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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 7073/2022 del 03/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della radiazione dall'albo irrogata dal CDD di Torino e confermata dal CNF per plurimi illeciti disciplinari (appropriazione di cambiali, formazione di documentazione non veritiera, raccolta di somme quale 'broker' con mancata restituzione, falsa rappresentazione dell'esito di procedimenti, trattenimento di somme per consulenze fiscali non eseguite), denunciando: eccesso di potere e violazione di legge per avere il CNF utilizzato fatti e una condanna penale non definitivi; violazione del diritto di difesa per mancata audizione dell'incolpato; vizio motivazionale per omessa considerazione di documenti probatori (deposito telematico, cambiali, archiviazione penale).

La decisione

Le Sezioni Unite hanno dichiarato inammissibile il ricorso. Hanno respinto la richiesta di sospensione dell'esecutorieta'. Hanno ritenuto i motivi generici, non sufficientemente specifici nella indicazione degli atti processuali e delle prove decisive, e hanno confermato la legittimità del metodo probatorio e della motivazione del CNF: valutazione complessiva di molteplici fonti (denunce, deposizioni, ammissioni parziali, documentazione), possibilità per gli organi disciplinari di avvalersi di elementi anche provenienti da procedimento penale e principio di ampia discrezionalità valutativa in materia disciplinare. E' stato inoltre disposto l'obbligo, se dovuto, del versamento di un ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • legge n.247 del 2012

    artt. 34-36, 56; art. 3, comma 3

    Regolano funzioni e competenze degli organi forensi e la facoltà di proporre istanza di sospensione dell'esecutorietà; l'art.3 co.3 consente di contestare illeciti anche sulla base della norma di chiusura del codice deontologico

  • Costituzione

    Riferimento ai diritti processuali e al rispetto delle garanzie nel procedimento, utilizzato per richiedere correttezza formale nelle impugnazioni

  • codice di procedura civile

    art. 112; art. 360 co.1 n.5

    Art.112 impone che le questioni critiche siano esposte con precisione; art.360 n.5 disciplina il controllo sulla motivazione e limita la cassazione quando la censura non è specifica e l'esame è di ragionevolezza

  • regolamento 21 febbraio 2014 n.2

    Norme sul procedimento disciplinare e sul diritto di difesa nell'ambito forense; la Corte ha ritenuto non provata la concreta violazione del diritto di audizione

  • r.d. 22 gennaio 1934 n.37

    Princìpio sulla preclusione alla conoscenza di atti istruttori anteriori alla comunicazione di apertura del procedimento; la Corte ne limita gli effetti nullificatori, consentendo comunque raccolta di informazioni compatibilmente con la tutela del contraddittorio

  • codice di procedura penale

    Regola gli impedimenti a comparire: solo l'impedimento assoluto legittima il rinvio dell'udienza, non una generica difficoltà

  • nuovo codice deontologico forense

    Enuncia i doveri fondamentali (probità, dignità, decoro, lealtà, correttezza) e funge da clausola di chiusura per contestare condotte non tassativamente elencate

  • legge n.228 del 2012

    art. 1, comma 17 (aggiunta del comma 1-quater all'art.13 del d.P.R. n.115/2002)

    Prevede l'obbligo, in determinati casi, del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di impugnazione

Massime di principio

  • In impugnazioni in Cassazione contro decisioni disciplinari è essenziale indicare con precisione gli atti e i verbali decisivi: censure generiche o riassuntive sono generalmente inammissibili
  • Gli organi disciplinari possono valorizzare molteplici fonti di prova (denunce, deposizioni, documenti, anche risultati di processi penali) e la Corte di legittimità controlla la ragionevolezza della motivazione più che il merito valutativo
  • Non è richiesta una corrispondenza formale puntuale tra il titolo dell'addebito e la qualificazione finale: rilevano gli elementi materiali della fattispecie e la possibilità di esercitare la difesa su di essi
  • Una condanna penale può avere rilievo nel giudizio disciplinare anche se non definitiva, purché i fatti siano stati oggetto di pieno contraddittorio e vengano adeguatamente documentati
  • Il diritto all'udienza e alla difesa va tutelato, ma il rinvio per legittimo impedimento è ammesso solo per impedimenti assoluti (non per generiche difficoltà organizzative)
  • Per contrastare efficacemente una decisione disciplinare è necessario dimostrare la decisività dei documenti omessi o degli atti non considerati e non limitarsi ad affermazioni generiche di esclusione probatoria

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