune dazioni a luoghi noti (es. filiali bancarie in provincia di Lecco).
Norma sulla corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e sulla disciplina dello "stabile asservimento": la Corte conferma che il "stabile asservimento" può integrare il reato previsto dall'art. 318 (nel testo post-2012) a meno che la messa a disposizione della funzione non abbia prodotto atti contrari ai doveri d'ufficio, nel qual caso si configura corruzione propria (art. 319) a consumazione permanente.
Corruzione propria; considerato reato piu' grave rispetto all'associazione nel caso in cui dalla messa a disposizione della funzione derivi il compimento di atti contrari ai doveri d'ufficio; rilevante per l'individuazione del reato piu' grave ai fini dell'art. 16.
Responsabilità amministrativa degli enti: gli illeciti amministrativi delle società (Molteni, Angelini, AMS Group) seguono la stessa competenza territoriale dei reati di corruzione connessi.
Richiamato solo in rapporto alla decorrenza della prescrizione (ultima dazione), ma la Corte distingue la regola prescrizionale dalla regola di competenza (che fa riferimento all'inizio della consumazione).
Falso ideologico: richiamata come reato contestato a Parma e indizio della permanenza di competenza per certi capi.
Massime di principio
- La connessione teleologica ex art. 12 lett. c) opera sugli elementi oggettivi dei reati: non è necessaria l'identità degli autori tra reato-mezzo e reati-fine, ma è indispensabile che l'autore del reato-mezzo avesse presente la finalità di commettere/agevolare i reati-fine.
- In caso di connessione fra reato associativo e reati-fine la competenza per territorio si determina secondo l'art. 16: spetta al giudice del reato più grave (o, in caso di pari gravità, del primo temporalmente). La valutazione della gravità va riferita alla pena in vigore al momento dell'esercizio dell'azione penale.
- Quando la corruzione ha carattere di "stabile asservimento" (impegno permanente), occorre distinguere: se la messa a disposizione della funzione non ha prodotto atti contrari ai doveri d'ufficio può configurarsi art. 318; se invece vi sono atti contrari ai doveri, le singole dazioni costituiscono momenti esecutivi di un unico reato di corruzione propria (art. 319) a consumazione permanente.
- Per i reati permanenti la competenza territoriale va determinata con riferimento al luogo e al momento della prima dazione (art. 8, comma 3 cod. proc. pen.), non all'ultima dazione che rileva per la prescrizione (art. 158 c.p.).
- Gli illeciti amministrativi a carico delle società (d.lgs. 231/2001) seguono la sorte dei reati connessi: se i reati sostanziali connessi sono assegnati a un altro tribunale, la competenza per gli illeciti amministrativi segue quella stessa attribuzione.
- Se la connessione teleologica non risulta dimostrabile per singole vicende (es. per carenza di elementi che colleghino la consapevolezza degli associati a quella specifica corruzione), si applicano i criteri ordinari di competenza (luogo della prima dazione, ultimo luogo noto, ecc.).
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