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Cassazione Penale, Ordinanza n. 40598/2025 del 17/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda quattro imputati che hanno proposto ricorso per cassazione avverso una sentenza della Corte d'appello di Roma che li aveva condannati, in particolare per reati in materia di stupefacenti e, per uno di essi, anche per estorsione aggravata. In fatto, la sentenza impugnata aveva ritenuto provata, tramite plurime intercettazioni telefoniche e altri riscontri, la responsabilità penale degli imputati per la detenzione/cessione di sostanze stupefacenti; per uno dei ricorrenti era inoltre contestata e confermata una condotta estorsiva aggravata, realizzata con minacce e violenze per costringere la persona offesa al pagamento di debiti di droga e di gioco, ritenuti non azionabili giudizialmente. I motivi di ricorso erano i seguenti: per uno dei ricorrenti si denunciava l’assenza di prova certa della responsabilità e la mancata applicazione dell’ipotesi di lieve entità in materia di stupefacenti; per un altro si contestava l’attendibilità della persona offesa, l’insufficienza della prova sull’elemento oggettivo e soggettivo dell’estorsione aggravata e l’eccessività della pena; per un terzo si deduceva l’insussistenza della minaccia, del dolo estorsivo, dell’aggravante dell’uso delle armi e si invocava la riqualificazione del fatto ai sensi dell’art. 393 c.p., oltre al riconoscimento dell’attenuante del risarcimento del danno; per l’ultimo si censurava il vizio di motivazione sull’affermazione di responsabilità in materia di stupefacenti, la mancata riqualificazione in ipotesi lieve, l’esclusione della recidiva specifica e il diniego di prevalenza delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi relativi alla responsabilità penale, osservando che la Corte territoriale aveva motivato in modo logico, coerente e puntuale valorizzando il contenuto delle intercettazioni e, per l’estorsione, le dichiarazioni della persona offesa e della madre, ritenute credibili e riscontrate esternamente. Ha inoltre condiviso il giudizio di non configurabilità della lieve entità in materia di stupefacenti, perché natura, quantità della sostanza e organizzazione di mezzi e persone escludevano l’art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990. Sono stati ritenuti infondati anche i motivi sul trattamento sanzionatorio, sulla recidiva e sul bilanciamento delle circostanze attenuanti, nonché quello relativo all’attenuante del risarcimento del danno, per mancanza di accertamento dell’integrale ristoro. Conseguentemente, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. 309/1990

    La Corte ritiene integrata la responsabilità per il reato in materia di stupefacenti sulla base delle intercettazioni e dei riscontri, escludendo che i dati fattuali consentano dubbi sulla prova del fatto.

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990

    La fattispecie di lieve entità è esclusa quando natura e quantità della sostanza, unitamente all'organizzazione dei mezzi e delle persone coinvolte, denotano un fatto non occasionale e non minimale.

  • art. 629 c.p.

    L'estorsione è ritenuta configurabile quando minacce e violenze sono finalizzate a costringere la persona offesa al pagamento di somme dovute per rapporti illeciti, non azionabili in sede giudiziaria.

  • art. 393 c.p.

    La richiesta di riqualificazione come esercizio arbitrario delle proprie ragioni è esclusa quando la pretesa fatta valere riguarda debiti di droga e di gioco, quindi situazioni illecite e non tutelabili giudizialmente.

  • art. 62 n. 6 c.p.

    L'attenuante del risarcimento del danno richiede l'accertamento dell'integrale ristoro del pregiudizio, che nel caso concreto la Corte d'appello ha ritenuto non dimostrato.

  • art. 99 c.p.

    La recidiva specifica può essere mantenuta in presenza di precedenti penali, gravità dei fatti e intensità del dolo; tali elementi possono anche escludere un giudizio di prevalenza delle attenuanti generiche.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità, il vizio di motivazione non è configurabile quando la sentenza impugnata offra una valutazione logica, coerente e puntuale delle prove decisive, anche se il ricorso mira a una diversa lettura del compendio probatorio.
  • Le dichiarazioni della persona offesa possono sorreggere l'affermazione di responsabilità se risultano coerenti, credibili, temporalmente contestualizzate e corroborate da riscontri esterni.
  • Nelle ipotesi di reati in materia di stupefacenti, la lieve entità è esclusa quando il quadro fattuale evidenzi quantità e natura della sostanza non trascurabili e una struttura organizzativa di mezzi e persone idonea a sostenere l'attività illecita.
  • La riqualificazione di una condotta estorsiva in esercizio arbitrario delle proprie ragioni non è consentita quando il credito preteso abbia causa illecita e dunque non sia tutelabile giudizialmente.
  • L'attenuante del risarcimento del danno presuppone la prova dell'integrale riparazione del pregiudizio; in mancanza di tale accertamento, il beneficio non può essere riconosciuto.
  • La recidiva e il giudizio di bilanciamento con le attenuanti generiche sono espressione di una valutazione discrezionale del giudice di merito, sindacabile in cassazione solo per manifesta illogicità o mancanza di motivazione.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il giudice di legittimità applica la conseguenza processuale delle spese e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioEstorsioneImpugnazioniCircostanze del reato
RamiStupefacentiDelitti contro il patrimonioProcesso penaleParte generale
SottomaterieLieve entità
IstitutiOnere della provaContinuazioneRecidiva

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