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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39699/2023 del 02/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva riformato l'assoluzione pronunciata in primo grado e condannato l'imputato per il reato di cui all'art. 589 c.p. (investimento mortale) con due principali censure: (a) violazione del diritto di essere sentito e omissione della rinnovazione delle prove dichiarative (richiamando la giurisprudenza CEDU Maestri e pronunce Dan, Dasgupta ecc.); (b) mancata escussione di consulenti e testi indicati dalla difesa e revoca ingiustificata dell'escussione del teste Cretu; (c) errata valutazione tecnica sulla vigente limitazione di velocità e sullo stato di alterazione per uso di sostanze stupefacenti; (d) estensione dell'appello del P.M. ai reati non censurati espressamente in introduzione dell'appello; (e) illegittimità della costituzione di parte civile in appello per mancanza di procura a impugnare.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato i motivi di ricorso in gran parte inammissibili o infondati. In particolare: il primo motivo (omesso avviso e mancata audizione dell'imputato) è ritenuto inammissibile perché non sussiste un obbligo incondizionato di audizione dell'imputato se nel primo grado non era stata assunta la sua dichiarazione o se le decisioni dei due gradi si sono fondate su risultanze diverse; il secondo motivo (mancata rinnovazione di prove e escussione di consulenti/testimoni) è inammissibile per difetto di specificità rispetto alla presunta decisività delle prove non rinnovate; il terzo motivo (valutazioni sulla velocità e stato di alterazione) è inammissibile perché la Corte territoriale ha dato motivazione non manifestamente illogica e ha adeguatamente spiegato l'obbligo di prudenza nonostante il limite formale di velocità; il quarto motivo (presunta estensione dell'appello del P.M.) è inammissibile o infondato: la Corte d'appello ha valutato che l'atto di appello del P.M. conteneva censure sufficienti a investire anche il capo B) e la questione dell'interesse dell'imputato ad impugnare la dichiarazione di prescrizione non è stata adeguatamente dedotta in gravame; il quinto motivo (ammissibilità della costituzione di parte civile in appello per procura generica) è infondato: la procura contenente "ogni più ampia facoltà di legge" è stata ritenuta idonea a legittimare il difensore anche all'impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    Norma sostanziale del reato contestato (lesioni mortali/omicidio stradale o omicidio colposo secondo il contesto); la Corte si limita a richiamarla quale fattispecie contestata senza modificarne il contenuto.

  • art. 186 d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285

    Norma richiamata in relazione al capo B) (guida in stato di alterazione da sostanze): la Corte territoriale ha dichiarato il reato estinto per prescrizione; la Cassazione non ha accolto la censura difensiva sull'irragionevolezza dell'accertamento.

  • art. 104 Reg. esec. e att. del codice della strada

    Richiamato in relazione all'obbligo di ripetizione della segnaletica di prescrizione della velocità dopo le intersezioni; la Corte d'appello lo utilizza per argomentare l'esigibilità di una velocità prudenziale inferiore al limite formale.

  • art. 603, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    Disposizione che impone la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in caso di appello del P.M. contro proscioglimento per valutazione della prova dichiarativa; la Corte precisa i limiti di applicazione (solo per prove "decisive" e secondo la giurisprudenza consolidata).

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e motivazione) cui la difesa ha fatto ricorso; la Corte le applica per valutare la specificità e la rilevanza delle censure.

  • art. 591, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione all'ammissibilità della costituzione di parte civile in appello; la Corte valuta la validità della procura data alle persone offese e ritiene valida una procura con formula ampia.

  • art. 100, comma 3, cod. proc. pen.

    Regola sulla necessità di procura speciale per il difensore che impugna; la Corte ritiene che una procura contenente formule generiche di ampia facoltà possa legittimare anche l'impugnazione.

  • art. 129 e art. 157 cod. proc. pen. / cod. pen.

    Richiami alle conseguenze dell'accertamento di cause estintive e alla facoltà di rinuncia alla causa estintiva; utilizzati per valutare l'interesse dell'imputato ad impugnare la sentenza parzialmente favorevole.

  • Legge 23 giugno 2017, n. 103 (art.1, comma 58)

    Norma di riforma che ha introdotto l'art.603, comma 3-bis: rafforza l'obbligo di rinnovazione istruttoria in appello in presenza di appello del P.M. fondato su valutazione della prova dichiarativa.

  • Giurisprudenza CEDU: Maestri c. Italia; Dan c. Moldavia

    Principi europei sull'obbligo di "direct assessment" e sulla necessità di rinnovare l'esame di prove dichiarative decisive in appello; la Corte di cassazione precisa che tali principi non impongono un obbligo assoluto di audizione dell'imputato in tutti i casi e devono essere letti alla luce della giurisprudenza nazionale consolidata.

  • Giurisprudenza nazionale: Sez. U Dasgupta; Sez. U Tettamanti; Sez. U Mazzarella

    Massime che disciplinano la rinnovazione istruttoria, la distinzione tra giudicato e devoluzione e la validità delle procure: la Corte le applica per delimitare l'onere di rinnovazione e per confermare la validità di procure ampie.

Massime di principio

  • Il giudice di appello deve rinnovare l'istruzione dibattimentale (escutere testimonianze/consulenti) quando l'appello, in particolare quello del P.M., prospetta una diversa valutazione dell'attendibilità di prove dichiarative "decisive"; non esiste un obbligo automatico e incondizionato di audizione dell'imputato in tutti i casi
  • La parte che lamenta omissioni istruttorie deve specificare quali prove siano state decisive in primo grado e in che modo la loro diversa valutazione abbia inciso sull'esito, pena l'inammissibilità o l'insufficienza della censura in Cassazione
  • In tema di dinamica stradale, l'esistenza formale di un limite di velocità non impedisce al giudice di richiedere una condotta prudente inferiore al limite ove le condizioni di tempo/luce/visibilità e la segnaletica pregressa rendano esigibile maggiore prudenza
  • La presenza di tracce di sostanze stupefacenti non equivale automaticamente a prova di alterazione al momento del fatto: occorrono elementi sintomatici o indagini cliniche che attestino l'effettivo stato di alterazione durante la guida
  • Una procura difensiva con formula ampia (es. "ogni più ampia facoltà di legge") può essere interpretata valida anche per l'impugnazione in grado successivo, salvo chiara prova contraria; pertanto la contestazione della legittimazione del difensore in appello richiede valutazione puntuale del testo della procura
  • Il ricorso per Cassazione richiede concretezza e specificità nell'articolazione dei motivi (indicazione degli elementi di fatto/diritto ritenuti violati); argomentazioni generiche o mere risemantizzazioni del merito sono spesso dichiarate inammissibili

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