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Sentenza

Sentenza del 01/10/2015 n. 19608 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava la sentenza della CTR Lombardia che aveva negato l'efficacia della definizione agevolata prevista dall'art. 9-bis della legge n. 289/2002, ritenendo dovute le sanzioni per omesso o tardivo versamento. La contribuente sosteneva, da un lato, che la CTR non avesse esaminato le eccezioni relative alla carenza di motivazione dell'atto e all'illegittimità delle sanzioni e, dall'altro, che il condono si perfezionasse con il pagamento della prima rata, anche in caso di mancato versamento dell'ultima rata. I motivi erano formulati cumulativamente come violazione di legge e vizio di motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, senza esaminare nel merito la questione relativa al perfezionamento del condono. Ha ritenuto che entrambi i motivi presentassero una promiscua e incompatibile sovrapposizione tra censure di violazione di legge e censure relative al vizio di motivazione, rimettendo indebitamente alla Corte il compito di individuare e ricostruire le singole doglianze. La società ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in 3.700 euro, oltre accessori.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    La disposizione riguarda la definizione agevolata di irregolarità connesse ai versamenti e la disapplicazione delle sanzioni. La sentenza impugnata aveva ritenuto necessario l'integrale e tempestivo pagamento delle rate, ma la Cassazione non ha esaminato nel merito tale interpretazione, dichiarando il ricorso inammissibile.

  • D.Lgs. n. 471 del 1997, art. 13

    Prevede sanzioni per omessi o tardivi versamenti. La contribuente chiedeva la disapplicazione di tali sanzioni in conseguenza della definizione agevolata.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 5

    Le ipotesi di violazione o falsa applicazione di legge e di vizio della motivazione costituiscono censure differenti, che devono essere formulate in modo distinto e coerente.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 4

    È stato richiamato dalla ricorrente in relazione al denunciato omesso esame di domande ed eccezioni, ma la Corte non ha proceduto a valutarne il merito.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione, le censure di violazione o falsa applicazione di legge e quelle relative a vizi della motivazione devono essere separate, specifiche e logicamente coerenti.
  • Non è ammissibile formulare un unico motivo mescolando profili incompatibili, lasciando alla Corte di cassazione il compito di individuare la corretta qualificazione delle doglianze.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile per vizi formali, la Corte può non esaminare la questione sostanziale controversa, anche se astrattamente rilevante.
  • In materia di definizioni agevolate rateizzate, il mancato pagamento di una rata può incidere sul beneficio e sulla disapplicazione delle sanzioni secondo la disciplina applicabile e l'orientamento giurisprudenziale vigente; la posizione va quindi verificata alla luce della specifica norma e delle modalità di perfezionamento previste.
  • La parte soccombente o il cui ricorso è dichiarato inammissibile è normalmente condannata al pagamento delle spese processuali.

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