Cassazione Penale, Sentenza n. 38972/2025 del 03/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava la motivazione del Tribunale di Salerno che aveva assolto Palma perché il fatto non costituiva reato (art. 116 Cod. strada) rilevando che non era provata la recidiva nel biennio per una precedente contestazione amministrativa di settembre 2022. Il Procuratore Generale deduceva che il Tribunale aveva errato nel ritenere non definitiva la precedente contestazione basandosi sul decorso del termine di sessanta giorni e nel ritenere improponibile l'attivazione dei poteri istruttori del giudice (art. 507 c.p.p.), non avendo applicato i principi secondo i quali la prova della definitività può essere fornita anche mediante elementi di sicuro valore probatorio e che il giudice può integrare d'ufficio il compendio probatorio quando le parti risultino inerti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso; ha annullato la sentenza del Tribunale di Salerno e ha rinviato per un nuovo giudizio al Tribunale in diversa composizione. La Corte ha censurato la valutazione inerente la recidiva nel biennio e la negazione della possibilità per il giudice di assumere nuovi mezzi di prova o integrare il materiale probatorio ai sensi dell'art. 507 c.p.p., rilevando che la prova della definitività dell'accertamento amministrativo può essere fornita anche con elementi di sicuro valore probatorio in assenza di allegazioni contrarie dell'interessato.
Norme richiamate
art. 116 Codice della strada
Norma penale contestata: guida senza patente. La decisione verte sulla presenza o meno della recidiva amministrativa che esclude la depenalizzazione del fatto.
art. 550, co. 1 e 2 c.p.p.
Riferimento alla natura del reato contravvenzionale per i quali è prevista la citazione diretta; rilevante ai fini dell'impugnabilità delle sentenze di proscioglimento.
art. 593 c.p.p. (modificato dalla legge 9 agosto 2024, n. 114, art. 2, co. 1, lett. p)
testo richiamato nella sentenza: la norma, prima prevedeva che "il pubblico ministero può appellare contro le sentenze di proscioglimento"; a seguito della novella prevede invece che "il pubblico ministero non può appellare contro le sentenze di proscioglimento per i reati di cui all'art. 550, co. 1 e 2"
La Corte esamina la questione dell'impugnabilità delle sentenze di proscioglimento per contravvenzioni alla luce della modifica legislativa; nel caso in esame il ricorso per cassazione del P.G. è comunque stato ritenuto ammissibile.
art. 5 d.lgs. 5 gennaio 2016, n. 8
Disciplina della depenalizzazione e dell'effetto della recidiva nel biennio: se viene provata la recidiva, il fatto non rientra nella depenalizzazione e resta configurabile il reato.
art. 507 c.p.p.
Attribuisce al giudice il potere di integrazione probatoria d'ufficio; la Corte ha ricordato che tale potere comprende l'assunzione di mezzi di prova non richiesti dalle parti e serve a garantire la completezza del compendio probatorio.
Massime di principio
- La prova della definitività di una precedente contestazione amministrativa non richiede necessariamente un documento formale di estinzione dell'accertamento: il pubblico ministero può far valere elementi di sicuro valore probatorio (annotazioni, verbali, verbalizzante) purché non confutati dall'imputato.
- È onere dell'accusa dimostrare la recidiva nel biennio quando questa esclude la depenalizzazione; tuttavia la prova può essere costruita anche su indizi documentali e dichiarazioni processuali qualificati, salvo che l'interessato non produca elementi contrari (es. ricorso o istanza di oblazione).
- Il giudice ha il potere/dovere, ai sensi dell'art. 507 c.p.p., di integrare d'ufficio il compendio probatorio quando la completezza della prova è necessaria per la decisione; la mera definizione dell'attività come "atto esplorativo" non è sufficiente a escludere tale potere.
- Se il giudice rifiuta di esperire accertamenti istruttori necessari o travisa i criteri probatori consolidati dalla giurisprudenza, la sentenza può essere annullata dalla Cassazione e rinviata per nuovo giudizio.
- Per la difesa è strategico allegare tempestivamente elementi che dimostrino l'assenza di definitività della sanzione amministrativa (ricorso, richiesta di oblazione, esiti amministrativi) per impedire che indizi e annotazioni producano effetti di prova sulla recidiva.
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