Cassazione Penale, Sentenza n. 5435/2022 del 16/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte militare d'appello denunciando difetto di giurisdizione della giustizia militare, sostenendo che il reato militare di ritenzione di 3 cartucce cal. 9 parabellum (art. 166 cod. pen. militare) sia connesso col reato comune più grave contestato innanzi all'autorità ordinaria (art. 2 legge 2/10/1967 n. 895, detenzione di munizioni da guerra) e che, ai sensi dell'art. 13, comma 2, c.p.p., la competenza spetti quindi al giudice ordinario.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha rilevato che, pur sussistendo in astratto una connessione tra i fatti ai sensi dell'art. 12 c.p.p. (concorso formale di reati commessi con una sola azione), nella realtà processuale la qualificazione data dal Pubblico Ministero nel procedimento ordinario risultava macroscopicamente errata: le cartucce 9x19 sono munizioni di arma comune da sparo la cui detenzione integra la contravvenzione ex art. 697 c.p., meno grave del reato militare. Di conseguenza non ricorre la condizione prevista dall'art. 13, comma 2, c.p.p. per lo spostamento di giurisdizione verso l'Autorità ordinaria. Pertanto la giurisdizione resta alla magistratura militare. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 13, comma 2, codice di procedura penale
La norma dispone lo spostamento di giurisdizione al giudice ordinario quando il reato comune, connesso a quello militare, risulti più grave; va valutata sulla base della qualificazione formulata dal pubblico ministero, salvo errori macroscopici evidenti.
art. 12, comma 1, lettera b), codice di procedura penale
Individua i casi di connessione tra reati commessi con una sola azione (concorso formale) che può far operare regole speciali di competenza fra giurisdizioni.
art. 16, comma 3, codice di procedura penale
Fornisce i criteri per determinare quale reato sia più grave ai fini della determinazione della competenza in caso di connessione.
art. 166 cod. pen. militare di pace
Norma che sanziona la ritenzione di oggetti di armamento militare; costituisce il reato militare contestato nel procedimento oggetto del ricorso.
art. 2, legge 2 ottobre 1967, n. 895
Norma che punisce la detenzione di munizioni da guerra; era la qualificazione contestata nel procedimento ordinario rispetto alle medesime cartucce.
Contravvenzione che punisce la detenzione di munizioni di arma comune da sparo; la Corte ha ritenuto che le cartucce cal. 9x19 debbano essere inquadrate in questo articolo, il che rende il reato comune meno grave rispetto al reato militare.
art. 23, comma 8, d.l. 28.10.2020, n. 137, convertito con L. 18.12.2020, n. 17
Norma richiamata in riferimento alla ammissione di conclusioni scritte del Pubblico Ministero; rilevanza procedurale nelle conclusioni di udienza.
Massime di principio
- La verifica della competenza per connessione fra reati comuni e reati militari richiede prima di tutto la corretta qualificazione giuridica del fatto nel procedimento ordinario: se la qualificazione ordinaria è evidentemente errata e la corretta qualificazione rende il reato comune meno grave, non opera lo spostamento di giurisdizione previsto dall'art. 13, comma 2, c.p.p.
- Il giudice di legittimità può correggere errori macroscopici e immediatamente percepibili nella qualificazione giuridica delle imputazioni quando ciò sia necessario per determinare la giurisdizione, senza entrare in valutazioni prognostiche sul merito.
- La presenza di un concorso formale tra reato militare e reato comune (commessi con una sola azione a tutela di beni giuridici diversi) configura connessione ai sensi dell'art. 12 c.p.p., ma lo spostamento di giurisdizione dipende dalla comparazione di gravità prevista dall'art. 16, comma 3, e dall'art. 13, comma 2, c.p.p.
- Se la fattispecie contestata davanti all'autorità ordinaria si configura, per la corretta interpretazione, come contravvenzione (es. art. 697 c.p.), essa è di minore gravità e non determina il trasferimento della competenza all'Autorità ordinaria.
- In casi simili è essenziale che la difesa sollevi tempestivamente eventuali eccezioni di giurisdizione; tuttavia la Corte di legittimità può comunque intervenire per ricostruire la corretta qualificazione giuridica quando l'errore sia palese.
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