Cassazione Penale, Sentenza n. 32765/2024 del 21/08/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza di convalida dell'obbligo di presentazione presso uffici di pubblica sicurezza per cinque anni, a seguito di fatti avvenuti il 2/9/2023 durante la partita Parma-Reggiana (lancio di ordigni esplosivi e sassi contro le Forze dell'Ordine). Il ricorrente ha articolato cinque censure: 1) violazione del termine di quarantotto ore per la presentazione di memorie previsto dall'art. 6 legge n.401/1989 e dall'art.178 cod. proc. pen., con conseguente illegittima convalida avvenuta prima della scadenza del termine e impossibilità di accesso al fascicolo; 2) vizio di motivazione rispetto ai requisiti di gravità e urgenza che giustificano la misura; 3) illegittimità e vizio di motivazione rispetto all'imposizione dell'obbligo di firma in occasione di tutte le partite, comprese quelle amichevoli, per la difficoltà di conoscibilità e la sproporzione; 4) omesso esame della memoria difensiva tempestivamente depositata; 5) irragionevolezza dell'obbligo di doppia firma per partite in trasferta, con onere oggettivamente impossibile da assolvere entro i tempi della partita.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto violato il termine di quarantotto ore tra la notifica del provvedimento del Questore (8/1/2024 ore 18:00) e la convalida effettuata dal G.I.P. (ordinanza depositata il 10/1/2024 ore 12:23), rilevando inoltre che la memoria difensiva era stata depositata nel termine ma non poteva essere esaminata perché la convalida era già stata depositata. Applicando il principio consolidato di giurisprudenza, la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha dichiarato l'inefficacia, limitatamente all'obbligo di presentazione, del provvedimento del Questore del 10/01/2024. L'annullamento per tale violazione ha assorbito le altre censure.
Norme richiamate
legge n. 401 del 1989, art. 6 (comma 1 e 2)
Disciplina l'obbligo di presentazione imposto dal Questore e il termine per la convalida; la Corte richiama la necessità di rispettare il termine delle quarantotto ore per consentire l'esercizio del diritto di difesa e la possibilità di impugnare la misura
codice di procedura penale, art. 178
Principio delle garanzie difensive: il mancato rispetto del termine per le difese integra un errore in procedendo che colpisce l'atto con radicalità, giustificando l'annullamento senza rinvio
codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)
Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione relativi al vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto assorbite tali censure una volta accertata la violazione del termine a difesa
Massime di principio
- Il termine di quarantotto ore tra la notifica del provvedimento del Questore e la convalida da parte del G.I.P. è rigoroso: la convalida antecedente alla scadenza comporta, di regola, annullamento senza rinvio per violazione delle garanzie difensive
- Eccezioni all'annullamento: la misura può essere convalidata prima della scadenza solo se il destinatario ha depositato memorie prima della convalida e il giudice le ha effettivamente esaminate e confutate nel merito, oppure se chi ricorre non dimostra un concreto pregiudizio derivante dalla violazione del termine
- Il giudice della convalida deve prendere in considerazione e motivare in termini specifici i requisiti di gravità e urgenza che giustificano la misura; l'assenza o genericità della motivazione è vizio rilevante
- L'obbligo di firma deve essere proporzionato e concretamente esigibile: imporre firme per tutte le partite, incluse amichevoli non sempre pubblicizzate, o doppie firme per trasferte lontane può risultare sproporzionato e irragionevole
- La tempestiva presentazione di memorie difensive e l'accesso al fascicolo sono essenziali per l'esercizio del diritto di difesa; il mancato esame di memorie depositate nei termini costituisce motivo decisivo di annullamento
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