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Cassazione Civile, Ordinanza n. 00169/2023 del 04/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Una società, quale mandataria di un'ATI esecutrice di lavori pubblici connessi a una convenzione di concessione, aveva agito per ottenere il pagamento del c.d. premio di acceleramento previsto dall'art. 24 della convenzione del 14/11/1981, assumendo che tale compenso fosse dovuto anche alla luce di successivi atti aggiuntivi e delle proroghe intervenute sui termini di esecuzione. La Corte d'appello aveva confermato il rigetto della domanda, ritenendo che il premio fosse subordinato all'ultimazione anticipata dei lavori rispetto al termine originario e che, essendo i lavori ultimati oltre quel termine, il compenso non spettasse. In cassazione la ricorrente ha dedotto, con un primo motivo, violazione di norme che disciplinerebbero il premio di acceleramento nei contratti pubblici e, con un secondo motivo, violazione dei criteri ermeneutici contrattuali e omesso esame di un fatto decisivo, sostenendo che i successivi atti contrattuali avrebbero mantenuto o riattivato il diritto al premio e che la Corte territoriale non avrebbe interpretato unitariamente le clausole negoziali.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché la Corte territoriale aveva correttamente applicato il principio secondo cui il premio di accelerazione è un compenso autonomo ed eventuale, dovuto solo se i lavori siano ultimati prima della data contrattualmente fissata, e non quando il termine sia stato prorogato o differito, indipendentemente dalla causa del rinvio. Ha inoltre dichiarato inammissibile il secondo motivo per difetto di specificità, osservando che la ricorrente si era limitata a contrapporre una propria lettura delle clausole a quella del giudice di merito, senza indicare puntualmente quali canoni ermeneutici fossero stati violati né trascrivere compiutamente le clausole rilevanti. È stata confermata la condanna alle spese in favore delle parti resistenti.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In tema di appalto pubblico, il premio di accelerazione costituisce un compenso autonomo e accessorio rispetto al corrispettivo dei lavori, dovuto solo se l'opera è ultimata prima del termine contrattualmente fissato.
  • Il diritto al premio di accelerazione non sorge quando il termine finale di esecuzione sia stato prorogato, sospeso o differito, anche se ciò dipenda da varianti, sospensioni o forza maggiore, poiché rileva il diverso assetto temporale sopravvenuto del rapporto e l'interesse pubblico originario può non sussistere più.
  • La causa del differimento del termine di ultimazione è, di regola, irrilevante ai fini della spettanza del premio, se la pattuizione collega espressamente il compenso alla consegna anticipata rispetto al termine iniziale.
  • Nel giudizio di cassazione, la censura di violazione dei canoni ermeneutici contrattuali deve indicare specificamente quali regole interpretative siano state violate e in che modo il giudice di merito se ne sia discostato; non è sufficiente contrapporre una diversa lettura del testo negoziale.
  • Il vizio di omesso esame ex art. 360, n. 5, c.p.c. richiede l'indicazione di uno specifico fatto storico decisivo realmente non esaminato, non potendo risolversi in una generica contestazione della valutazione delle prove o dell'interpretazione del contratto.

Come è indicizzato

MaterieAppaltoImpugnazioni
RamiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiBuona fede e correttezzaOnere della prova

Testo integrale

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