Cassazione Penale, Sentenza n. 9907/2024 del 08/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava l'ordinanza del 28/07/2023 con riferimento alla violazione del principio di proporzionalità ex art. 8 CEDU: si contestava il rigetto della richiesta di revoca dell'ingiunzione di demolizione di opere edilizie già dichiarate abusive con sentenza irrevocabile. Si deduceva che la demolizione dell'immobile fosse sproporzionata rispetto alla situazione familiare e sanitaria (in particolare le condizioni di salute dell'altro istante, Camillo Arpaia, poi deceduto) e che il giudice avesse errato nel ritenere non provata la circostanza - dedotta dalla difesa - che la Gargiulo dimorasse abitualmente nell'immobile, violando la regola "in dubbio pro reo" e addossando indebitamente all'ingiunta l'onere probatorio.
La decisione
La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso infondato e ne ha disposto il rigetto. Ha confermato che il principio di proporzionalità rileva solo quando è in gioco il diritto al rispetto della vita privata, familiare e del domicilio (art. 8 CEDU) e che il giudice di merito aveva correttamente valutato gli elementi di fatto: assenza della prova dell'abitualità della dimora della ricorrente, consapevolezza degli illeciti edilizi, rigetto dell'istanza di condono e plurime violazioni (sopraelevazione di due unità, violazioni dei sigilli), nonché il tempo (circa quattro anni) effettivamente a disposizione per reperire una soluzione abitativa alternativa. La Corte ha ritenuto la motivazione del giudice di merito coerente e non manifestamente illogica e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 8 CEDU
Il principio di proporzionalità previsto dall'art. 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare e del domicilio) è applicabile, nella materia delle demolizioni edilizie, solo quando l'immobile è destinato ad abituale abitazione della persona. Esso impone un bilanciamento caso per caso e comprende profili procedurali e sostanziali (esame attento da parte del giudice, valutazione della consapevolezza dell'illegalità, tempi tra sentenza definitiva e esecuzione, condizioni personali come età/salute/povertà).
art. 1 Protocollo 1 CEDU
Richiamato in senso negativo: la giurisprudenza della Corte EDU distingue la tutela riconosciuta dall'art. 1 Prot. 1 (proprietà) dall'art. 8; la valutazione di proporzionalità in tema di demolizioni attiene primariamente all'art. 8 quando è in gioco il domicilio, non all'art. 1 Prot. 1 se è invocato solo il diritto di proprietà.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Norma processuale che limita l'enunciazione del motivo di ricorso nella motivazione della Corte; la ricorrente ha esposto il motivo nei limiti strettamente necessari a norma di questa disposizione.
Massime di principio
- Il principio di proporzionalità ex art. 8 CEDU va applicato alle demolizioni edilizie solo se l'immobile è l'abituale dimora di una persona; se l'opposizione è fondata soltanto sul diritto di proprietà, il principio non entra in gioco nello stesso modo.
- Il giudice deve effettuare un bilanciamento caso per caso tra l'interesse pubblico alla rimozione dell'abuso e gli interessi individuali; tale bilanciamento richiede motivazione puntuale, ma le valutazioni di fatto (es. abitualità della dimora, disponibilità di soluzioni alternative) sono in gran parte riservate al giudice di merito e sindacabili in Cassazione solo nei limiti della legittimità.
- Fattori rilevanti nella valutazione di proporzionalità: consapevolezza dell'illegalità al momento della costruzione, tempi intercorso tra sentenza definitiva e esecuzione (periodi significativi per tentare la regolarizzazione o reperire altra abitazione), esito negativo di richieste amministrative di condono, e condizioni personali (età, salute, povertà) che possono attenuare ma non necessariamente eliminare l'obbligo demolitorio.
- La mera allegazione senza prove dell'abitualità della dimora o dell'impossibilità di trovare altra sistemazione non è sufficiente; l'onere di fornire elementi probatori concreti grava su chi invoca la tutela ex art. 8.
- Il ritardo nell'attuazione dell'ordine di demolizione (se rilevante) può rafforzare la richiesta di proporzionalità a favore del proprietario/occupante, ma non è automaticamente determinante: va valutato congiuntamente agli altri elementi (consapevolezza dell'illegittimità, tentativi di regolarizzazione, disponibilità economica).
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