Cassazione Penale, Sentenza n. 5408/2022 del 16/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la decisione di merito con due motivi: (1) nel solo interesse di Caterina Zappacenere si deduce che la sua responsabilita non sarebbe dimostrata e che si sarebbe trattato di mera connivenza non punibile, non essendovi prova che ella avesse ceduto droga o dato un contributo consapevole e apprezzabile alla condotta criminosa; la prova a carico sarebbe limitata ad alcune dichiarazioni di testimoni che l'hanno vista accompagnare il fidanzato. (2) in interesse di tutti i ricorrenti si censura la violazione dell'art. 133 cod. pen. per carenza di motivazione sul quantum della pena, ritenuto eccessivo e non giustificato, con richiamo al principio che piu la pena si discosta dal minimo edittale e piu l'onere motivazionale deve essere approfondito.
La decisione
La Corte di legittimita ha accolto parzialmente il ricorso solo nella parte relativa a Caterina Zappacenere, ritenendo che la Corte territoriale non abbia adeguatamente affrontato e motivato la questione posta dalla difesa circa l'alternativita tra mera connivenza e concorso: il rinvio al giudice del rinvio e' disposto affinche sia verificata, sulla base delle risultanze istruttorie, la concreta sussistenza di condotte agevolative poste in essere dalla donna, anche con riferimento al presunto 'maggior senso di sicurezza' fornito al fidanzato. Per il resto il ricorso e' respinto: le censure sul quantum della pena, relative a Tijani Mohamed Saif e a Dogaru Mariana Georgiana, sono state ritenute infondate; la Corte ha confermato la valutazione di ruolo organizzativo e principale di Tijani e la motivazione del giudice di prime cure ritenuta sufficiente, nonostante le doglianze generiche.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 73, comma 5
presente nel testo come criterio di imputazione per le violazioni contestate
articolo impiegato per inquadrare le condotte di detenzione e spaccio contestate; la Corte richiama la distinzione tra responsabilita per i reati di stupefacenti e meri comportamenti connessi
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 7
richiamato in relazione all'attenuante riconosciuta a Tijani
la norma e' stata interpretata come fonte dell'attenuante applicata in sede di merito nei confronti di Tijani e valutata nella comparazione delle circostanze
richiamato nel motivo relativo al vizio di motivazione sul quantum
l'art. 133 e' evocato per sottolineare l'obbligo di motivazione della pena; la Corte ha ritenuto che, per Tijani e Dogaru, la motivazione era sufficiente dato il ruolo e le risultanze probatorie
Giurisprudenza di legittimita (Sez. 4 n. 34754 del 20/11/2020 Abbate; Sez.1 n. 15023 del 14/02/2006 Piras; Sez.5 n. 2805 del 22/03/2013 Grosu)
citazioni di massime giurisprudenziali contenute nella decisione
richiamati i principi che distinguono la connivenza non punibile dal concorso nel delitto: la connivenza e' comportamento meramente passivo; il concorso richiede un contributo consapevole anche indiretto che agevoli o dia sicurezza al soggetto agente
Massime di principio
- La mera presenza o l'accompagnamento occasionale non sono automaticamente prova di concorso: occorre valutare se il comportamento abbia concretamente agevolato la condotta criminosa, anche fornendo un maggiore senso di sicurezza o stimolo all'azione illecita
- Quando la difesa solleva in appello un punto decisivo (es. distinzione tra connivenza e concorso), la Corte d'appello deve affrontarlo espressamente e motivare, non limitandosi a richiamare la sentenza di primo grado
- In caso di motivazione insufficiente su punti essenziali della responsabilita (evidenze non discusse o esaminate in modo generico), la Cassazione puo disporre il rinvio per un nuovo esame puntuale delle emergenze istruttorie
- Sulle determinazioni del quantum, l'obbligo motivazionale dell'art. 133 cod. pen. aumenta nella misura in cui la pena si discosta dal minimo edittale; pero' motivazioni che ricostruiscono un ruolo organizzativo o comportamenti specifici possono giustificare pene piu severe
- Per provare il concorso in reati di stupefacenti e' utile documentare elementi quali frequenza degli accompagnamenti, partecipazione alle comunicazioni/organizzazione, atti di consegna o di gestione, nonche' dichiarazioni concordanti di piu' testimoni
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