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Sentenza

Sentenza n. 4561/2026 - Napoli, Sezione 2

per l’annullamento (ric. e mm.aa.) - dell'ordinanza di acquisizione reg. part. n. ACQ/12/2023 del 14.4.2023, notificata in data 25.5.2023, con la quale si ordina a) l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere site in Giugliano in Campania alla via Masseria Vecchia, loc. Zaccaria, distinto in NCEU al foglio 76 particella 415 (ex 28); b) lo sgombero dell'immobile sito in Giugliano in Campania alla via Masseria Vecchia, loc. Zaccaria, distinto in NCEU al foglio 76 particella 415 (ex 28) ad HORAS e comunque entro e non oltre il termine del 17.05.23. - dell’accertamento n. 3/2023 di irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria, ai sensi dell'art. 31 comma 4 bis, notificata in data 23.05.2023 con il quale si ordina e ingiunge il pagamento della somma di euro 20.000,00.

Giustizia amministrativa202302685

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di acquisizione gratuita al patrimonio comunale e di sgombero dell'immobile, nonché provvedimento di irrogazione della sanzione pecuniaria di 20.000 euro per inottemperanza all'ordine di demolizione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato gli atti adottati dal Comune in conseguenza dell'inottemperanza a un ordine di demolizione del 2003. Dopo tale ordine, erano state presentate sedici istanze di condono edilizio, successivamente respinte dal Comune; il diniego era stato impugnato e il relativo ricorso era stato respinto dal TAR, con appello poi respinto dal Consiglio di Stato. Con il primo motivo la ricorrente ha dedotto la nullità, o comunque l'illegittimità, degli atti gravati per violazione del giudicato e per violazione di legge, difetto di istruttoria e di motivazione, sostenendo che, dopo la presentazione delle istanze di condono e il loro rigetto, il Comune non potesse utilizzare l'ordine di demolizione del 2003, ma dovesse adottare una nuova ingiunzione demolitoria con nuovi termini per adempiere. Con il secondo motivo ha dedotto l'illegittimità derivata degli atti impugnati per asserita illegittimità del diniego delle istanze di condono, richiamando la normativa sui condoni edilizi e vari profili di eccesso di potere; tale diniego era tuttavia già stato ritenuto legittimo in un precedente giudizio, definito anche in appello. Con il terzo motivo ha contestato l'idoneità del solo verbale di accertamento dell'inottemperanza a fondare l'acquisizione e la sanzione, la natura meramente endoprocedimentale del verbale, la violazione delle garanzie partecipative e l'omessa possibilità di dimostrare l'estraneità ai fatti o contestare l'importo della sanzione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per quanto di ragione e ha annullato sia l'ordinanza di acquisizione e sgombero sia il provvedimento di irrogazione della sanzione pecuniaria. Ha ritenuto fondato il primo motivo: la presentazione delle domande di condono edilizio successive all'ordine di demolizione aveva reso inefficace l'ordinanza del 2003. Dopo il rigetto delle domande di condono, il Comune avrebbe dovuto adottare una nuova ordinanza di demolizione, fissando nuovi termini per l'adempimento; non poteva invece fondare direttamente l'acquisizione e la sanzione sull'inottemperanza al precedente ordine, ormai privo di effetti. Il secondo motivo è stato respinto, poiché la legittimità del diniego delle istanze di condono era ormai coperta dal precedente giudicato, confermato dal Consiglio di Stato. Il terzo motivo è stato assorbito, non potendo attribuire alla ricorrente una tutela più ampia. Le spese sono state compensate per la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La disciplina dell'acquisizione gratuita al patrimonio comunale e della sanzione per inottemperanza presuppone un valido ed efficace ordine di demolizione e la relativa mancata esecuzione.

  • art. 31, comma 4-bis, d.P.R. 380/2001

    La sanzione pecuniaria per inottemperanza all'ordine di demolizione non può essere irrogata sulla base di un ordine divenuto inefficace a seguito della presentazione di una domanda di condono edilizio.

  • art. 32 d.l. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla l. 24 novembre 2003, n. 326

    La presentazione di un'istanza di condono edilizio rende inefficaci gli atti repressivi precedentemente adottati; in caso di successivo diniego, l'amministrazione deve adottare una nuova ordinanza di demolizione.

  • art. 21-septies l. 241/1990

    La ricorrente ha invocato la nullità per violazione del giudicato, ma la decisione ha fondato l'annullamento degli atti sull'inefficacia del precedente ordine di demolizione e sulla conseguente necessità di una nuova ingiunzione.

Massime di principio

  • La presentazione di una domanda di condono edilizio successiva a un'ordinanza di demolizione rende inefficaci l'ordinanza e gli eventuali atti repressivi consequenziali, con conseguente venir meno dell'interesse a contestarli nel giudizio eventualmente pendente.
  • Quando la domanda di condono edilizio viene successivamente respinta, l'amministrazione deve adottare una nuova ordinanza di demolizione, fissando nuovi termini per l'adempimento; non può utilizzare il precedente ordine demolitorio ormai privo di effetti.
  • L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale e la sanzione pecuniaria per inottemperanza presuppongono l'inottemperanza a un ordine di demolizione valido ed efficace: tali misure sono illegittime se fondate su un ordine divenuto inefficace per effetto della presentazione di una domanda di condono.
  • Il rigetto definitivo delle istanze di condono, già accertato con sentenza passata in giudicato, impedisce di rimetterne in discussione la legittimità mediante la deduzione di illegittimità derivata contro i successivi atti repressivi.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potereDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneNullità del provvedimento

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