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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42185/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Allianz Viva, quale responsabile civile, ha impugnato la sentenza di appello che confermava la condanna per lesioni colpose commesse con violazione delle norme sulla circolazione stradale. Ha censurato l'accertamento del nesso di causalità tra la sosta irregolare dell'autocarro e l'evento, sostenendo che l'ingombro della carreggiata fosse di 50 cm (non 80 cm) e che la condotta del ciclista (sorpasso a velocità sostenuta) fosse causa preponderante dell'incidente. Ha invocato l'erronea applicazione dei principi di causalità e la necessità della concretizzazione del rischio ai sensi dell'art. 43 c.p.; in subordine ha chiesto, in memoria, la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le questioni sollevate riguardassero la ricostruzione della dinamica e l'apprezzamento delle prove, ambiti riservati ai giudici di merito e non sindacabili in sede di legittimità salvo vizi di motivazione macroscopici. La Corte ha ritenuto adeguata e coerente la motivazione della Corte d'appello, che aveva individuato nella sosta dell'autocarro (violazione dell'art. 157 c.d.s.) l'antecedente necessario dell'impatto e aveva valutato correttamente il concorso di colpa della vittima senza ritenere che questo interrompesse il nesso causale. Per effetto dell'inammissibilità del ricorso non è stato possibile esaminare la questione della prescrizione. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile (liquidate in euro 3.000). La condanna delle spese è stata posta esclusivamente a carico del responsabile civile ricorrente, atteso che l'imputato non ha impugnato la sentenza di appello.

Norme richiamate

  • art. 157, comma 1, lett. b) codice della strada

    La Corte di merito ha ritenuto che la sosta dell'autocarro costituisse violazione dell'art. 157 c.d.s. (sosta che ostacola la circolazione) e che tale condotta abbia avuto incidenza causale nell'evento dannoso.

  • art. 43 codice penale

    Richiamato in tema di "concretizzazione del rischio": la causalità penale richiede che l'evento sia ricollegabile alla condotta colposa e non basta la mera causalità materiale; tuttavia la Corte ha ritenuto che la valutazione della concretizzazione del rischio fosse stata correttamente svolta dai giudici di merito.

  • art. 129 codice di procedura penale

    Ricordato il principio secondo cui l'inammissibilità del ricorso impedisce alla Corte di legittimità di rilevare e dichiarare cause di non punibilità (per es. prescrizione), poiché non si è costituito un valido rapporto di impugnazione.

  • art. 616, comma 5, codice di procedura penale

    Norma richiamata per la condanna al versamento di una somma alla Cassa delle ammende a seguito dell'inammissibilità del ricorso; la Corte ritiene non sussistente l'assenza di colpa del ricorrente nella scelta di proporre l'impugnazione.

  • art. 541 codice di procedura penale

    Regola l'onere delle spese civili nel processo penale: la condanna alle restituzioni o al risarcimento in primo grado comporta l'obbligo, a carico dell'imputato e in solido del responsabile civile, di rifondere le spese della parte civile; principio applicato anche in sede d'impugnazione.

  • art. 587, comma 3, codice di procedura penale

    Stabilisce che l'impugnazione dell'imputato giova anche al responsabile civile citato, giustificando la regola sulla interdipendenza delle posizioni processuali tra imputato e responsabile civile.

  • art. 575 codice di procedura penale

    Ribadisce l'autonomia della legittimazione ad impugnare del responsabile civile rispetto a quella dell'imputato; la Corte richiama tale autonomia nel giustificare la condanna delle spese esclusivamente a carico del responsabile civile ricorrente quando l'imputato è rimasto inerte.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non rivede la ricostruzione dei fatti e l'apprezzamento delle prove compiuti dai giudici di merito se non sussistono vizi di motivazione macroscopici: le dispute sulla dinamica di un incidente sono questioni di merito.
  • Per affermare la responsabilità penale per sinistri stradali occorre collegare la violazione della regola cautelare alla concretizzazione del rischio (art. 43 c.p.), ma la verifica di tale collegamento è principalmente compito del giudice di merito.
  • La condotta colposa della vittima integra concorso di colpa ma non interrompe il nesso causale se non assume carattere di anomalia o eccezionalità tale da escludere la prevedibilità rispetto al rischio creato dall'agente.
  • L'inammissibilità del ricorso per cassazione impedisce alla Corte di legittimità di pronunciare sulle cause di non punibilità (p.es. prescrizione) perché manca un valido rapporto di impugnazione.
  • Se a proporre ricorso è solo il responsabile civile e l'imputato non impugna, le spese di impugnazione possono essere poste a carico del solo responsabile civile, giacché non si realizza la soccombenza dell'imputato rimasto inerte.
  • In contenziosi su incidenti stradali è fondamentale documentare e motivare compiutamente la dinamica e l'entità dell'ingombro/ostacolo: discrepantie non supportate in istruttoria sono difficilmente valorizzabili in sede di legittimità.

Testo integrale

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