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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6749/2023 del 17/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di riconoscimento del vincolo della continuazione tra più sentenze (cumulo indicato nel provvedimento), asserendo che sussistono il requisito temporale e la comunanza qualitativa dei reati. Denuncia altresi' erronea applicazione dell'art. 81 cod. pen. (richiamato dall'art. 671 c.p.p.) e vizio di motivazione per difetto, contraddittorieta' e manifesta illogicita'. Sostiene che il giudice dell'esecuzione si e' basato esclusivamente sul certificato del Casellario giudiziale, omettendo di acquisire copia delle decisioni di condanna previste dall'art. 186 d.lgs. 28/7/1989, n. 271.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo fondato: ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio, rilevando il vizio di motivazione dovuto all'omissione, da parte del giudice dell'esecuzione, di acquisire copia delle decisioni di condanna e l'errata valutazione limitata al solo certificato del Casellario giudiziale. La Corte ha richiamato la propria giurisprudenza che dispone l'annullamento quando il giudice dichiara la mancanza del nesso di continuazione senza aver acquisito le relative decisioni di condanna.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    vincolo della continuazione ai sensi dell'art. 671 cod. proc. pen.

    Norma richiamata quale base per il riconoscimento della continuazione tra più sentenze; la Corte richiede che il giudice dell'esecuzione valuti correttamente i requisiti (nesso temporale e omogeneita' qualitativa) prima di escludere il vincolo.

  • art. 81 cod. pen.

    art. 81 cod. pen. richiamato dall'art. 671 cod. proc. pen.

    Riferimento ai criteri sostanziali (unitarieta' di disegno criminoso e comunanza di norme incriminatrici) che il giudice deve applicare per accertare la continuazione; la corte ha ritenuto che la valutazione del giudice di merito non fosse adeguatamente motivata.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norme del procedimento di cassazione invocate dal ricorrente per censurare l'erronea applicazione delle norme penali e i vizi della motivazione (mancanza, contraddittorieta' o manifesta illogicita').

  • art. 186 d.lgs. 28 luglio 1989, n. 271

    decisioni di condanna acquisibili d'ufficio ai sensi dell'art. 186 d.lgs. 28 luglio 1989, n. 271

    Prevede che il giudice possa acquisire d'ufficio copia delle decisioni di condanna; la Corte ha rilevato che l'omissione di tale acquisizione (e l'affidamento solo al certificato del Casellario) costituisce vizio di motivazione quando si dichiara l'assenza del nesso di continuazione.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 1, n. 35125/2017 e n. 14822/2021)

    Principio consolidato secondo cui e' viziata la decisione del giudice dell'esecuzione che esclude la continuazione senza aver acquisito le relative decisioni di condanna; tale omissione comporta annullamento con rinvio.

Massime di principio

  • Il riconoscimento del vincolo della continuazione richiede una motivazione puntuale sul nesso temporale e sulla comunanza qualitativa degli illeciti: il giudice non puo' limitarsi a affermazioni generiche.
  • Il giudice dell'esecuzione deve acquisire e valutare le copie integrali delle decisioni di condanna (art. 186 d.lgs. n. 271/1989) e non puo' basarsi unicamente sul certificato del Casellario giudiziale per escludere la continuazione.
  • L'omissione di acquisire le sentenze di condanna, se rilevante ai fini dell'accertamento della continuazione, costituisce vizio di motivazione che legittima l'annullamento con rinvio in Cassazione.
  • La diversita' tipologica di taluni reati (es. circonvenzione di incapace) non esclude automaticamente la continuazione: occorre valutare l'unita' del disegno criminoso e i nessi logico-cronologici concreti.
  • In caso di decisione inconcludente o contraddittoria del giudice dell'esecuzione, il rimedio e' l'annullamento con rinvio per un nuovo esame con acquisizione documentale completa.

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