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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 7091/2022 del 03/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia sui rapporti patrimoniali e sulla proprietà degli impianti e della rete di distribuzione del gas, in particolare la determinazione del valore a stima industriale delle opere realizzate nel periodo 1.12.1970 - 11.7.1995 e la questione se la clausola compromissoria della convenzione del 11.7.1995 comprendesse le questioni relative alla proprietà degli impianti realizzati prima del 1995. Il Comune impugnava il lodo arbitrale/parziale e sosteneva l'estraneità della materia alla clausola compromissoria (competenza esclusiva del giudice amministrativo) e censurava l'interpretazione della convenzione operata dagli arbitri ai sensi dei canoni di ermeneutica del contratto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la questione era stata già assoggettata a giudicato (Consiglio di Stato n. 5238/2007 e Ordinanza Cass. n. 3795/2019) che aveva qualificato le posizioni come diritti soggettivi arbitrabili e aveva ritenuto la clausola compromissoria estesa anche alle controversie relative a periodi anteriori al 1995. Ha inoltre osservato l'inammissibilità di censure dirette al lodo arbitrale in sede di ricorso per cassazione contro la sentenza che ha deciso sull'impugnazione del lodo, nonché l'insufficiente specificazione delle violazioni dei canoni ermeneutici. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali (liquidate in € 8.200,00 oltre accessori) e ad ulteriori oneri relativi al contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • Convenzione tra le parti del 11.7.1995

    art. 17 (clausola compromissoria); art. 14 (previsione di trasferimento della proprietà degli impianti da AEM al Comune)

    La Corte ha ritenuto che la clausola compromissoria (art.17) comprendeva le questioni relative alla concessione, validità, interpretazione ed esecuzione della convenzione, estendendosi anche alle controversie riguardanti impianti realizzati prima del 1995; l'art.14 è stato interpretato come previsione traslativa dell'intera rete, senza distinzione temporale, con corresponsione di un corrispettivo secondo il criterio della stima industriale.

  • Legge n. 1034 del 1971

    Richiamata dal Comune per sostenere la competenza del giudice amministrativo; la Corte ha ritenuto la questione già definita da precedente giudicato amministrativo che aveva declinato la giurisdizione per il periodo 1970-1995 e qualificato le posizioni come diritti soggettivi arbitrabili.

  • Legge n. 205 del 2000

    Analogamente invocata dal Comune per la competenza amministrativa; la Corte ha confermato che la questione era stata qualificata come arbitrabile in forza del giudicato del Consiglio di Stato.

  • Codice civile

    artt. 1362, 1363 e 1366 c.c.

    Disposizioni sui canoni di interpretazione del contratto richiamate dal Comune; la Corte ha ritenuto la doglianza generica e non sufficiente in cassazione, rilevando che il ricorso non specificava in concreto i canoni violati né i punti in cui l'arbitro si sarebbe discostato da essi.

  • Codice di procedura civile

    art. 829 c.p.c. (nella versione previgente alla modifica introdotta dal d.lgs. n. 40/2006)

    Richiamato in relazione ai limiti del sindacato sull'arbitrato e alla precedente ordinanza della Cassazione; la Corte ha sottolineato che il giudice del rinvio deve uniformarsi al principio e agli accertamenti già compresi nel giudicato.

  • d.P.R. n. 115 del 2002 e legge n. 228 del 2012

    art. 13, comma 1 quater del d.P.R. n.115/2002, così come modificato dall'art.1, comma 17, legge n.228/2012

    Norme richiamate per l'obbligo del versamento di un ulteriore contributo unificato da parte del ricorrente; la Corte dà atto dell'esistenza dei presupposti per tale pagamento.

Massime di principio

  • Una clausola compromissoria in un contratto di concessione può essere interpretata come estensiva a controversie anche su fatti anteriori alla stipula se vi sono precedenti giudicati che ne avallano la validità e l'applicabilità.
  • Se una questione è già stata oggetto di giudicato (espresso o implicito) in un precedente giudizio, il giudice del rinvio deve uniformarsi a quel decisum e non può riesaminare liberamente i presupposti della pronuncia precedente.
  • In sede di Cassazione contro la sentenza che decide su un'impugnazione del lodo arbitrale non è ammesso un sindacato diretto e sostanziale sul contenuto del lodo: le censure devono riguardare la legge e la motivazione della sentenza impugnata e devono essere specifiche.
  • Le doglianze di violazione dei canoni di interpretazione contrattuale devono indicare concretamente quali canoni sono stati violati, in quale punto e in che modo l'arbitro si è discostato, altrimenti risultano inammissibili in sede di legittimità.
  • La distinzione tra materia amministrativa e materia privatistica (arbitrabile) dipende dalla natura della posizione giuridica controversa: se la situazione è qualificata come diritto soggettivo la controversia può essere arbitrabile anche se originata da rapporti concessori.
  • La presenza in convenzione di una clausola che prevede trasferimento di proprietà e corrispettivo può essere interpretata come trasferimento dell'intera rete senza distinguere le opere per data di costruzione, se la formulazione contrattuale è generica e vi è interpretazione coerente degli organi decisori precedenti.

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