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Sentenza

Sentenza n. 348/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'annullamento - della nota prot. 0052594/2026 del 26 marzo 2026; - della nota prot. 0059805/2026 del 9 aprile 2026; - della nota prot. 0055799/2026 del 1° aprile 2026; - della nota prot. 0054084/2026 del 30 marzo 2026 con le quali il Comune di Udine ha rigettato altrettante istanze di accesso ai documenti inerenti alla motivazione dell’atto risolutivo del rapporto di lavoro inter partes.

Giustizia amministrativa202600187

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia - Trieste, Sez. ISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: quattro dinieghi di accesso documentale relativi ai presupposti e al contesto del recesso dal rapporto di lavoro per mancato superamento del periodo di prova

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dirigente comunale)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato quattro note con cui il Comune di Udine aveva respinto altrettante istanze di accesso documentale: la comunicazione del Prefetto al Sindaco relativa a dichiarazioni rese dal ricorrente sulla disponibilità di dispositivi metal detector; gli obiettivi dirigenziali assegnati durante il rapporto; la dotazione organica del Corpo di Polizia Locale e i provvedimenti di assegnazione di operatori alla Procura della Repubblica; i fogli di missione e i titoli autorizzativi relativi alla partecipazione del precedente Comandante a forum della Polizia Locale. Le istanze erano finalizzate alla difesa contro il recesso comunicato per mancato superamento del periodo di prova. Il Comune aveva negato l'accesso ritenendo assente un interesse diretto, concreto e attuale, nonché un nesso di strumentalità tra i documenti e gli addebiti formalizzati nella relazione posta a fondamento del recesso; aveva inoltre ritenuto emulativa la pluralità delle richieste. Il ricorrente ha dedotto violazione dell'art. 24 Cost., degli artt. 22 e 24 l. 241/1990 e dell'art. 9 d.P.R. 184/2006, oltre a eccesso di potere per vizio procedimentale e illogicità.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che l'accesso difensivo richieda un nesso di strumentalità necessaria tra i documenti e la cura o difesa di una situazione giuridica, ma non consenta all'amministrazione o al giudice dell'accesso di anticipare la valutazione sull'ammissibilità, rilevanza o decisività delle prove nel futuro giudizio di lavoro, salvo l'assoluta mancanza di collegamento o l'uso pretestuoso dell'accesso. Le istanze indicavano espressamente la finalità di difendersi dal recesso e collegavano puntualmente ciascun documento a uno specifico addebito. Non era necessario indicare previamente quale specifica domanda sarebbe stata proposta davanti al giudice del lavoro, né dimostrare che il documento fosse già richiamato nella relazione di recesso. La comunicazione prefettizia era collegata all'episodio delle dichiarazioni contestate; gli obiettivi costituivano il parametro per valutare le capacità professionali nel periodo di prova; la dotazione organica e le assegnazioni alla Procura contribuivano alla ricostruzione del contesto delle dichiarazioni sull'organico; i documenti relativi al precedente Comandante erano utili al raffronto volto a verificare un eventuale trattamento discriminatorio o non uniforme. La pluralità delle istanze non era emulativa né esplorativa, poiché ogni richiesta riguardava documenti specificamente individuati e riferiti a singoli addebiti. Il TAR ha annullato i quattro dinieghi, dichiarato il diritto all'ostensione e ordinato al Comune di esibire la documentazione entro venti giorni. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in 2.000 euro oltre accessori e rimborso del contributo unificato; spese compensate nei confronti del Ministero dell'Interno e del controinteressato.

Norme richiamate

  • art. 24, comma 7, l. 241/1990

    L’accesso documentale difensivo ... conosce l’unico limite della strumentalità dell’istanza per la cura e la difesa in giudizio degli interessi giuridicamente rilevanti di colui il quale ha richiesto l’ostensione.

    L'accesso difensivo è legittimo quando la documentazione presenta un nesso di strumentalità necessaria con la cura o difesa di una situazione giuridica; non occorre dimostrare anticipatamente l'ammissibilità o la decisività del documento nel futuro giudizio.

  • artt. 22 e 24 l. 241/1990

    Le disposizioni fondano il diritto di accesso documentale e richiedono un interesse diretto, concreto e attuale, soddisfatto quando il richiedente collega puntualmente i documenti alla propria esigenza difensiva.

  • art. 116 c.p.a.

    Nel giudizio sull'accesso il giudice verifica la sussistenza del nesso tra documentazione richiesta ed esigenza difensiva, senza sostituirsi al giudice competente per il merito della controversia principale, salvo l'assoluta mancanza di collegamento o l'abuso dell'accesso.

  • art. 9 d.P.R. 184/2006

    La disciplina procedimentale dell'accesso non consente di respingere l'istanza quando essa individua i documenti e motiva concretamente il collegamento con la difesa del richiedente.

  • art. 24 Cost.

    Il diritto di difesa sostiene l'interpretazione dell'accesso difensivo funzionale alla preparazione della controversia sul recesso dal rapporto di lavoro.

Massime di principio

  • Nell'accesso difensivo, il richiedente deve allegare e motivare un nesso di strumentalità necessaria tra i documenti richiesti e la cura o difesa di una situazione giuridicamente rilevante; non è invece tenuto a indicare in via definitiva la specifica domanda da proporre né a dimostrare anticipatamente l'ammissibilità, l'influenza o la decisività della documentazione nel giudizio principale.
  • L'amministrazione e il giudice dell'accesso non possono anticipare la valutazione propria del giudice del merito sulla rilevanza probatoria dei documenti richiesti. Il diniego è legittimo soltanto in presenza di una evidente e assoluta mancanza di collegamento con l'esigenza difensiva, ovvero di un esercizio pretestuoso o temerario dell'accesso.
  • Il documento può essere strumentale alla difesa anche se non è stato espressamente richiamato nell'atto amministrativo contestato, quando riguarda il medesimo episodio o contribuisce a ricostruire il contesto fattuale e istituzionale rilevante per la controversia.
  • Gli obiettivi assegnati a un dirigente possono costituire documentazione difensivamente rilevante rispetto al recesso per mancato superamento del periodo di prova, poiché rappresentano il parametro per verificare la fondatezza della valutazione sulle capacità professionali.
  • Il raffronto con la posizione di un precedente dipendente o dirigente può integrare un interesse difensivo concreto quando la documentazione richiesta è finalizzata a verificare un trattamento discriminatorio o non uniforme da parte dell'amministrazione.
  • La pluralità di istanze di accesso non è di per sé emulativa o esplorativa quando ciascuna richiesta individua specifici documenti e li collega a distinti addebiti o profili della vicenda controversa.

Come è indicizzato

MaterieAccesso difensivoDecisione e riti speciali
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivoTutela del terzo

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