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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39772/2023 del 02/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Rustico era stato condannato a 3 mesi di reclusione per falso in autocertificazione in relazione alla dichiarazione di aver svolto 120 ore di "attività di pesca" invece delle effettive 66, al fine di ottenere fondi europei destinati al settore. Ha impugnato la sentenza lamentando la mancanza dell'elemento soggettivo doloso (deducendo mera negligenza e confusione tra "attività di pesca" e "bordate di pesca"), il diniego delle circostanze attenuanti generiche, il rifiuto della sostituzione della pena detentiva con la libertà controllata e la revoca d'ufficio della sospensione condizionale della pena precedentemente concessa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. Ha ritenuto adeguatamente motivata la decisione dei giudici di merito che hanno qualificato la condotta come dolosa, attesa la finalità di ottenere vantaggi economici, e ha escluso la rilevanza delle argomentazioni difensive che si limitavano a riproporre valutazioni alternative delle prove già esaminate in doppia sede. Il diniego delle attenuanti generiche e della sostituzione della pena è stato ritenuto correttamente motivato con riferimento alla gravità della frode, ai numerosi precedenti (anche omologhi) e alla mancanza di elementi positivi da valorizzare; la revoca della sospensione condizionale è stata considerata coerente con la presenza di più di due precedenti, in applicazione dell'art. 168 cod. pen. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 483 cod. pen.

    Norma richiamata in relazione al reato di falsità in atti o autocertificazioni; la Corte ha ritenuto sussistere l'elemento soggettivo del dolo, desumibile dalla finalità di ottenere un vantaggio economico

  • DPR n. 445/2000, artt. 46-76

    Richiamate in relazione alla disciplina delle autocertificazioni; la Corte ha ritenuto che la falsa dichiarazione nell'ambito della "manifestazione di interesse" integri l'ipotesi sanzionata

  • art. 168 cod. pen.

    Applicato per giustificare la revoca della sospensione condizionale della pena in presenza di più precedenti e di condanne omologhe

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso

  • Corte Cost. n. 186/2000

    Citata in relazione alla possibilità di integrare profili di colpa nella proposizione di ricorso inammissibile, quale base per l'irrogazione di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina liberamente la valutazione di fatto operata dai giudici di merito: motivate e non manifestamente illogiche valutazioni probatorie in doppia conformità vincolano la legittimità
  • La sussistenza del dolo nei reati di falsità in autocertificazione può essere desunta dalla finalità di ottenere un vantaggio economico e dalla sistematicità della condotta
  • Argomentazioni generiche, ripetitive o basate su alternative plausibili di valutazione probatoria non sono sufficienti a fondare un ricorso per cassazione
  • Precedenti penali, soprattutto omologhi, incidono negativamente sulla concessione delle circostanze attenuanti e dei benefici sostitutivi della pena e possono giustificare la revoca della sospensione condizionale ai sensi dell'art. 168 c.p.
  • Il ricorrente deve indicare in modo specifico e preciso i vizi di diritto o le illogicità motivazionali per evitare l'inammissibilità del ricorso; omissioni o genericità possono comportare anche sanzioni pecuniarie

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