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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37377/2024 del 10/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di liberazione anticipata per i periodi detentivi anteriori al 3/9/2021 (concessa solo parzialmente per 135 giorni dal 3/9/2021 al 3/3/2023). Contestava che il Tribunale e il Magistrato di sorveglianza avrebbero valutato in modo carente la motivazione, avendo fatto riferimento a un'ordinanza cautelare (15/3/2021) che contestava un reato permanente di associazione per il narcotraffico senza verificarne i contorni temporali e la concreta incidenza sui singoli semestri di riferimento; riteneva inoltre che si dovesse tener conto del periodo di detenzione per pena definitiva e delle relazioni comportamentali interne favorevoli al ricorrente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e l'ha rigettato. Ha confermato che la valutazione della liberazione anticipata è discrezionale e va condotta semestre per semestre ex art. 54 ord. pen.; tuttavia il Tribunale può tener conto di fatti anche non definiti con sentenza irrevocabile (denunce, provvedimenti cautelari, procedimenti pendenti) se essi dimostrano una persistenza di condotta antisociale o la ripresa dell'attività delittuosa. Nel caso specifico la Corte ha ritenuto corretto l'accertamento, fondato su elementi indiziari e sulla percepita persistenza di collegamenti con ambienti di traffico di stupefacenti (anche antecedenti al 2014 e successivi), che giustificavano il diniego per i semestri contestati; è stata inoltre condannata la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 54 Ordinamento penitenziario

    La concessione della liberazione anticipata richiede che il detenuto abbia tenuto regolare condotta e partecipato all'opera di rieducazione; il giudice di sorveglianza valuta la partecipazione nel semestre di riferimento e può frammentare la valutazione per semestri, pur potendo fatti successivi influire sui periodi valutati.

  • D.P.R. n. 309/1990, artt. 73, 74, 80 (norme su stupefacenti)

    Riferimento ai reati contestati (tra cui l'art. 74 TU Stup. per reato permanente e associazione finalizzata al narcotraffico) utilizzato dal Tribunale per qualificare la gravità e la persistenza della condotta ostativa al beneficio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente.

Massime di principio

  • La concessione della liberazione anticipata è rimessa al prudente apprezzamento discrezionale dell'organo di sorveglianza e va motivata in relazione a ciascun semestre richiesto.
  • Il giudice può valutare anche fatti non definitivi con sentenza irrevocabile (denunce, provvedimenti cautelari, procedimenti pendenti) se tali fatti, anche in base alla loro gravità indiziaria, dimostrano la persistenza di condotte antisociali o la ripresa dell'attività criminosa.
  • La valutazione è frazionata per semestri, ma una violazione grave o la ripresa di attività delittuosa può riflettersi negativamente su semestri precedenti o successivi se attesta la mancata adesione all'opera di rieducazione.
  • Per contestare efficacemente un rigetto è necessario indicare e documentare elementi specifici contrari alla ricostruzione del Tribunale (es. proscioglimenti, documentazione sulle relazioni comportamentali carcerarie), non limitarsi a deduzioni generiche.
  • La presenza di misure cautelari o contestazioni aperte non impedisce al Tribunale di sorveglianza di tenerle in considerazione come elementi sintomatici della pericolosità o della persistenza di legami criminali.
  • Quando la stessa tipologia di reato è quella per cui si è già stati condannati in precedenza, la reiterazione o il perdurare di contatti con ambienti criminali assumono rilievo particolarmente negativo nella valutazione della rieducazione.

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