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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47540/2024 del 30/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato il riesame del decreto del GIP del Tribunale di Vallo della Lucania che disponeva il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta per equivalente su beni e somme ritenute profitto di reati fiscali (artt. 110, 81 cpv. c.p.; art. 8 d.lgs. n. 74/2000). Il ricorrente denunciava: incompetenza territoriale del giudice che ha disposto il sequestro; omessa trasmissione alla Corte di Cassazione per conflitto di competenza; mancata rimessione alla Cassazione per questione pregiudiziale di competenza; nullità degli atti per difetto di autonoma valutazione di fumus e periculum da parte del GIP e del Tribunale del riesame; omesso esame della documentazione difensiva relativa all'effettività delle prestazioni fatturate e al ruolo di general contractor della società; mancata motivazione sul periculum e uso illegittimo del potere di integrazione della motivazione; criticità nella quantificazione e nel fondamento del sequestro a fronte del rapporto tra profitto contestato e somme sequestrate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondati i motivi relativi alla competenza territoriale e ha confermato la correttezza, allo stato, dell'individuazione del Tribunale di Vallo della Lucania quale giudice competente (applicazione dell'art. 18 d.lgs. n. 74/2000 e del criterio del luogo dell'accertamento in presenza di una societa' definita 'fantasma'). Tuttavia, ha ritenuto fondati e decisivi i motivi relativi all'assenza di una motivazione autonoma e sufficiente sul periculum in mora nel decreto di sequestro genetico: il provvedimento di sequestro non spiegava in modo concreto e specifico le ragioni per le quali era necessario anticipare l'effetto ablativo sul patrimonio, tanto piu' in relazione alla posizione personale del ricorrente che non era titolare di crediti di imposta autonomamente spendibili. Percio', la Suprema Corte ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza impugnata che il decreto di sequestro preventivo del 15/02/2024 e ha ordinato il dissequestro e la restituzione immediata delle somme sequestrate a favore di Marino Quintino.

Norme richiamate

  • art. 8 cod. proc. pen.

    Norma generale per l'individuazione del giudice competente per territorio; citata nella contestazione della competenza territoriale ma ritenuta non risolutiva nel caso di societa' priva di effettiva sede operativa.

  • art. 18 d.lgs. n. 74/2000

    Norma speciale suppletiva per la determinazione della competenza nei reati tributari; la Corte ha affermato che, quando non sia possibile individuare il luogo di emissione delle fatture, si applica il criterio del luogo dell'accertamento del reato (ufficio che ha compiuto effettiva valutazione degli elementi).

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Regole generali suppletive di competenza: la Corte ha precisato che in presenza dell'art. 18 d.lgs. 74/2000 le regole dell'art. 9 sono recessive rispetto al criterio speciale del luogo di accertamento.

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata nella dedotta omissione di rimessione alla Corte di Cassazione per questione pregiudiziale di competenza; la Corte ha però ritenuto superfluo l'esame perche' la competenza e' stata ritenuta corretta.

  • art. 28, art. 30, art. 32 cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate in relazione alla dedotta omissione di trasmissione per conflitto di competenza; non ritenute necessarie alla decisione dato l'esito sul tema della competenza.

  • art. 321 comma 2 cod. proc. pen.

    Riferimento alla disciplina del sequestro preventivo: la Corte richiama l'obbligo di motivazione anche del periculum in mora quando il sequestro e' finalizzato alla confisca.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sulla confisca per equivalente; citata in relazione alla finalità del sequestro preventivo eseguito per equivalente.

  • art. 309 comma 9 cod. proc. pen.

    Stabilisce che se il provvedimento genetico manca o non contiene autonoma valutazione degli elementi cautelari, il tribunale del riesame deve annullare il provvedimento; la Corte ha applicato questo principio per annullare il sequestro.

  • art. 324 comma 7 cod. proc. pen.

    Richiamato per il principio che le disposizioni sul potere di annullamento del tribunale si applicano anche alle misure cautelari reali in quanto compatibili; utilizzato per confermare l'obbligo di autonoma valutazione del tribunale del riesame.

  • art. 121 d.l. n. 34/2020 (decreto Rilancio)

    Norma fiscale di riferimento per le detrazioni e il meccanismo del bonus facciate cui si rapportano i crediti fiscali oggetto dell'indagine; il fatto che i crediti derivino da tale normativa e dalle relative cessioni e monetizzazioni e' parte dell'impianto fattuale.

  • art. 626 cod. proc. pen.

    Norma richiamata relativamente alla comunicazione alla procura generale per competenze successive, come indicato nel dispositivo della sentenza.

Massime di principio

  • Quando la societa' titolare della fattura e' priva di una sede operativa effettiva (societa' 'fantasma'), per determinare la competenza territoriale nei reati tributari si applica l'art. 18 d.lgs. 74/2000 e, in mancanza di luogo di emissione delle fatture, prevale il criterio del luogo dell'accertamento del reato (l'ufficio che ha compiuto l'effettiva valutazione degli elementi).
  • Il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione specifica e autonoma sul periculum in mora: non e' sufficiente una formula generica circa il rischio di monetizzazione o dispersione delle somme, soprattutto quando il soggetto non detiene crediti immediatamente spendibili.
  • Il tribunale del riesame non puo' ovviare con integrazioni a una motivazione genetica mancante o sostanzialmente carente; in tali ipotesi e' obbligatorio l'annullamento dell'atto impugnato ai sensi dell'art. 309 comma 9 c.p.p.
  • In difesa contro il sequestro per equivalente, e' cruciale dimostrare l'assenza del rischio concreto di dissipatione del bene sequestrabile e la non immediata disponibilita' di crediti o risorse da parte del ricorrente, nonche' fornire elementi che smentiscano la qualifica di societa' 'fantasma'.
  • Contestazioni sulla competenza territoriale devono essere supportate da elementi probatori specifici sul luogo effettivo di emissione delle fatture o dell'esecuzione delle prestazioni; l'indicazione della sola sede legale non e' di per se' sufficiente se priva di riscontro operativo.

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