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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9936/2024 del 08/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma delle condanne per trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis c.p.): Lo Nigro contestava la sussistenza del dolo specifico finalizzato all'elusione delle misure di prevenzione patrimoniali e la motivazione della Corte d'appello (anche in relazione alla valutazione dei precedenti, dei rapporti di parentela e dell'utilizzo di un cospicuo risarcimento), nonché l'applicazione della recidiva e il diniego delle attenuanti generiche. D'Anna deduceva, tra l'altro, che il reato contestato a lei (in qualità di interposta) richiedeva un concorso necessario o, comunque, prova della condivisione o consapevolezza del fine dell'interponente, e censurava la motivazione circa la prova del suo dolo e il diniego delle attenuanti.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto non manifestamente infondati i motivi principali relativi al dolo specifico (per Lo Nigro) e alla consapevolezza/condivisione del fine (per D'Anna), ammettendo i ricorsi. Non potendo emettere sentenza assolutoria per mancanza delle condizioni previste dall'art. 129 c.p.p., il Collegio ha rilevato d'ufficio e dichiarato la prescrizione dei reati attribuiti a Lo Nigro (capi A e B) e a D'Anna (capo B), stabilendo che la prescrizione è maturata il 28/06/2023; conseguentemente è stata pronunciata l'estinzione del reato per prescrizione ai sensi dell'art. 620 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 512-bis cod. pen.

    Delitto di trasferimento fraudolento di valori finalizzato ad eludere misure di prevenzione patrimoniali; richiede dolo specifico; considerato reato istantaneo ai fini della prescrizione nonostante effetti permanenti

  • art. 110 cod. pen.

    Disciplina il concorso di persone nel reato; rilevante per stabilire ruoli di interponente e interposto

  • art. 42 cod. pen.

    Norme sulla punibilità e responsabilità personale, richiamata nella valutazione del dolo e della partecipazione

  • art. 43 cod. pen.

    Regola il concorso di persone nel reato; utile per valutare il ruolo dell'interposto rispetto all'interponente

  • art. 62-bis cod. pen.

    Circostanze attenuanti generiche; la loro applicazione o negazione deve essere adeguatamente motivata dal giudice

  • art. 99 cod. pen.

    Recidiva comune; rilevanza nella determinazione del trattamento sanzionatorio e richiede motivazione specifica

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Stabilisce i casi in cui il giudice d'appello non può pronunciare sentenza di proscioglimento e la conseguenza procedurale se mancano le condizioni per l'assoluzione

  • art. 620 cod. proc. pen.

    art. 620, comma 1, lett. a) c.p.p.

    Norma che consente alla Cassazione di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione e adottare la relativa pronuncia

  • art. 606 cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p.

    Criteri di ammissibilità dei motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione/manifestamente illogico)

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Regole sulla motivazione della sentenza; richiamata nei motivi di vizio di motivazione

  • art. 546 cod. proc. pen.

    art. 546, comma 1, lett. e) c.p.p.

    Rinvio normativa in relazione agli atti di impugnazione (richiamata nei motivi)

  • art. 24 d.lgs. 159/2011

    art. 24 Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159

    Disposizione sul sequestro/confisca dei beni di valore sproporzionato rispetto al reddito del proposto; rilevante nel valutare l'idoneità di patrimoni legittimi a escludere il pericolo di elusione

  • art. 4 d.lgs. 154/2011

    art. 4 Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 154

    Elenca soggetti destinatari di misure di prevenzione patrimoniali; citata nella valutazione del rischio di applicazione di misure ablatorie

Massime di principio

  • Per il reato di cui all'art. 512-bis, è essenziale provare il dolo specifico: non basta l'intestazione fittizia in sé se non risulta la consapevolezza o la condivisione del fine di eludere misure di prevenzione.
  • Nel caso dell'interposto (colui cui è intestato formalmente un bene/impresa), la responsabilità richiede prova che abbia condiviso il fine dell'interponente o ne fosse consapevole; la mera 'prestanome' occasionale senza consapevolezza non è automaticamente punibile.
  • La valutazione dei precedenti penali richiede attenzione alla correlazione temporale: precedenti molto remoti possono indebolire la presunzione di pericolosità attuale e la tesi del dolo specifico, ma non escludono automaticamente responsabilità se sussistono altri elementi probatori.
  • La disponibilità di fondi legittimi (es. risarcimenti) può contrastare l'ipotesi di trasferimento fraudolento, ma occorre prova dell'effettivo utilizzo di tali fondi per le acquisizioni contestate; la coincidenza temporale non è sufficiente di per sé.
  • I rapporti di parentela o di affinità con soggetti pregiudicati possono essere considerati nel quadro indiziario, ma devono essere valutati nella concretezza (convivenza, coinvolgimento diretto): non possono sostituire la prova del dolo.
  • Se in Cassazione emergono questioni non manifestamente infondate che impediscono una pronuncia di merito, il giudice può rilevare d'ufficio la prescrizione e pronunciare l'estinzione del reato quando i termini sono maturati.
  • Nella fase di determinazione della pena, l'applicazione della recidiva e il diniego delle attenuanti richiedono motivazione puntuale: elementi come stato di invalidità o esiguità del volume d'affari devono essere considerati e valutati dal giudice.

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