Cassazione Penale, Sentenza n. 39477/2024 del 28/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Milano del 17/11/2023. Quattro censure principali: 1) contestazione della qualificazione di "amministratore di fatto" della cooperativa Icotea (presunta errata applicazione art. 2639 c.c. e travisamento delle prove); 2) contestazione della qualificazione giuridica del rapporto tra Icotea e le società clienti (distacco ai sensi dell'art. 30 d.lgs. 276/2003 vs illecita somministrazione di manodopera) e valorizzazione delle fatture; 3) dedotta carenza di analisi del dolo specifico richiesto per il reato tributario (sostanziale confusione tra elemento soggettivo e oggettivo); 4) censura per il diniego delle circostanze attenuanti generiche e per l'applicazione degli aumenti per continuazione.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto insindacabile il giudizio di merito che aveva qualificato Tempesta quale amministratore di fatto di Icotea sulla base di un insieme di elementi documentali (file informatici, e-mail, contratti rinvenuti su computer e presso soggetti collegati) e testimoniali che dimostravano la mancanza di autonomia della cooperativa e la gestione effettiva da parte dei membri del gruppo (CBS e familiari). La Corte ha confermato la ricostruzione secondo cui Icotea emetteva fatture per operazioni inesistenti a favore di Sipa S.r.l. e Samo Frutta S.r.l. per favorire l'evasione di imposte; ha ritenuto infondate e generiche le doglianze sul distacco/distinzione giuridica e sul dolo specifico; ha inoltre ritenuto legittimo il diniego delle attenuanti generiche per mancanza di elementi positivi specifici e ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 8 d.lgs. n. 74 del 2000
reato tributario contestato (emissione di fatture per operazioni inesistenti)
la Corte ha ritenuto che le fatture per operazioni inesistenti, emesse per favorire l'evasione fiscale, integrino il reato previsto da tale norma
art. 110 cod. pen.
concorso di persone nel reato
utilizzato per inquadrare la responsabilità penale dei partecipi nella vicenda
art. 2639 cod. civ.
definizione di "amministratore di fatto"
la Corte ha ribadito che per riconoscere la qualità di amministratore di fatto non è necessario esercitare tutti i poteri formali, ma è sufficiente una attività gestionale significativa e continuativa, desumibile da elementi documentali e testimonianze
art. 30 d.lgs. n. 276 del 2003
istituto del distacco dei lavoratori
la Corte di merito ha escluso l'applicabilità del distacco perché mancava l'interesse concreto e autonomo del distaccante e la cooperativa era priva di autonomia, risultando una mera interposizione
art. 2359 cod. civ.
definizione di gruppo societario
richiamato per spiegare i casi in cui può sussistere interesse di distacco (imprese in rete o in gruppo) e per evidenziare l'assenza di tale struttura nel caso concreto
art. 62-bis cod. pen. (modifiche per D.L. 23/05/2008 n.92, L. 24/07/2008 n.125)
circostanze attenuanti generiche
la Corte ha ricordato che dopo la riforma non è sufficiente lo stato di incensuratezza; la richiesta di attenuanti deve essere specifica e sostenuta da elementi positivi
art. 616 cod. proc. pen.
onere per dichiarazione di inammissibilità del ricorso
la declaratoria di inammissibilità ha comportato l'imposizione delle spese e il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende, determinata dalla Corte
art. 1, comma 64, legge n. 103 del 2017
aumento della sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità del ricorso
richiamata per giustificare la fissazione della somma da versare alla Cassa delle Ammende oltre il massimo edittale
Massime di principio
- La qualifica di "amministratore di fatto" si prova con un quadro probatorio complessivo: non è necessario esercitare tutti i poteri formali, ma serve una gestione significativa e continuativa desumibile da documenti, comunicazioni e comportamenti concreti.
- La distinzione tra distacco (art. 30 d.lgs. 276/2003) e somministrazione illecita si decide in base all'autonomia e all'interesse concreto del distaccante: la mera messa a disposizione di personale su indicazione del committente e l'assenza di autonomia amministrativa/finanziaria della società interposta orientano verso la configurazione della somministrazione illecita.
- Per il dolo specifico nei reati tributari la Corte valuta anche elementi indiziari sistematici (pattern di evasione pluriennale, società fittizie, flussi documentali incoerenti) oltre alla singola condotta: la semplice contestazione formale non è sufficiente a escludere il dolo.
- Le doglianze generiche in cassazione (rivalutazioni di fatto non puntuali, contestazioni vaghe delle prove testimoniali o documentali) sono, di regola, inammissibili: è necessario indicare con precisione i profili di illegittimità e il travisamento probatorio contestato.
- La richiesta di circostanze attenuanti generiche deve essere specifica e accompagnata da elementi positivi che giustifichino la diminuzione di pena; l'assenza di tali elementi legittima il diniego motivato.
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