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Sentenza

Sentenza del 14/07/2020 n. 1593 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Contestazione di indeducibilità ai sensi dell'art. 109 TUIR dei costi risultanti dalla fattura n. 10.975 del 31.12.2013 (imponibile €425.000, IVA €93.500) emessa da S per addebito bancali ritenuta operazione oggettivamente inesistente. Il PVC della Guardia di Finanza del 7.12.2015 rilevava l'inesistenza della società S (evasore totale, non rinvenuta presso la sede dichiarata), l'assenza di rapporti tra S e Lo e l'assenza di pagamenti; l'Ufficio ha quindi disconosciuto il costo e irrogato sanzioni per complessivi €141.069. La contribuente aveva però presentato dichiarazioni integrative e accesso al ravvedimento operoso versando maggiori imposte, interessi e sanzioni in misura ridotta.

La decisione

La Commissione ha respinto l'appello dell'Agenzia e confermato la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso della contribuente. Pur ritenendo possibile condividere la ricostruzione dell'Ufficio circa l'inesistenza dell'operazione in base agli elementi del PVC, il Collegio ha ritenuto estinta l'obbligazione tributaria per effetto del ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997) con conseguente preclusione dell'ulteriore azione amministrativa sanzionatoria. La decisione valorizza inoltre la novella legislativa e la disciplina penale/tributaria (art. 13-bis D.Lgs. 74/2000 e modifiche del D.L. 124/2019 conv. L. 157/2019) che riconoscono effetti attenuanti/estintivi del ravvedimento anche per violazioni connotate da frode, e richiama il principio di ragionevolezza/proporzionalità nell'irrogazione delle sanzioni. Non vengono poste spese del grado.

Norme richiamate

  • art. 109 TUIR (D.P.R. 917/1986)

    Norma che regola la deducibilità dei costi: la sua violazione è stata la ragione formale della contestazione (indeducibilità di costi relativi ad operazioni ritenute inesistenti). La Corte richiama però che l'onere di provare l'inesistenza delle operazioni grava sull'Amministrazione.

  • art. 2697 c.c.

    Principio sul riparto dell'onere della prova: l'Amministrazione deve allegare e provare gli elementi indiziari gravi, precisi e concordanti che supportano il disconoscimento dell'operazione; il contribuente deve dimostrare la legittima fonte di deduzione.

  • art. 13 D.Lgs. 472/1997 (ravvedimento operoso)

    Il pagamento delle maggiori imposte, interessi e sanzioni in misura ridotta mediante ravvedimento operoso è stato ritenuto idoneo ad estinguere l'obbligazione tributaria e a precludere l'ulteriore azione amministrativa sanzionatoria, con conseguente esclusione (in sede amministrativa) dell'irrogazione delle sanzioni ulteriori.

  • art. 13-bis D.Lgs. 74/2000

    Prevede un'attenuante speciale per i reati tributari in presenza di estinzione del debito tributario; la sentenza utilizza questa norma (e la novella del 2019) per argomentare che il legislatore ha riconosciuto effetti rilevanti al ravvedimento anche in ipotesi di frode, rafforzando l'argomento per l'effetto estintivo/attenuante del ravvedimento nelle controversie tributarie amministrative.

  • art. 2 D.Lgs. 74/2000

    Dispositivo penale che sanziona la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti: la vicenda concerne fatture ritenute inesistenti e quindi la norma è rilevante per valutare l'idoneità del ravvedimento anche in casi connotati da frode.

  • art. 39, comma 1, lett. q-bis) D.L. 124/2019 conv. L. 157/2019

    Modifica che ha ampliato l'applicabilità dell'istituto di cui all'art. 13 D.Lgs. 74/2000, inserendo la fattispecie di art. 2 tra quelle per le quali può operare la causa di non punibilità in caso di estinzione del debito; la Commissione ha ritenuto tale novella coerente con il riconoscimento di rilevanza del ravvedimento anche ai fini amministrativi.

Massime di principio

  • Onere della prova: quando l'Ufficio contesta costi per operazioni inesistenti, deve fornire elementi gravi, precisi e concordanti (anche indiziari) che giustifichino il disconoscimento del costo; la mera formalità delle scritture contabili non è sufficiente a dimostrare l'effettiva esistenza dell'operazione.
  • Efficacia del ravvedimento operoso: il tempestivo ricorso al ravvedimento operoso con pagamento delle imposte, interessi e sanzioni in misura ridotta può estinguere l'obbligazione tributaria e ostacolare o limitare l'azione amministrativa sanzionatoria, anche in presenza di elementi indiziari di fittizietà (secondo l'interpretazione della Commissione in questa fattispecie).
  • Novella legislativa rilevante: le modifiche del 2019 e la disciplina penale-tributaria (art. 13-bis D.Lgs. 74/2000) rendono più agevole sostenere l'efficacia del ravvedimento anche per violazioni connotate da frode, ma la situazione concreta può dipendere dall'epoca dei fatti e dallo stato dei procedimenti penali o amministrativi.
  • Proporzionalità e documentazione: la valutazione giurisdizionale può tenere conto del principio di ragionevolezza/proporzionalità nell'irrogazione delle sanzioni, specie se il contribuente ha posto rimedio; tuttavia, per opporsi con successo a una contestazione basata su fatture sospette, è fondamentale conservare e produrre documentazione probatoria sull'operatività del fornitore e sui pagamenti.
  • Prassi difensiva consigliata: in situazioni analoghe, l'operatore economico dovrebbe (i) raccogliere e preservare ogni prova dell'effettiva prestazione (contratti, corrispondenza, documenti di trasporto, certificazioni del cliente/fornitore), (ii) valutare tempestivamente il ravvedimento operoso quando appropriato, (iii) chiedere copia integrale del PVC all'Amministrazione e (iv) considerare l'impatto di eventuali procedimenti penali in corso prima di decidere la strategia difensiva.

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