Cassazione Penale, Sentenza n. 2058/2025 del 17/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione avverso la statuizione di confisca contenuta nella sentenza di primo grado e confermata in appello. Il ricorrente censura l'applicazione, da parte della Corte territoriale, della disciplina della "confisca per equivalente" (art. 1, comma 143, L. 244/2007 e successivo art. 12-bis d.lgs. 74/2000) e dell'art. 44 d.lgs. 504/1995 nella nuova formulazione (comma 1-bis), sostenendo che tali istituti non sono applicabili ai reati relativi alle accise commessi nel periodo contestato (29/07/2015 - 11/02/2016) e che la confisca disposta nel primo grado era in realtà una confisca diretta del profitto (art. 240 c.p.), quantificata come prodotto dei litri di gasolio non contabilizzati per l'aliquota piena.
La decisione
La Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha escluso la legittimità dell'applicazione della confisca per equivalente (richiamata dalla Corte d'Appello come basata sull'art. 1, comma 143, L. 244/2007 e su disposizioni successive) ai delitti relativi alle accise: tali disposizioni si riferiscono ai reati contemplati dal d.lgs. n. 74/2000 e non includono le fattispecie di sottrazione di gasolio alle accise; inoltre la confisca obbligatoria introdotta successivamente nell'art. 44 d.lgs. 504/1995 (comma 1-bis) è di carattere sanzionatorio e non può trovare applicazione retroattiva ai fatti anteriori alla sua entrata in vigore. Tuttavia la Cassazione ha confermato che il Tribunale aveva in primo luogo disposto una confisca diretta del profitto ai sensi dell'art. 240 c.p., come emergeva dalla motivazione e dalla modalità di calcolo dell'importo ("sino alla concorrenza di Euro 878.747,27..."). Conseguentemente la Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla statuizione sulla confisca e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Palermo per riesaminare e rimodulare l'intervento ablativo: escludere l'applicazione della confisca per equivalente e individuare i beni suscettibili di confisca diretta del profitto ai sensi dell'art. 240 c.p.
Norme richiamate
d.lgs. n. 504 del 1995 (accise), art. 40, comma 1, lett. b) e c), d) e art. 47
Le norme disciplinano i reati contestati (sottrazione di gasolio al pagamento delle accise, falsità nei registri, distruzione/occultamento scritture). Sono la fonte sostanziale dei reati per i quali è stata pronunciata la condanna.
d.lgs. n. 504 del 1995, art. 44
"confisca dei registri contabili, delle colonnine e delle pistole erogatrici in sequestro"
L'art. 44 consente la confisca dei mezzi impiegati per il reato (confisca diretta degli strumenti del reato). La pronuncia territoriale aveva disposto tale confisca sugli strumenti di contrabbando.
d.lgs. n. 504 del 1995, art. 44 comma 1-bis (modificato da decreto-legge 2019)
La Corte ha osservato che la confisca obbligatoria anche per equivalente introdotta successivamente (comma 1-bis) è di natura sanzionatoria e non è applicabile retroattivamente ai fatti commessi prima della sua entrata in vigore.
"sino alla concorrenza di Euro 878.747,27, su denaro, beni e utilità riconducibili all'imputato..."
L'art. 240 autorizza la confisca del profitto del reato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse effettivamente disposto una confisca diretta del profitto ai sensi di tale norma, dato il criterio di determinazione dell'importo (risparmio/spesa non versata).
Legge 24/12/2007 n. 244, art. 1, comma 143
Tale disposizione (poi sostituita dall'art.12-bis del d.lgs. 74/2000) è stata richiamata dalla Corte d'Appello per giustificare la confisca per equivalente; la Cassazione ha però chiarito che il comma 143 riguarda esclusivamente i reati previsti dal d.lgs. n. 74/2000 e non può essere esteso ai reati sulle accise.
d.lgs. n. 74 del 2000, art. 10 e art. 12-bis
Le norme disciplinano l'ambito di applicazione della confisca per equivalente nei reati tributari; la Corte ha ricordato che tali disposizioni si riferiscono specificamente ai delitti previsti dal d.lgs. n. 74/2000 e non includono perciò i reati relativi alle accise di cui al d.lgs. 504/1995.
Massime di principio
- La confisca per equivalente si applica solo se la norma che la prevede include espressamente il tipo di reato contestato; non può essere estesa a fattispecie non ricomprese nel campo di applicazione legislativo.
- Gli strumenti sanzionatori introdotti dopo la commissione del reato e di chiara natura sanzionatoria (es. confisca obbligatoria per equivalente) non possono essere applicati retroattivamente per effetto del principio di irretroattività della legge penale più grave.
- Quando il giudice quantifica il profitto del reato come risparmio di spesa (es. imposte o accise non versate), tale somma può costituire oggetto di confisca diretta ai sensi dell'art. 240 c.p.; occorre però una precisa individuazione dei beni o delle somme su cui operare la confisca.
- La motivazione della sentenza è essenziale per distinguere tra confisca diretta del profitto e confisca per equivalente; ambiguità o errori di inquadramento normativo possono portare la Cassazione ad annullare la statuizione sulla confisca e a rinviare per nuovo esame.
- La confisca degli strumenti utilizzati per commettere il reato (ad esempio registri, colonnine, pistole erogatrici) trova fondamento nelle norme sull'accise e può essere disposta indipendentemente dalla questione sulla confisca del profitto.
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