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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2018/2025 del 17/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato per cassazione la conferma della condanna per cinque violazioni dell'obbligo di presentarsi al Commissariato, sostenendo la mancanza del dolo. Ha dedotto che alcune inosservanze derivarono da semplice dimenticanza (tre presentazioni in ritardo e due mancate presentazioni, di cui una poi giustificata come dimenticanza) e che tale smemoratezza integrerebbe ignoranza inevitabile del precetto penale escludendo il dolo o comunque ogni profilo di colpa.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo non fosse pienamente correlato alle ragioni di entrambe le sentenze di merito (in uno degli episodi il ricorrente ha invocato dimenticanza, negli altri ha invocato impossibilità logistica) e che, in diritto, la mera dimenticanza non esclude il dolo salvo che essa integri l'ignoranza inevitabile del precetto ai sensi dell'art. 5 c.p. La giurisprudenza richiede la consapevolezza dell'obbligo e la volontà di non adempiere; se la conoscenza dell'obbligo non è messa in discussione, la dimenticanza riconducibile a mancata organizzazione non esclude il dolo. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile, il ricorrente condannato alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159, art. 75, comma 2

    Il reato di violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale richiede dolo generico: la consapevolezza dell'obbligo e la volontà cosciente di non adempiere; non sono rilevanti le finalità che determinarono la condotta

  • codice penale, art. 81

    Citato come riferimento al concorso di reati (menzionato nella motivazione della sentenza di merito)

  • codice penale, art. 5

    Disciplina l'ignoranza inevitabile della norma penale; la dimenticanza può escludere il dolo solo se configura ignoranza inevitabile del precetto nei limiti di tale articolo

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 364 del 1988

    sent. Corte cost. n. 364/1988

    Richiamata per i limiti e i criteri dell'ignoranza inevitabile della norma penale, che può giustificare l'assenza di dolo solo in casi stringenti

Massime di principio

  • Per i reati di violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale (art. 75, comma 2 d.lgs. 159/2011) è sufficiente il dolo generico: va provata la conoscenza dell'obbligo e la volontà di non adempiere.
  • La semplice dimenticanza non esclude il dolo salvo che tale dimenticanza configuri una vera e propria ignoranza inevitabile del precetto penale ai sensi dell'art. 5 c.p.; questa è una tutela molto limitata e va provata concretamente.
  • Se il soggetto conosce l'obbligo, la mancata presentazione dovuta a mancata organizzazione, negligenza o problemi logistici non giustifica automaticamente l'assenza di dolo.
  • Per difendersi efficacemente in situazioni simili è utile documentare tempestivamente e in modo oggettivo qualsiasi impossibilità oggettiva o caso di forza maggiore (es. certificazioni, comunicazioni preventive, prove di impedimenti reali), perché solo l'impossibilità assoluta o l'ignoranza inevitabile possono escludere il dolo.
  • In sede di impugnazione è necessario correlare in modo completo i motivi di ricorso con tutte le ragioni di fatto e di diritto su cui si sono basate le decisioni di merito; motivi parziali o non riferiti a tutte le pronunce possono determinare l'inammissibilità del ricorso.

Testo integrale

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