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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47544/2024 del 30/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Torino che aveva rigettato la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale ex art. 47 ord. pen. e aveva dichiarato inammissibile la detenzione domiciliare, motivando il rigetto con l'assenza di residenza o domicilio in Italia e con una presunta scarsa collaborazione con l'UEPE. La difesa aveva chiesto che la misura alternativa fosse eseguita eventualmente all'estero (Danimarca), allegando documentazione sulla stabile residenza all'estero e memoria integrativa depositata l'11/04/2024.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il giudizio al Tribunale di sorveglianza di Torino. Ha censurato la carenza motivazionale del Tribunale, che non ha spiegato in cosa consista la "non collaborazione" e non ha valutato adeguatamente elementi positivi (versamento a tacitazione della parte civile, modesta entità della condanna, vetustà del fatto, assenza di procedimenti pendenti). Ha inoltre richiamato il d.lgs. n. 38/2016 e la Decisione quadro 2008/947/GAI, affermando che l'affidamento in prova può essere eseguito nello Stato membro dove il condannato ha residenza legale e abituale se quello Stato ha recepito la Decisione GAI; il Tribunale avrebbe quindi dovuto verificare la disponibilità delle autorità danesi e acquisire le informazioni necessarie prima di decidere.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario), art. 47

    Disciplina l'affidamento in prova al servizio sociale come misura alternativa alla detenzione; la sua applicazione richiede motivazioni concrete in caso di rigetto.

  • ordinamento penitenziario, art. 47-ter

    Norma collegata alle modalità di esecuzione delle misure alternative; richiamata nella doglianza per violazione normativa.

  • decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 38

    art. 2, lett. e) definisce la sanzione assimilabile come "sanzione sostitutiva"; la norma è richiamata nella sentenza

    Attua la Decisione quadro 2008/947/GAI: consente l'esecuzione di misure alternative (tra cui l'affidamento) nello Stato membro di residenza del condannato, previa verifica della disponibilità delle autorità straniere e degli adempimenti previsti.

  • Decisione quadro 2008/947/GAI del Consiglio dell'Unione europea

    Stabilisce il principio del reciproco riconoscimento e cooperazione per l'esecuzione di sospensioni condizionali, misure e sanzioni sostitutive tra Stati membri; è il presupposto comunitario per l'applicazione del d.lgs. 38/2016.

Massime di principio

  • L'assenza di residenza in Italia non costituisce automaticamente ostativo all'affidamento in prova: la misura può essere eseguita nello Stato membro dove il condannato ha residenza abituale se quello Stato ha recepito la Decisione GAI e previo accertamento della disponibilità delle autorità straniere.
  • Il giudice deve motivare concretamente il rigetto di una misura alternativa: deve indicare circostanze specifiche che mostrino l'inidoneità della misura a rieducare il condannato e a prevenire il pericolo di recidiva; motivazioni generiche come la "scarsa collaborazione" devono essere spiegate e documentate.
  • La presenza di elementi positivi (versamento a tacitazione della parte civile, modesta entità della pena, vetustà del fatto, assenza di procedimenti pendenti) deve essere valutata e può favorire la concessione di misure alternative; l'omissione di tale valutazione è vizio motivazionale.
  • Quando è richiesta l'esecuzione di una misura alternativa all'estero il giudice deve accertare la concreta disponibilità e cooperazione delle autorità dello Stato straniero e acquisire le informazioni necessarie prima di pronunciarsi sul merito.
  • La Corte di merito conserva la discrezionalità valutativa sul merito, ma le sue valutazioni devono essere supportate da motivazione idonea a consentire il controllo di legittimità.

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