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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41812/2022 del 07/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la condanna per il reato di cui all'art. 256, comma 2, D.Lgs. 152/2006 con due motivi: 1) deduzione di travisamento probatorio e omissione di documentazione probatoria, lamentando che tali elementi dimostrerebbero una condotta inevitabile e diligente escludente il dolo o facendo sorgere esimenti ex artt. 45 e 54 c.p.; contestazione anche della valutazione dell'elemento psicologico (dolo); 2) mancata applicazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. per bonifica intervenuta, rilevanza della natura non pericolosa dei rifiuti e responsabilità/inerzia della pubblica amministrazione, mentre il giudice avrebbe considerato solo la quantità dei rifiuti

La decisione

La Corte rigetta il ricorso. Il primo motivo è dichiarato inammissibile per violazione del principio di autosufficienza: il ricorrente non ha allegato né trascritto integralmente gli atti necessari a dimostrare il presunto travisamento probatorio e le esimenti invocate. Il tribunale di merito ha correttamente escluso la forza maggiore, ritenendo non giustificabile il perdurare del deposito incontrollato nonostante sospensioni del servizio di raccolta. Quanto al secondo motivo, la Corte lo considera infondato: la sentenza di merito non ha valutato solo i quantitativi, ma l'insieme della condotta (assenza di cautele, persistenza del deposito, pericolo per l'ambiente) e l'intensità del dolo; pertanto non sussiste l'applicabilità di una causa di non punibilità. Il ricorso è rigettato e il ricorrente è condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 152/2006

    Norma contestata per il reato di gestione illecita di rifiuti; la Corte ha confermato la ricostruzione di fatto che giustifica la sussistenza del reato in ragione della quantità, persistenza e pericolosità del deposito

  • Codice penale

    Articolo richiamato dal ricorrente fra le esimenti; la Corte ha ritenuto che non risultino dagli atti prove adeguate a fondare l'asserita applicazione dell'esimente

  • Codice penale

    Altro riferimento a possibili cause scriminanti; la Corte ha osservato che il ricorrente non ha documentato compiutamente gli elementi necessari a sostenere l'esimente e il tribunale ha motivato l'esclusione

  • Codice penale

    Cause di non punibilità per particolare tenuità o per eventuale attività di bonifica; la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia correttamente valutato l'insieme degli elementi (quantità, persistenza, cautele, pericolo) e non abbia errato escludendo la non punibilità

  • Codice di procedura penale

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    Norme sulle censure in cassazione richiamate dal ricorrente; la Corte ha applicato i principi di autosufficienza e di corretta allegazione richiesti per dedurre il travisamento

  • Codice di procedura penale

    Norma che dispone l'onere delle spese a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi che denunciano travisamento probatorio devono essere accompagnati dalla trascrizione integrale o dalla produzione degli atti e documenti invocati; la sola citazione di brani o riferimenti non è sufficiente.
  • L'esimente della forza maggiore o altre cause di scriminante richiedono prova effettiva e documentata: interruzioni del servizio pubblico non giustificano automaticamente il perdurare di un deposito incontrollato di rifiuti.
  • La valutazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis richiede una valutazione complessiva della condotta (quantità, pericolosità, cautele adottate, persistenza nel tempo e grado di colpevolezza): non è sufficiente basarsi solo su un parametro (es. quantità) senza considerare il contesto e l'intensità del dolo.
  • La motivazione della sentenza va letta nel suo complesso: singoli profili non possono essere isolati dal resto del percorso argomentativo che può giustificare la decisione anche in modo implicito.
  • Chi propone ricorso deve porre a carico proprio l'onere probatorio e documentale in Cassazione, soprattutto quando mira a ribaltare valutazioni di fatto e di responsabilità penale già motivate dal giudice di merito.

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