Cassazione Penale, Sentenza n. 32784/2024 del 21/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di conferma della condanna per concorso nella detenzione di sostanze stupefacenti (art. 110 c.p. e art. 73 d.P.R. 309/1990). Il ricorrente contestava: 1) la valutazione indiziaria e l'applicazione dell'art. 192 c.p.p., sostenendo che la sentenza traesse la prova della consapevolezza del concorso da un unico elemento (l'essersi seduto sul divano) senza valutare compiutamente gli altri elementi emersi; 2) la qualificazione della sua condotta come concorso (e non come semplice favoreggiamento) e la logica motivazione circa l'elemento soggettivo; 3) l'esclusione dell'attenuante della minima partecipazione (art. 114 c.p.), deducendo che il suo ruolo fosse essenzialmente omissivo e marginale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la valutazione degli indizi e la motivazione della Corte d'appello fossero logiche e prive di aporie tali da giustificare un sindacato di merito in sede di legittimità. Ha confermato che il comportamento tenuto durante la perquisizione (in particolare il restare seduto sul divano dove era il panetto di cocaina) era indice rilevante di volontà di agevolazione e partecipazione al reato, che la condotta non poteva essere qualificata come mero favoreggiamento in corso di reato permanente e che non sussisteva l'attenuante di minima partecipazione. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Resta dunque impregiudicata la sentenza di merito che aveva inflitto la pena di 4 anni e 2 mesi di reclusione, multa di Euro 20.000,00 e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Norme richiamate
Norma sul concorso di persone nel reato: applicata per ritenere il ricorrente corresponsabile della detenzione di stupefacenti in atto da parte del padre
art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
Disciplina le condotte di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti; utilizzata per qualificare i reati contestati e per la determinazione dell'entità (dosi ricavabili dalle sostanze sequestrate)
Criteri di valutazione della prova indiziaria (gravità, precisione e concordanza): la Corte ha ritenuto che la valutazione dei giudici di merito rispettasse tali criteri e che la Cassazione non potesse riassumere i fatti
Norme sulle ragioni di ricorso per cassazione: richiamate nelle censure del ricorrente e utilizzate dalla Corte per delimitare il sindacato (esame di correttezza logico-giuridica, non nuovo apprezzamento dei fatti)
Attenuante della minima partecipazione: la Corte ha ricordato che per riconoscerla il contributo del correo deve essere marginale e trascurabile; qui è stata esclusa poiché il contributo del ricorrente è stato ritenuto rilevante
Massime di principio
- La valutazione degli indizi spetta in prima istanza e in appello al giudice del merito; la Cassazione sindaca solo la correttezza logico-giuridica del ragionamento e il rispetto dei criteri dell'art. 192 c.p.p., non riapprezza i fatti.
- La presenza di sostanze stupefacenti in aree comuni dell'abitazione e comportamenti anomali durante la perquisizione (es. restare vicino al luogo di occultamento) possono essere valutati come indizi gravi e concordanti di consapevolezza e concorso.
- In reati permanenti (es. detenzione continuata di stupefacenti) qualsiasi atto che agevoli l'occultamento o la protrazione del reato posto in essere durante la consumazione tende a configurare concorso e non favoreggiamento personale.
- Per ottenere l'attentuante della minima partecipazione (art. 114 c.p.) il difensore deve dimostrare che il contributo del cliente è stato effettivamente marginale e trascurabile nell'economia del reato, non semplicemente meno efficace di quello degli altri corresponsabili.
- Le dichiarazioni di terzi (es. ammissioni del detentore principale o attestazioni di diversa dimora) devono essere valutate nel loro contesto probatorio e possono non essere sufficienti a escludere la responsabilità se esistono indizi concreti contrari.
- In fase di difesa, è strategico produrre elementi concreti che smentiscano il nesso di controllo o di disponibilità (es. prove di non abitualità del luogo, modalitá di accesso, immagini, testimonianze attendibili) per contrastare la valutazione indiziaria.
- Quando il giudice di merito motiva in maniera coerente e completa secondo i parametri di legge, il ricorso per cassazione rischia l'inammissibilità se si limita a chiedere una diversa valutazione del fatto senza dimostrare aporie logiche nella motivazione.
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