Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39107/2025 del 03/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata. Barosi deduce vizi motivazionali e violazioni di legge, contestando: (i) l'attribuzione del ruolo di amministratore di fatto nonostante la sua assoluzione per bancarotta documentale; (ii) la mancata necessità di nesso causale tra distrazioni e fallimento e l'erronea applicazione di tale criterio; (iii) l'uso di elementi 'neutri' e insufficienti per qualificare la sua condotta come esercizio continuativo di poteri gestori (art. 2639 c.c.), contestando anche l'autenticità di alcune firme/assegni. Brudi ha censurato la motivazione per essere stato ritenuto più che un prestanome, affermando di non aver avuto poteri decisionali, di non aver gestito le scritture contabili, di aver compiuto atti (contratto di affitto) non illeciti e di poter dimostrare la propria estraneità con perizie; in subordine ha chiesto le attenuanti generiche, riduzione della pena o nuovi accertamenti tecnici.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili e ha confermato i provvedimenti di merito. I giudici hanno ritenuto che le censure riproponessero una rivalutazione del compendio probatorio, preclusa in sede di legittimità, e fossero per lo più aspecifiche. Sono stati ribaditi e considerati provati: per Brudi, la qualità di amministratore di diritto con comportamenti gestionali concreti (partecipazione ad assemblee, stipula del contratto di affitto, beneficiario di assegni, uso di provvista societaria per acquisto quote, atto che abilitava Barosi ad operare sul conto); per Barosi, la qualifica di amministratore di fatto desunta da plurimi elementi (promissario acquirente, delega a operare sul conto, incasso di assegni, ruolo nella società agricola beneficiaria del contratto di affitto, rapporti con il commercialista e direttive impartite). La Corte ha richiamato il principio secondo cui per la bancarotta fraudolenta patrimoniale prefallimentare non è necessario il nesso causale tra distrazione e fallimento: è sufficiente il depauperamento e la sua idoneità a porre a concreto rischio la garanzia patrimoniale dei creditori, valutando i cosiddetti "indici di fraudolenza". Alla luce della motivazione dei giudici di merito, la cassazione ha ritenuto non censurabili le valutazioni sui fatti e sulle qualificazioni giuridiche. Esito pratico: confermate le condanne a quattro anni di reclusione per ciascun imputato, la responsabilità solidale al risarcimento del danno (con provvisionale immediatamente esecutiva di € 239.000,00), la condanna alle spese processuali e la sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p. per l'inammissibilità dei ricorsi.

Norme richiamate

  • R.D. n. 267/1942 (Legge fallimentare), artt. 216, 219, 223

    Le norme sulla bancarotta (in particolare la bancarotta fraudolenta patrimoniale) sono state applicate per qualificare le condotte distrattive e valutare l'idoneità di tali atti a depauperare il patrimonio societario e danneggiare i creditori

  • codice penale, art. 110

    Richiamato per la partecipazione in concorso alle condotte delittuose

  • codice civile, art. 2639

    Usato come parametro per definire la qualifica di amministratore di fatto (esercizio di fatto dei poteri tipici, anche tramite singole operazioni indicative di un disegno fraudolento)

  • codice penale, artt. 132 e 133

    Citate in relazione ai criteri di determinazione della pena e al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche

  • codice di procedura penale, art. 616

    Norma applicata per la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria in caso di ricorso dichiarato inammissibile

Massime di principio

  • In cassazione non è possibile ottenere l'annullamento semplicemente chiedendo la rivalutazione del materiale probatorio: le censure devono mostrare vizi di diritto o manifesta illogicità della motivazione dei giudici di merito.
  • La qualifica di amministratore di fatto può essere desunta da una pluralità di elementi anche non coincidenti con la titolarità formale: deleghe operative, incassi di somme societarie, rapporti gestionali con consulenti e ruoli in società collegate sono indici validi.
  • Per la bancarotta fraudolenta patrimoniale prefallimentare non è necessario dimostrare un nesso causale diretto tra ogni singola distrazione e la dichiarazione di fallimento: rileva il depauperamento e la sua idoneità a porre a concreto rischio la garanzia dei creditori (valutazione basata sugli 'indici di fraudolenza').
  • La prova del dolo nella bancarotta patrimoniale si fonda sulla rappresentazione del rischio per la garanzia patrimoniale dei creditori; non è richiesto il fine specifico di nuocere, ma la consapevolezza della pericolosità della condotta.
  • La mera affermazione di essere "prestanome" non esclude automaticamente responsabilità: chi accetta la carica pur essendo prestanome può essere ritenuto responsabile se emerge la consapevolezza/accettazione del rischio (anche con dolo eventuale) o comportamenti commissivi.
  • Le richieste generiche di nuovi accertamenti peritale o di riconoscimento delle attenuanti sono inammissibili se non ben fondate e non mirano a dimostrare vizi specifici della valutazione del merito.
  • Nel giudizio penale il rilievo di singole operazioni distrattive può essere sufficiente a qualificare un ruolo gestionale fraudolento se tali operazioni si inseriscono in un disegno di depauperamento del patrimonio sociale.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.