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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9906/2024 del 08/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha annullato senza rinvio la parte della sentenza che aveva disposto la sospensione della patente e l'ha sostituita con la revoca della patente di guida, applicando direttamente la misura revocatoria ai sensi dell'art.620, lett. 1), cod.proc.pen. Le restanti statuizioni penali della sentenza (pena detentiva di 12 mesi e ammenda sostituita con pena pecuniaria di €5.800,00) sono rimaste ferme.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato per violazione di legge la sentenza del Tribunale di Pescara che, pur avendo accertato un tasso alcolemico pari a 2,10 g/l (superiore a 1,5 g/l) e l'avvenuto coinvolgimento dell'imputato in un incidente stradale, aveva applicato la sanzione accessoria della sospensione della patente anziché la revoca prevista dall'art.186, comma 2, del Codice della Strada (d.lgs. 285/1992). Il motivo di cassazione è stato proposto ai sensi dell'art.606, comma 1, lett. b), cod.proc.pen., per erronea applicazione della sanzione amministrativa accessoria.

Norme richiamate

  • art.186 C.d.s. (d.lgs. 30 aprile 1992, n.285), commi 2, 2bis e 2sexies

    «Qualora per il conducente che provochi un incidente stradale sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (gl), fatto salvo quanto previsto dal quinto e sesto periodo detta lettera c) del comma 2 del presente articolo, la patente di guida è sempre revocata ai sensi del capo II, sezione II, del titolo V».

    La Corte ha ritenuto che, avendo l'imputato un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l e avendo provocato un incidente, si applica obbligatoriamente la revoca della patente; la sospensione è incompatibile con la fattispecie concreta.

  • art.606, comma 1, lett. b), cod.proc.pen.

    Consente al Procuratore Generale di proporre ricorso per cassazione per violazione di legge; qui è stato utilizzato per censurare l'errata applicazione della sanzione accessoria.

  • art.620, lett. 1), cod.proc.pen.

    Attribuisce alla Corte di Cassazione la facoltà, quando annulla in parte una sentenza, di disporre direttamente la statuizione corretta senza rinvio; la Corte ha quindi sostituito la sospensione con la revoca direttamente in sede di cassazione.

Massime di principio

  • Se il conducente che provoca un incidente ha un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, la revoca della patente è obbligatoria e la sanzione accessoria non può essere sostituita dalla sola sospensione.
  • Il Procuratore Generale può impugnare in Cassazione errori di diritto relativi all'applicazione di sanzioni amministrative accessorie ai sensi dell'art.606, comma 1, lett. b), cod.proc.pen.
  • La Corte di Cassazione, con riferimento all'art.620, lett.1), cod.proc.pen., può annullare senza rinvio e applicare direttamente la statuizione correttiva (ad es. revoca della patente) quando l'errore è relativo a una specifica statuizione accessoria.
  • In casi con valore alcolemico elevato e aggravanti quali l'aver provocato un incidente, le possibili difese possono mirare a contestare l'accertamento tecnico (es. modalità o attendibilità del prelievo), ma non possono eludere la previsione normativa della revoca se i fatti e gli accertamenti rimangono confermati.
  • Le conseguenze amministrative (revoca della patente) possono essere pronunciate anche indipendentemente dall'eventuale conversione o sostituzione della pena penale pecuniaria; è importante per la difesa distinguere tra profili penali e profili amministrativi della sanzione.

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