Cassazione Civile, Sentenza n. 34267/2024 del 24/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR Veneto che aveva rigettato l'appello di CAV avverso la decisione di primo grado favorevole a CAV sulla pretesa Tosap per l'anno 2014. CAV contestava: 1) l'irrilevanza del rigetto per presunto giudicato esterno (art. 2909 c.c.); 2) la mancanza di legittimazione passiva a pagare la Tosap (art. 39 d.lgs. 507/1993) perché CAV non sarebbe né proprietaria né costruttrice del Passante di Mestre (proprietà/attribuzione allo Stato/ANAS); 3) l'assenza del presupposto oggettivo della Tosap perché l'opera sarebbe demaniale e ad uso collettivo e/o l'occupazione sarebbe irreversibile; 4) l'esenzione ex art. 49 lett. a) d.lgs. 507/1993 in quanto CAV sarebbe una società "in house"/organismo di diritto pubblico soggetto a controllo pubblico e quindi assimilabile allo Stato/ente esente. In subordine CAV chiedeva rimessione alla Corte di Giustizia UE.
La decisione
Rigetto del ricorso in Cassazione. La Corte ha confermato il principio consolidato secondo cui: a) il giudicato tra le stesse parti non vale su questioni di interpretazione giuridica (art. 2909 c.c.) per impedire diverso esame interpretativo; b) la Tosap si applica alle occupazioni di qualsiasi natura del suolo, soprassuolo o sottosuolo appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile comunale/provinciale che comportino effettiva sottrazione all'uso pubblico, indipendentemente dalla proprietà statale dell'opera o dalla permanenza dell'occupazione; c) l'appartenenza dell'opera al demanio statale o la titolarità di ANAS non esclude l'imposizione qualora la società concessionaria eserciti l'occupazione/gestione; d) l'esenzione di cui all'art. 49 lett. a) non è riconoscibile a CAV: la mera partecipazione pubblica, la qualifica di società costituita ex lege o la qualifica contabile/ISTAT come "pubblica" o la disciplina in house non bastano a identificare l'occupazione come effettuata dallo Stato/ente esente; e) non sussistevano i presupposti per il rinvio pregiudiziale alla CGUE. Esito finale: rigetto del ricorso e conferma della decisione impugnata.
Norme richiamate
Il giudicato esterno non può impedire l'esame di questioni di diritto/interpretazione giuridica: le interpretazioni normative espresse in una sentenza non costituiscono oggetto di giudicato esterno vincolante quando la questione è essenzialmente ermeneutica.
Art. 38, Oggetto della tassa. 1. Sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province. 2. Sono, parimenti, soggette alla tassa le occupazioni di spazi soprastanti il suolo pubblico, di cui al comma 1, con esclusione dei balconi, verande, bow-windows e simili infissi di carattere stabile, nonché le occupazioni sottostanti il suolo medesimo, comprese quelle poste in essere con condutture ed impianti di servizi pubblici gestiti in regime di concessione amministrativa. 3. La tassa si applica, altresì, alle occupazioni realizzate su tratti di aree private sulle quali risulta costituita, nei modi e nei termini di legge, la servitù di pubblico passaggio. 4. Le occupazioni realizzate su tratti di strade statali o provinciali che attraversano il centro abitato di comuni con popolazione superiore a diecimila abitanti sono soggette all'imposizione da parte dei comuni medesimi. 5. Sono escluse dalla tassa le occupazioni di aree appartenenti al patrimonio disponibile dei predetti enti o al demanio statale.
Ampia nozione di occupazione imponibile: rilevano occupazioni anche del soprassuolo/sottosuolo e anche se realizzate da impianti/viadotti; l'esistenza della concessione o della titolarità statale non esclude di per sé l'imponibilità.
Art. 39, Soggetti attivi e passivi. 1. La tassa è dovuta al comune o alla provincia dal titolare dell'atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall'occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all'uso pubblico nell'ambito del rispettivo territorio.
Individua il soggetto passivo: titolare della concessione o, in mancanza, l'occupante di fatto. La qualifica proprietaria/statale dell'opera non esclude l'obbligo se la società concessionaria esercita l'occupazione.
Art. 46 Occupazioni del sottosuolo e soprassuolo. Disciplina. 1. Le occupazioni del sottosuolo e del soprassuolo stradale con condutture, cavi, impianti in genere ed altri manufatti destinati all'esercizio e alla manutenzione delle reti di erogazione di pubblici servizi, compresi quelli posti sul suolo e collegati alle reti stesse, nonché con seggiovie e funivie sono tassate in base ai criteri stabiliti dall'art. 47.
Riconoscimento della tassabilità delle occupazioni di soprassuolo/sottosuolo per impianti e manufatti destinati a servizi pubblici.
Art. 47 Criteri di determinazione della tassa per l'occupazione del sottosuolo e soprassuolo. La tassa per le occupazioni del sottosuolo e del soprassuolo stradale di cui all'art. 46 è determinata forfetariamente in base alla lunghezza delle strade comunali o provinciali per la parte di esse effettivamente occupata, comprese le strade soggette a servitù di pubblico passaggio, secondo i criteri indicati nel comma 2.
Stabilisce il criterio di determinazione della Tosap per soprassuolo/sottosuolo, rilevando la parte di strada effettivamente occupata.
Art. 49 Esenzioni. 1. Sono esenti dalla tassa: a) le occupazioni effettuate dallo Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi, da enti religiosi per l'esercizio di culti ammessi nello Stato, da enti pubblici di cui all'art. 87, comma 1, lettera c), del T.U.I.R. ...
L'esenzione è strettamente interpretata: si applica solo se l'occupazione è effettivamente riconducibile allo Stato/ente esente; la mera partecipazione pubblica o la qualifica contabile/in house della società non bastano a trasferire l'esenzione alla concessionaria.
art. 2, commi 289-290, legge n. 244/2007
Comma 289-290 (estratto): al fine della realizzazione di infrastrutture autostradali ... le funzioni e i poteri di soggetto concedente e aggiudicatore possono essere trasferiti ... ad un soggetto di diritto pubblico appositamente costituito in forma societaria e partecipata dall'ANAS S.p.a. e dalle regioni interessate ... La società, quale organismo di diritto pubblico, esercita l'attività di gestione ... ed è sottoposta al controllo diretto dei soggetti che la partecipano. Alla società è fatto divieto di partecipare ... ad iniziative diverse che non siano strettamente necessarie per l'espletamento delle funzioni ...
Norma fondativa della società CAV: prevede la possibilità di costituire società partecipate pubbliche per la realizzazione/gestione di infrastrutture, ma ciò non implica automaticamente equiparazione allo Stato ai fini delle esenzioni tributarie.
Riferimento alla demanialità delle strade/beni, ma la sentenza chiarisce che l'appartenenza demaniale statale non è decisiva per escludere la Tosap se vi è occupazione esercitata da altro soggetto (concessionario) che sottrae all'uso pubblico.
art. 18 d.lgs. n. 175/2016 (T.U.S.P.)
Richiamato nel contesto della disciplina delle società a partecipazione pubblica e 'in house', ma la Corte osserva che la qualifica normativa non determina di per sé esenzioni tributarie automatiche.
art. 106 TFUE
Richiamato in rapporto alla concorrenza e ai potenziali aiuti di Stato: la Corte osserva che il regime nazionale che nega l'esenzione evita discriminazioni e rischi di aiuti di Stato non autorizzati.
art. 345 TFUE
Richiamato per affermare che i Trattati non pregiudicano il regime di proprietà degli Stati membri.
art. 267 TFUE
Norma sul rinvio pregiudiziale alla CGUE: la Corte ha ritenuto che non sussistessero i presupposti per il rinvio, avendo la materia già ricevuto interpretazioni consolidate e non configurandosi dubbio rilevante di diritto UE nella fattispecie.
Massime di principio
- La Tosap si applica anche alle occupazioni del soprassuolo e del sottosuolo (viadotti, sovrappassi) quando vi sia effettiva sottrazione all'uso pubblico, indipendentemente dalla proprietà dell'opera (Stato/ANAS).
- La qualifica di "società in house" o la partecipazione pubblica non determinano automaticamente l'esenzione fiscale: l'onere di provare che l'occupazione sia "effettivamente" imputabile allo Stato/ente esente grava sul soggetto che invoca l'esenzione.
- Le decisioni precedenti tra le stesse parti non vincolano su questioni di interpretazione di diritto: il giudicato esterno non preclude il rinnovato esame ermeneutico della norma.
- Ai fini impositivi conta la condotta di occupazione posta in essere (gestione/uso effettivo del soprassuolo) e non la sola titolarità formale della proprietà dell'opera.
- Per ottenere un trattamento esentativo fondato sul diritto dell'Unione (aiuti di Stato/concorr. UE) è necessario dimostrare concreta alterazione della concorrenza; se la giurisprudenza nazionale è consolidata e il dubbio non è ragionevole, il rinvio pregiudiziale alla CGUE non è obbligatorio.
- In casi analoghi è prudente: 1) documentare in giudizio la titolarità dell'atto di occupazione e l'effettiva imputabilità dell'occupazione allo Stato/ente esente; 2) non considerare determinante la mera presenza di una convenzione/partecipazione pubblica; 3) attendersi applicazione della giurisprudenza consolidata che considera imponibili le infrastrutture autostradali gestite in concessione.
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