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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18756/2022 del 12/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere: il ricorrente contestava la sussistenza di gravi indizi in relazione al delitto associativo ex art.74 d.P.R. n.309/90 e alla detenzione illegale di arma da sparo. Sosteneva che le indagini, nel corso di due anni, avevano lasciato emergere elementi contraddittori o insufficienti (alcuni episodi erano stati esclusi o avevano determinato remissione in libertà da altro PM), che la presunta arma poteva essere una pistola giocattolo e che la misura custodiale era sproporzionata dato che il Cani era incensurato, occupato stabilmente e le condotte risalivano al 2020.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che i motivi relativi ai gravi indizi fossero inammissibili nella loro sostanza come censure di merito, rilevando che il Tribunale aveva fornito motivazione congrua e non manifestamente illogica. Ha confermato che le intercettazioni e gli elementi obiettivi (proprietà e utilizzo dell'autovettura collegata al capo del sodalizio, monitoraggi dell'auto presso soggetti sodali e luogo di stoccaggio, incontri con sodali dopo la scarcerazione) configurano gravi indizi sia per l'associazione finalizzata allo spaccio sia per la detenzione dell'arma. Ha inoltre ritenuto proporzionata la custodia cautelare alla luce della presunzione relativa prevista per i reati associativi (art.275, comma 3 c.p.p.), non essendo state prodotte circostanze concrete idonee a superare tale presunzione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e disposti gli adempimenti ex art.94, comma 1-ter disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.

    Norma sul ricorso per cassazione contro ordinanze in materia cautelare: utilizzata per inquadrare i motivi del ricorso e il limite di deduzione in sede di legittimità

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Dispositivo che disciplina l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti: la Corte ha ritenuto sussistere gravi indizi di partecipazione al sodalizio sulla base di elementi investigativi e intercettazioni

  • art. 273 c.p.p.

    Definisce il criterio della gravità indiziaria: la Corte ha valutato che il Tribunale del riesame ha motivato in modo logico e sufficiente l'esistenza di tali indizi

  • art. 274 c.p.p.

    Norma sulle esigenze cautelari: richiamata per valutare la sussistenza delle esigenze cautelari che giustificano la custodia

  • art. 275, comma 3 c.p.p.

    Prevede la presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari e l'adeguatezza della custodia per i reati di cui al comma 3; la Corte ha richiamato la presunzione e ritenuto non superata dal ricorrente

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

    Norma procedurale posta a carico della cancelleria dopo il rigetto: la sentenza dispone gli adempimenti previsti per l'esecuzione della decisione

Massime di principio

  • In Cassazione sui provvedimenti cautelari il controllo è limitato alla verifica di violazioni di legge o di manifesta illogicità della motivazione; non è consentito un nuovo esame di merito delle prove
  • Le intercettazioni, anche se criptiche, e il loro significato sono valutazioni tipiche del giudice di merito e possono essere sindacate in sede di legittimità solo se la motivazione è manifestamente illogica o irragionevole
  • Elementi indiziari di natura collegiale e oggettiva (proprietà e uso di un veicolo utilizzato dal capo del sodalizio, spostamenti monitorati, contatti post-scarcerazione) possono concorrere a formare la gravità indiziaria per l'associazione finalizzata allo spaccio
  • Per i reati associativi rileva la presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari e dell'adeguatezza della custodia (art.275, comma 3): il difensore deve allegare elementi concreti e attuali per contrastare tale presunzione
  • Contestazioni circa la sproporzione della misura cautelare devono essere supportate da fatti obiettivi e attuali (ad es. stabile occupazione, cambi di vita documentabili, assenza di contatti con sodali) per poter essere efficaci
  • Le censure che consistono nella richiesta di diversa valutazione delle stesse circostanze già esaminate dal giudice di merito sono normalmente inammissibili dinanzi alla Corte di Cassazione

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