Cassazione Penale, Sentenza n. 39548/2024 del 28/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione basato su quattro censure: 1) inutilizzabilità degli "screenshot" di conversazioni WhatsApp acquisiti dalla polizia senza sequestro formale e senza copia forense, per violazione della segretezza della corrispondenza; 2) insufficienza e contraddittorietà della prova in ordine alla riferibilità della sostanza stupefacente al ricorrente e all'identità dell'acquirente; 3) mancata applicazione della causa di non punibilità per tenuità (art. 131-bis c.p.) in ragione della modesta quantità e occasionalità; 4) errori nella determinazione della pena (mancata compressione al minimo edittale, non piena riduzione per le attenuanti generiche) e diniego illegittimo della sospensione condizionale della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo (inutilizzabilità degli "screenshot") ritenendo i messaggi WhatsApp forma di corrispondenza protetta dall'art. 15 Cost. e acquisibile solo con le forme previste (sequestro disposto dall"autorità giudiziaria o decreto motivato del Pubblico Ministero e, se necessario, copia forense). Ha dichiarato l'inutilizzabilità delle fotografie dei messaggi acquisite senza provvedimento e senza copia forense. Il secondo e il terzo motivo sono stati rigettati: la Corte ha ritenuto sufficienti gli altri elementi probatori (verbali di arresto, sequestro, riscontri domiciliari) per confermare la responsabilità e per escludere la tenuità del fatto. Il quarto motivo è stato parzialmente accolto: la Corte ha ritenuto corretta la determinazione della pena ma ha annullato la parte della sentenza che ha negato la concessione della sospensione condizionale della pena, poiché su quella decisione la Corte territoriale aveva fatto ricorso anche al contenuto dei messaggi illegittimamente acquisiti. Ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte di appello di Roma per nuovo giudizio su quel punto; il resto della sentenza è stato confermato.
Norme richiamate
art. 15 Cost.
Garantisce la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione; la Corte ha esteso questa tutela ai messaggi elettronici (WhatsApp, SMS, e-mail) considerandoli, salvo perdita di attualità, corrispondenza protetta.
Regola il sequestro della corrispondenza disposto dall"autorità giudiziaria: la Cassazione ha ritenuto che l'acquisizione dei messaggi conservati su dispositivi richiede le forme previste per il sequestro della corrispondenza (provvedimento dell"autorità giudiziaria o decreto del P.M.).
Causa di non punibilità per tenuità del fatto: la Corte territoriale ha ritenuto non applicabile la causa per la quantità e le modalità professionali della condotta; la Cassazione ha confermato tale valutazione nella parte non influenzata dai messaggi.
art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990
Norma incriminatrice riguardante il traffico di stupefacenti; è il titolo di reato contestato al ricorrente e base della valutazione di responsabilità e pena.
art. 438, comma 6-bis cod. proc. pen.
Prevede la sanatoria di alcune nullità in seguito alla scelta del rito abbreviato; la Corte ha chiarito che tale sanatoria non opera per l"acquisizione illegittima di corrispondenza elettronica che costituisca lesione costituzionalmente tutelata (inutilizzabilità patologica).
Sentenza Corte Costituzionale n. 170 del 2023
«lo scambio di messaggi elettronici - e-mail, SMS, WhatsApp e simili - rappresenta, di per sé, una forma di corrispondenza»
Fondamentale per la qualificazione dei messaggi elettronici come corrispondenza protetta dall"art. 15 Cost.; la Cassazione l"ha richiamata come motivo per esigere forme di acquisizione adeguate.
Sez. 2, n. 25549 del 15/05/2024 (Tundo)
Giurisprudenza di legittimità che conferma la nozione di corrispondenza estesa ai messaggi elettronici e l"esigenza di acquisizione secondo le forme previste per la corrispondenza.
Giurisprudenza Corte di Giustizia (causa C-548/21, Bezirkshauptmannschaft Landeck)
Richiama che l'accesso ai dati conservati in un telefono può costituire un"ingerenza grave nei diritti fondamentali e, salvo urgenza, va subordinato a preventiva autorizzazione di giudice o autorità indipendente; supporta la necessità di garanzie e autorizzazioni per l"accesso ai contenuti del telefono.
Massime di principio
- I messaggi elettronici (WhatsApp, SMS, e-mail) devono essere considerati, salvo perdita di attualità, "corrispondenza" protetta dall"art. 15 Cost.; la loro acquisizione necessita delle forme previste per il sequestro della corrispondenza (provvedimento dell"autorità giudiziaria o decreto motivato del P.M.) o, in casi eccezionali, di comprovata urgenza.
- Fotografare o fare screenshot dei messaggi sul dispositivo dell"indagato senza provvedimento che disponga il sequestro e senza procedere a copia forense integra un"acquisizione illegittima e determina l"inutilizzabilità di tali prove se la loro utilizzazione lede la segretezza della corrispondenza.
- L"inutilizzabilità di prove costituzionalmente protette può avere effetti limitati: se la condanna e altre valutazioni (colpevolezza, tenuità del fatto, quantificazione della pena) si fondano su elementi indipendenti dai dati illegittimamente acquisiti, tali parti della decisione possono essere confermate; invece, le decisioni fondate anche su quelle prove devono essere riconsiderate.
- La causa di non punibilità per tenuità (art. 131-bis) richiede valutazione complessiva di quantità, modalità, occasionalità e personalità dell"autore; quantità modesta non determina automaticamente la tenuità se sussistono elementi di professionalità o altri indici di rilevanza.
- Nella determinazione della pena e nella concessione di benefici (es. sospensione condizionale) il giudice deve astenersi dal fondare la propria prognosi su prove acquisite illegittimamente; se tali prove hanno inciso sulla decisione, la Cassazione può annullare limitatamente a quel punto e rinviare.
- Per garantire la utilizzabilità e l"integrità dei contenuti digitali, la polizia giudiziaria dovrebbe chiedere il decreto di sequestro e procedere a copia forense del dispositivo, o in mancanza di urgenti e comprovate esigenze, si rischia l"inutilizzabilità delle acquisizioni.
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